Pagine

domenica 4 ottobre 2026

Il ritorno dell'inflazione e le minacce Usa sul diesel. Le proteste in Francia e la crisi in Spagna. Gli attacchi di Putin e il voto in Lettonia

Visualizza questa mail nel browser

Il Sole 24 Ore
Europa24

– di Gianluca Di Donfrancesco

04 ottobre 2026

LA SETTIMANA

Il ritorno dell’inflazione e le minacce Usa sul diesel. Le proteste in Francia e la crisi in Spagna. Gli attacchi di Putin e il voto in Lettonia

La polizia antisommossa francese durante gli scontri scoppiati nel corso di una manifestazione degli studenti a Tolosa (REUTERS)

Buongiorno e bentornati su Europa24. L’inflazione è tornata ad alzare la testa, mettendo in allarme il mondo politico. Spinto dalla crisi di Hormuz, a settembre, l’indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona è risalito al 3,8%, livello quasi doppio rispetto al target della Bce, che potrebbe essere costretta a ricalibrare le sue scelte.

La crisi dei prezzi si somma ai fattori di instabilità politica e sociale, che alimentano l’ascesa dell’estrema destra in Germania, dove si profila un nuovo scontro sul costo del lavoro alla Volkswagen, e che sfociano nella protesta studentesca in Francia, dove il Governo di minoranza prepara una manovra di sacrifici per risanare il deficit. Vacilla anche l’Esecutivo di Pedro Sanchez a Madrid, che non riesce a placare la crisi abitativa: il suo piano casa è stato bocciato dal Parlamento. Una sconfitta che potrebbe portare la Spagna a elezioni anticipate.

Insomma, sale ovunque la pressione sui Governi, chiamati a intervenire per alleviare le difficoltà di imprese e individui, tanto più dove ci sono scadenze elettorali alle porte. Come in Italia, che torna a chiedere flessibilità sui conti pubblici. La questione sarà discussa nelle riunioni della prossima settimana. Prevedibili nuove tensioni con i Paesi frugali, mentre emerge sempre più netta e preoccupante un’altra crisi potenziale, quella della fuga dai titoli di Stato.

Il rincaro dei carburanti rischia, poi, di aprire un altro fronte con gli Stati Uniti. Il pieno alla pompa costa sempre di più anche negli Usa: al voto di metà mandato per il Congresso mancano poche settimane e i repubblicani temono una batosta. A caccia di risultati immediati, il presidente Donald Trump minaccia di bloccare le esportazioni di gasolio e chiede all’Europa di rilasciare le proprie riserve strategiche, per raffreddare le quotazioni. Al di là dei toni, la mossa conviene anche ai partner del G7, che hanno accettato di liberare fino a 100 milioni di barili nei prossimi mesi.

Delle difficoltà dell’Europa è sempre pronto ad approfittare il presidente russo Vladimir Putin, che torna ad agitare lo spettro dell’arma nucleare: il bersaglio sono le opinioni pubbliche, da spaventare e sollevare contro i Governi alleati dell’Ucraina. Come per la campagna di attacchi ibridi, in realtà sempre meno ibridi, l’obiettivo del Cremlino è destabilizzare e spostare gli equilibri politici a vantaggio delle forze più favorevoli a Mosca.

Non a caso, la minaccia a Est ha dominato la campagna elettorale in Lettonia, dove oggi si conosceranno i risultati definitivi del voto di ieri. In questo Stato sulla linea del fronte, dove la comunità russofona rappresenta il 25% della popolazione, il timore è di essere la prossima tessera del domino.

Oggi si vota anche in Bosnia, lo Stato mosaico uscito dalle terribili guerre nella ex Jugoslavia. I partiti sovranisti sono in vantaggio e il risultato potrebbe influire sull’adesione all’Unione Europea.

Attacchi con droni, assalti cibernetici, attentati, ma anche disastri naturali: per fronteggiare in modo congiunto le tante situazioni di crisi, la Commissione ha presentato un nuovo sistema di comunicazione intraeuropea, da usare in tutte le occasioni di emergenza. Dovrebbe vedere la luce entro il 2030 e diventare pienamente operativo nel 2036. Oggi, i servizi di primo intervento a livello nazionale non hanno le capacità di comunicare tra di loro.

IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

L’inflazione rialza la testa

Indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona, var % annua. In rosso il target della Bce del 2%

Fonte: Eurostat

VISTO DA BRUXELLES

Energia, bond, instabilità: una crisi tira l’altra

di Beda Romano

Un triplo shock incombe sull’Unione europea: non solo energetico, ma anche finanziario, a cui si aggiungono temibili appuntamenti elettorali. Concentriamoci sui mercati. Il forte aumento dei rendimenti obbligazionari ha come corollario un incremento altrettanto forte del servizio del debito, soprattutto nei paesi più fragili. A tutta prima, il confronto con la crisi greca del decennio scorso appare improponibile. Ai tempi Atene aveva truccato i conti pubblici e ignorato le regole del Patto di Stabilità e di Crescita. Oggi stiamo assistendo a un travaso di investimenti dal pubblico al privato, in un contesto, è vero, di indebitamento elevato, ma dove soprattutto pesano incerte tornate elettorali. Eppure, in termini di cifre, il parallelo non è poi così astruso o improprio. Lo sguardo corre in particolare alla situazione francese.

Il rendimento a 10 anni del titolo di Stato francese ha toccato nei giorni scorsi il 4,6%, ossia il livello dell’obbligazione greca nel 2009, poco prima dello scoppio della crisi. Dal 2022 il deficit pubblico francese oscilla intorno a una media del 5,3% del PIL, rispetto a una media della zona euro del 3,2% del PIL. Il debito pubblico francese è ormai prossimo al 120% del PIL. Soprattutto, è aumentato negli ultimi anni: di oltre 1.200 miliardi di euro dal 2019 ad oggi. Nello stesso periodo, l’economia è cresciuta di appena la metà. Il servizio del debito costerà alla Francia 85 miliardi quest’anno, e potrebbe salire a 100 miliardi il prossimo. Il contesto è delicatissimo. Cresce a Bruxelles il timore che alla crisi energetica si sommi una crisi finanziaria, mentre pesa l’instabilità politica. Torna prepotentemente ad affacciarsi sulla scena l’eventuale pronto intervento della Banca centrale europea e del Meccanismo europeo di Stabilità.

I più letti

1.

Cdm, ok al Dpfp e all’extradeficit da 29 miliardi per energia e difesa. Giorgetti: sulla manovra approccio più prudente

2.

Il 4 ottobre sarà festa nazionale di San Francesco: ecco di quanto aumenterà lo stipendio (anche se è domenica). Le simulazioni

3.

Hotel, L’Andana verso il cambio di proprietà: dai Moretti alla famiglia De Santis

4.

Infissi, cappotti, tende da sole e ibridi: la guida completa al nuovo ecobonus

5.

Il Burkina Faso si riprende l’oro: inaugurata la prima raffineria statale

L'informazione sempre con te, dal lunedì alla domenica. Scopri l'offerta

Disiscriviti  |  Newsletter  |  Contatti  |  Privacy Policy  |  Informativa sui Cookie

Facebook Twitter Google+ Instagram Feed RSS

Questo messaggio è stato inviato a squarenotizie@GMAIL.COM in quanto hai sottoscritto la newsletter in oggetto.

Se non desideri più riceverla, clicca qui oppure modifica le tue preferenze sulla tua area personale.

Per conoscere la nostra politica sul trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del Regolamento UE 2016/679 consulta la nostra Informativa Privacy
e la nostra Privacy Policy

© Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati

sabato 3 ottobre 2026

Manovra 2027, 14 miliardi di extradeficit ma niente tesoretto

Leggi online  |  Tutte le newsletter  |  Iscriviti
4 ottobre 2026
Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizia principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 4 ottobre, quindi buon San Francesco!

