Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è lunedì 24 agosto.
Le città italiane continuano a perdere residenti a favore dell’hinterland, ma l’immigrazione dall’estero mantiene positivo il bilancio complessivo. Nel triennio 2023-2025 i 106 capoluoghi hanno perso 97mila abitanti verso gli altri Comuni della provincia e registrato un saldo migratorio interno complessivo di -56.402 persone. A compensare le partenze sono soprattutto i flussi internazionali, con un saldo positivo di 328.363 residenti, che porta il bilancio finale a +271.961. Il saldo interno è inoltre peggiorato progressivamente, passando da -8.472 nel 2023 a -24.549 nel 2025. In 38 delle 53 città con saldo interno negativo, gli arrivi dall’estero riescono a ribaltare il risultato; i 15 capoluoghi che restano in rosso sono tutti nel Mezzogiorno. Milano registra il peggior saldo interno (-22.099), soprattutto per le partenze verso l’hinterland, ma grazie agli arrivi dalle altre regioni e dall’estero (+45.662) chiude comunque in positivo. Napoli perde invece soprattutto verso le altre regioni e, nonostante il contributo dell’immigrazione internazionale, registra il peggior saldo migratorio complessivo (-4.537). In rapporto alla popolazione, Mantova guida per attrattività interna, mentre Pavia è prima per saldo con l’estero, con +35,7 residenti ogni mille abitanti.
Nel 2026 sembra essersi arrestata la caduta degli investimenti nelle ristrutturazioni edilizie agevolate: tra gennaio e maggio i bonifici hanno raggiunto 10,25 miliardi di euro, il 4,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Al netto dell’inflazione, l’incremento si riduce però al 2,6-3,1%, a seconda dell’indice utilizzato. I livelli restano lontani dagli anni del Superbonus e, in termini reali, non molto distanti da quelli del 2019. Più che di una vera ripresa, quindi, i dati indicano la fine della fase di forte contrazione, anche perché maggio ha segnato un lieve calo dello 0,4% su base annua. A sostenere il mercato è uno “zoccolo duro” di interventi, dalle manutenzioni condominiali alle ristrutturazioni delle abitazioni appena acquistate, con molti contribuenti ormai abituati a utilizzare le detrazioni fiscali. Se la tendenza proseguisse per tutto il 2026, lo Stato potrebbe risparmiare altri 1,2-1,3 miliardi di euro in minori detrazioni distribuite nell’arco di dieci anni. Per i contribuenti diventa decisiva la scadenza del 31 dicembre, perché senza interventi normativi dal 2027 ristrutturazioni ed ecobonus scenderanno dal 50 al 36% sulle prime case e dal 36 al 30% sugli altri immobili, mentre il bonus mobili scadrà. La proroga delle agevolazioni attuali sarà quindi uno dei temi della prossima manovra, con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo che ha già prospettato una possibile conferma compatibilmente con le risorse disponibili.
Nel triennio 2027/28-2029/30 il numero delle posizioni per dirigenti scolastici dovrebbe stabilizzarsi, con 7.389 incarichi nei primi due anni e 7.381 nell’ultimo. La stabilizzazione arriva dopo anni di riduzioni: dal 2015 le dirigenze sono diminuite del 13%, mentre le scuole statali sono calate del 3,8%, soprattutto per effetto della denatalità e degli accorpamenti. Di conseguenza, ogni dirigente gestisce strutture più grandi e articolate: nel 2026/27 avrà in media 5,4 sedi, contro 4,9 nel 2015. L’accelerazione maggiore del dimensionamento è avvenuta nel 2024 con i nuovi criteri previsti dal Pnrr, quando le autonomie scolastiche sono diminuite di oltre 400 unità in un solo anno. Parallelamente aumenta la complessità gestionale: gli istituti classificati nella fascia più impegnativa sono passati da meno del 23% al 27% in due anni, arrivando a 1.978 su 7.391. Le differenze territoriali sono marcate: Vibo Valentia guida con il 71% delle scuole in fascia A, seguita da Pavia con il 69%, mentre Trieste è ultima con il 6,1%. A determinare la complessità pesano soprattutto numero di studenti e docenti, presenza di più sedi, Comuni, gradi e indirizzi scolastici, oltre a strutture particolari come sezioni ospedaliere o carcerarie. Incide anche la quota di studenti stranieri, salita oltre il 12% nel 2024/25 soprattutto per la forte diminuzione degli studenti italiani, oltre 231mila in meno in due anni, più che per l’aumento degli alunni senza cittadinanza italiana.
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Buona lettura, Angelica Migliorisi |
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