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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è sabato 15 agosto, cioè Ferragosto (a proposito, auguri!: il nome viene da Feriae Augusti, il riposo di Augusto, una festa creata nel 18 avanti Cristo per riposarsi dopo il lavoro nei campi), e il principale titolo della prima pagina del Sole 24 Ore che trovate in edicola (qui potete sfogliare l’edizione digitale) si occupa della crescita delle richieste di detrazioni nel 730. Anche se restano preponderanti le spese sanitarie, di scuola e assistenza, emerge anche il dato delle spese veterinarie. A dirlo sono i primi risultati della Consulta nazionale Caf, che ha analizzato un panel di quasi 600mila soggetti che hanno già presentato la dichiarazione 2026. Nel pacchetto di oneri considerati, restano preponderanti le spese sanitarie che “pesano” per il 72% sul totale e registrano una crescita del 5,5% sull’anno precedente.
A giugno, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.207,2 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia nella pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. L’incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,3 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,8 miliardi, a 61,7), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,1 miliardi). Secondo l’istituto di Via nazionale, nel mese di giugno 2026 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state invece pari a 43,2 miliardi, in diminuzione dell’1,3% (0,6 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025.
Le Borse europee hanno archiviato la settimana di Ferragosto senza scossoni, in un clima di scambi ridotti e pochi dati macro, fatta eccezione per l’inflazione statunitense e i prezzi alla produzione americani. Sebbene i numeri provenienti dagli Stati Uniti abbiano allontanato le ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della Fed (con i prezzi al consumo in linea con le attese e quelli alla produzione migliori delle stime), le continue tensioni in Medio Oriente, con lo stallo nello Stretto di Hormuz che non sembra trovare una soluzione, hanno frenato l’ottimismo degli investitori, che hanno preferito un atteggiamento cauto. Così il Ftse Mib di Milano ha chiuso l’ottava sostanzialmente invariato (-0,2%), come l’Ibex di Madrid (-0,1%). Hanno fatto peggio il Cac di Parigi (-0,9%) e il Ftse 100 di Londra (-1,4%), unico indice positivo il Dax di Francoforte a +0,4%.
In vista della Legge di Bilancio per il 2027, il dibattito interno alla maggioranza si preannuncia particolarmente vivace. Trattandosi dell’ultima manovra prima della fine della legislatura, la necessità di trovare una sintesi tra la linea di rigore sui conti pubblici (sostenuta dal ministero dell’Economia) e le proposte ad alto impatto elettorale rappresenta la sfida principale del Governo. Nelle fila della maggioranza, il partito della premier Giorgia Meloni punta a combinare una gestione finanziaria prudente, per non mettere a rischio la credibilità guadagnata a Bruxelles (in questo in linea con il ministro leghista dell’Economia Giancarlo Giorgetti) con misure mirate a sostenere le famiglie e il ceto medio: la proposta chiave è l’ulteriore revisione delle aliquote Irpef, mirando a ridurre l’aliquota intermedia al 33% per i redditi fino a 60.000 euro. Un punto, questo, che è anche da sempre proposto da Forza Italia
La vera emergenza della giustizia civile rischia di essere la gestione da parte degli uffici giudiziari delle richieste di protezione internazionale. A renderlo evidente sono i numeri dell’ufficio studi del Csm che attestano l’esplosione delle domande: infatti a fronte di una capacità di smaltimento che è rimasta, nella sostanza, stabile nel periodo 2019-2025, intorno al valore medio di circa 35mila procedimenti annui, le sopravvenienze hanno subito invece un notevole aumento, passando dalle circa 38mila del 2023 alle circa 80mila del 2025. Un andamento che, sottolinea il Csm, ha prodotto inevitabili ripercussioni sulle pendenze, anch’esse raddoppiate nello stesso periodo (dalle circa 67mila del 2023 alle circa 133mila del 2025).
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