Il Documento programmatico di bilancio indica che nel 2027 non servirà una correzione dei conti, ma non ci saranno nemmeno nuovi spazi significativi per la manovra. Il lieve sforamento dei tetti alla spesa primaria concordati con l’Ue sarà infatti assorbito dalla clausola di salvaguardia nazionale. Margini per una politica moderatamente espansiva emergerebbero solo nel 2028 e 2029, rispettivamente per circa 3,3-3,5 e 2,5-3 miliardi. Le misure ipotizzate, dall’ampliamento dell’Irpef al 33% alle flat tax sul lavoro, dovranno quindi trovare coperture integrali. I fondi residui del Pnrr potrebbero contribuire, ma le risorse disponibili sono stimate fra 2 e 4 miliardi. La clausola di salvaguardia consentirà circa 14,4 miliardi di deficit aggiuntivo sia nel 2027 sia nel 2028, soprattutto per energia e difesa. L’impatto sulla crescita sarà però contenuto: nel 2027 il Pil è previsto al +0,8%, contro il +0,6% tendenziale. Inflazione e rialzo dei tassi peggiorano intanto i conti: rispetto ad aprile la spesa aumenta di 40,8 miliardi e gli interessi di 14,7 miliardi nel triennio. Il maggior deficit rinvia inoltre al 2028 l’inizio della discesa del rapporto debito/Pil. L’Italia punta comunque a uscire dalla procedura Ue per deficit eccessivo nel 2027, contando sull’esclusione dell’extradeficit legato alla clausola dai calcoli europei.


La flessibilità di bilancio concessa da Bruxelles all’Italia per gli investimenti energetici potrà finanziare un ampio ventaglio di interventi, secondo le linee guida della Commissione europea richiamate dal Dpfp. Nell’edilizia rientrano gli incentivi per pompe di calore, anche ibride, la sostituzione delle caldaie a combustibili fossili, la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, gli accumuli domestici e le colonnine di ricarica. Tra gli strumenti interessati figurano l’ecobonus al 65% per le pompe di calore e il conto termico, sul quale sono allo studio alcune correzioni. Un secondo capitolo riguarda la produzione e lo stoccaggio di energia pulita, con investimenti in rinnovabili, accumuli, idrogeno e combustibili rinnovabili. Bruxelles include esplicitamente anche gli investimenti nelle centrali nucleari, anche se in Italia bisognerà verificarne concretamente le tempistiche. La flessibilità potrà inoltre sostenere reti elettriche, infrastrutture per l’idrogeno, sicurezza energetica e trasporto sostenibile, dalle ferrovie alle metropolitane e alle reti di ricarica. Un altro filone riguarda la decarbonizzazione dell’industria e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Sono compresi anche interventi per rafforzare la sicurezza fisica e informatica delle infrastrutture energetiche e delle catene di approvvigionamento. In questo quadro potrebbe rientrare anche un
ampliamento dell’Energy Release. Il meccanismo garantisce energia a prezzo calmierato alle imprese energivore che si impegnano a realizzare successivamente nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili.

L’Agenzia delle Entrate punta a inviare entro la fine del 2026 circa20mila lettere di compliance ai proprietari di fabbricati completamente assenti dagli archivi catastali. L’obiettivo è far emergere immobili o parti di immobili mai dichiarati, dai piani aggiuntivi a box e depositi, dagli ampliamenti fino a interi fabbricati irregolari. I controlli partono dal confronto tra le mappe catastali e le immagini aeree, attraverso la fotointerpretazione delle ortofoto e anche con l’impiego dell’intelligenza artificiale. Secondo il Dpfp, la mappatura è stata completata in 95 province e avviata in altre quattro, coprendo già il 96% del territorio nazionale. Entro fine anno la ricognizione dovrebbe estendersi a tutto il Paese. Le prime 20mila comunicazioni riguarderanno le anomalie più evidenti, cioè fabbricati interamente non dichiarati. Parallelamente proseguono i controlli sugli immobili ristrutturati utilizzando i bonus edilizi. Nel secondo trimestre del 2026 sono state inviate lettere relative a circa 21.600 immobili interessati dal 2019 da interventi di efficientamento energetico o miglioramento strutturale finanziati almeno in parte con risorse pubbliche. La campagna, partita nel 2025, avrebbe prodotto anche regolarizzazioni spontanee da parte dei contribuenti. Nel 2025 sono state infatti presentate variazioni catastali per circa 70mila immobili che avevano beneficiato di bonus edilizi, il 25% in più rispetto all’anno precedente.

