Pagine

domenica 24 maggio 2026

La crisi di Hormuz frena sotto l'1% la crescita dell'Eurozona. Passo avanti sulla tregua sui dazi con gli Usa. Rinnovato il patto con il Messico

Visualizza questa mail nel browser

Il Sole 24 Ore
Europa24

di Gianluca Di Donfrancesco

24 maggio 2026

LA SETTIMANA

La crisi di Hormuz frena sotto l’1% la crescita dell’Eurozona. Passo avanti sulla tregua sui dazi con gli Usa. Rinnovato il patto con il Messico

La presidente messicana, Claudia Sheinbaum (al centro), la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (a destra) e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa (a sinistra) posano dopo la firma dell’accordo tra Messico e Ue a Città del Messico (EPA)

Buongiorno e bentornati su Europa24. La crisi di Hormuz frena sotto l’1% la crescita dell’Eurozona. Giovedì 21, la Commissione ha incorporato nelle sue previsioni i danni provocati dal conflitto: nel 2026, l’aumento del Pil dovrebbe fermarsi allo 0,9%, rispetto all’1,2% indicato prima della guerra in Medio Oriente. Gli effetti si faranno sentire anche nel 2027, quando il rimbalzo si fermerà all’1,2%, rispetto all’1,4% previsto in precedenza.

La frenata dell’attività economica è accompagnata dal ritorno dell’inflazione, che quest’anno dovrebbe attestarsi al 3,1%. Su queste stime pende però l’incognita della durata del conflitto: se la crisi si prolungherà, l’Eurozona andrà incontro a un rallentamento più marcato e a una fiammata dei prezzi.

Da un fronte di crisi all’altro, la settimana che si è appena chiusa ha registrato un passo importante nel burrascoso rapporto tra Unione Europea e Stati Uniti: nella notte tra il 19 e il 20 maggio, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un’intesa preliminare sui due regolamenti comunitari, che servono a mettere in pratica l’accordo sui dazi della scorsa estate, quello stretto tra Donald Trump e Ursula von der Leyen in Scozia.

Tempi lunghi (l’accordo tra le istituzioni Ue non è ancora definitivo) e frenate hanno molto innervosito la Casa Bianca, che ha minacciato nuove strette sulle auto europee. Per la verità, dopo l’intesa in Scozia, la relazione transatlantica ha vissuto molti e profondi momenti di tensione (Groenlandia, Nato, Ucraina, Iran). I testi approvati riflettono la sfiducia maturata soprattutto nell’Europarlamento: oltre a disposizioni che eliminano i dazi residui su un’ampia gamma di esportazioni Usa, è prevista una clausola di salvaguardia che consente di sospendere l’accordo, se Washington non rispetterà i patti.

Il mercantilismo dell’Amministrazione Trump ha spinto la Ue a cercare nuovi mercati di sbocco e a rafforzare i legami già esistenti con altri partner. Proprio venerdì 22, la presidente della Commissione ha firmato l’intesa che aggiorna il trattato Ue-Messico. L’obiettivo strategico lo spiega la stessa Ursula von der Leyen in un intervento in esclusiva per il Sole 24 Ore: «I vantaggi economici di questi accordi sono innegabili, ma il loro valore va ben oltre. Ci stiamo legando a partner che condividono i nostri stessi principi, dimostrando il valore duraturo di una cooperazione vantaggiosa per tutti».

Nuovi accordi, ma anche difesa delle produzioni europee: martedì 19, l’Europarlamento ha approvato in via definitiva le nuove misure di salvaguardia per difendere l’industria dell’acciaio dalla sovraproduzione e dal dumping cinese.

E poi c’è il fronte ucraino. I Ventisette starebbero valutando la nomina di un mediatore in potenziali negoziati con il presidente russo Vladimir Putin: sono circolati i nomi di Mario Draghi e di Angela Merkel. Si vedrà. Intanto, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha proposto di concedere a Kyiv lo status di membro associato, in attesa di completare il lungo processo che serve per arrivare all’adesione alla Ue. Sarebbe un messaggio politico chiaro, destinato al Cremlino.

IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Gli aiuti contro il caro energia

Misure per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi, per famiglie e imprese: costo di bilancio nel 2026

Fonte: Commissione Ue. Le stime includono misure adottate o annunciate in modo credibile e sufficientemente dettagliato dal 1° marzo 2026 ed entro il 4 maggio.

VISTO DA BRUXELLES

La settimana nera dell’«orgoglio italiano»

di Beda Romano

Non è stata una buona settimana per «l’orgoglio italiano». Nel suo rapporto annuale l’ISTAT ha messo in luce che nel 2025 il prodotto interno lordo reale dell’Italia è risultato di poco superiore al livello del 2007 (+1,9%). Nel frattempo, il PIL reale di Francia, Germania e Spagna cresceva intorno al 20%. Nel frattempo, la Commissione europea ha annunciato che nel 2026 la crescita italiana sarà inferiore alla media europea, dello 0,5%. La stagnazione economica del paese dura ormai da due decenni, e ciò malgrado l’elevato debito pubblico che secondo la retorica nazionale dovrebbe sostenere la crescita. In questo contesto, la crisi in Medio Oriente e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale rischiano di peggiorare le condizioni dell’Italia, soprattutto sul fronte sociale.

Molti mettono a confronto lo shock energetico provocato dal conflitto contro l’Iran con lo shock petrolifero scatenato dalla guerra dello Yom Kippur. Non mancano le differenze, a iniziare dalla minore dipendenza dal petrolio di molti paesi europei. Nel 1973 il nodo era la produzione di greggio. Oggi non c’è propriamente carenza di petrolio o di gas. Il tema è piuttosto il prezzo elevato delle materie prime. In questo contesto, c’è il pericolo di vedersi acuire le differenze sociali. Differenze che potrebbero peggiorare anche per via dell’intelligenza artificiale, strumento che rimane tendenzialmente appannaggio dei più abbienti e istruiti. Solo il 19,9% degli italiani di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale nel 2025, rispetto a una media europea del 32,7%.

I più letti

1.

Guerra, ultime notizie. Al Arabya: Usa verso l’accordo. Ma l’Iran smentisce

2.

Maldive, parla l’esperto: «Conosco bene quella grotta, insidiosa anche per super esperti. Probabile un insieme di cause»

3.

Tragedia nella grotta Dekunu Kandu: le cause della morte dei sub italiani alle Maldive

4.

Ok del Cdm al nuovo decreto carburanti: taglio accise fino al 6 giugno

5.

Partite Iva, proroga delle tasse al 20 luglio. Poi si paga lo 0,8% in più

L'informazione sempre con te, dal lunedì alla domenica. Scopri l'offerta

Disiscriviti  |  Newsletter  |  Contatti  |  Privacy Policy  |  Informativa sui Cookie

Facebook Twitter Google+ Instagram Feed RSS

Questo messaggio è stato inviato a squarenotizie@GMAIL.COM in quanto hai sottoscritto la newsletter in oggetto.

Se non desideri più riceverla, clicca qui oppure modifica le tue preferenze sulla tua area personale.

Per conoscere la nostra politica sul trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del Regolamento UE 2016/679 consulta la nostra Informativa Privacy
e la nostra Privacy Policy

© Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati

Nessun commento:

Posta un commento