La pressione fiscale indicata nel Dpfp sale leggermente al 43% nel 2026, dal 42,9% del 2025, resta stabile nel 2027, scende al 42,9% nel 2028 e risale al 43,1% nel 2029. Questo dato, però, non significa necessariamente che i contribuenti stiano pagando aliquote o tasse più alte. La pressione fiscale è infatti il rapporto tra imposte e contributi incassati e il Pil, e può cambiare anche senza nuove misure fiscali. A farla aumentare può essere, paradossalmente, anche il contrasto all’evasione e una maggiore compliance dei contribuenti. Quando emerge una quota di economia sommersa, infatti, aumenta il gettito registrato al numeratore, mentre il Pil calcolato dall’Istat comprendeva già l’economia non osservata. Di conseguenza, il recupero dell’evasione può far salire la pressione fiscale senza aumentare le tasse per chi già le pagava regolarmente. Negli ultimi anni sul dato hanno inciso anche inflazione, andamento dell’occupazione, scadenza di misure temporanee e crescita del Pil nominale. Dopo i valori più bassi registrati durante i picchi inflazionistici del 2022-2023, la pressione fiscale è tornata a crescere nel 2024-2025 nonostante le riduzioni dell’Irpef e del cuneo contributivo. Per questo la pressione fiscale è soprattutto un indicatore di contabilità nazionale e, presa da sola, non permette di stabilire se la politica tributaria stia chiedendo più o meno tasse ai singoli contribuenti.

Ecco altre notizie sul nostro sito:
Buona lettura,
Angelica Migliorisi
Per cominciare la giornata
La mappa dell’offensiva ombra: i numeri della guerra ibrida russa in Europa
Con le cooperative l’infrastruttura che non delocalizza
Torino paradigma dell’Italia: da centro a periferia dell’economia mondiale
I tassi, la Fed e il gioco degli specchi
Greenwashing, le 10 cose che un’azienda non deve fare
PODCAST START
Otto secoli con San Francesco
Ascolta ora
Finanza
Assicurazioni
Generali Italia: con Alleanza più dividendi per la holding
Ecco come trarre profitto dalla crescita delle azioni
Da Novartis a Novo, le big pharma puntano sulle biotech cinesi
Mondo
Europa
Spagna, mezzo milione di inquilini in piazza alza le chiavi: «Ora sciopero generale»
Raid a Gaza City, il cordoglio di Pizzaballa per le vittime cristiane
Scuola e integrazione, dall’Italia alla Svezia: come l’Europa affronta la sfida degli studenti stranieri
Economia
Il progetto della Kme a Pistoia
L’ex fabbrica di rame diventa luogo di cura per più di 100 patologie
Posti barca, in Italia sono 172mila ma solo il 2% è dedicato ai superyacht
Sardegna, pastori pronti alla mobilitazione per prezzo del latte e rincari
Le ultime da
Leggi online
Solo per te che leggi Start
L'abbonamento annuale a Tutto il Sito de Il Sole 24 ORE ad un prezzo scontato!
Abbonati
Il video di oggi
Italia
Francesco, il santo più amato
Da non perdere
1 anno di abbonamento al Sole a 69€!Accesso illimitato al sito del Sole 24 Ore
Il Sole 24 Ore -30% di sconto
Disiscriviti  •  Newsletter  •  Contatti  •  Privacy policy  •  Informativa cookie
Questo messaggio è stato inviato a squarenotizie@GMAIL.COM in quanto hai sottoscritto la newsletter in oggetto.
Se non desideri più riceverla, clicca qui oppure modifica le tue preferenze sulla tua area personale.
Per conoscere la nostra politica sul trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del Regolamento UE 2016/679 consulta la nostra Informativa Privacy
e la nostra Privacy Policy
© Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati