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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è giovedì 27 agosto, e la prima pagina del quotidiano che trovate in edicola (qui potete sfogliare l’edizione digitale) ruota attorno a un titolo che anticipa i contenuti della prossima legge di Bilancio, in particolare i capitoli Lavoro e Sanità, su cui è aperto un cantiere che vale 8 miliardi di euro. Il capitolo Lavoro contiene nuovi incentivi alle assunzioni di giovani, donne, nella Zes e per stabilizzare rapporti a termine. Prevista anche la conferma della detassazione al 5% di rinnovi contrattuali, lavoro notturno e straordinari. Per la Sanità la richiesta è di 5 miliardi, di cui uno per le nuove assunzioni di medici e infermieri da destinare alle case di comunità.
Si è chiusa in rialzo ma sotto i massimi la seduta di ieri delle Borse europee, che hanno dimezzato i guadagni iniziali, complici la debolezza di Wall Street e la riduzione del calo del prezzo del petrolio. Il Ftse Mib di Milano ha terminato a +0,31% e, dopo aver riagguantato i 53.000 punti nel corso della giornata, ha chiuso a 52.882 punti. La settimana dei mercati finanziari è entrata nel vivo con la delusione per i dati sull’inflazione americana Pce che hanno mostrato come i prezzi siano ancora in salita e lontani dagli obiettivi della Fed.
«È il mercato che è sovrano e deve decidere cosa si fa. Non tocca al governo, non tocca alla politica infilarsi nel risiko bancario. La politica deve dare delle regole, vedere che le regole si rispettino e basta». Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini, a chi gli chiedeva del collega di governo, Matteo Salvini, che martedì 25 agosto sempre dal tradizionale appuntamento di Cl aveva detto che «spezzettare il Monte sarebbe un delitto». «Io sono per il libero mercato - ribatte ora Tajani - non servono le banche dei partiti. A me non interessa avere una banca di Forza Italia, ma che ci sia un sistema bancario efficiente. Sosteniamo le banche di prossimità, che sono quelle che aiutano 4 milioni di piccole e medie imprese, aiutano le famiglie ad accedere al credito», così come «siamo interessati ad avere un sistema bancario che abbia anche delle grandi banche che servano a sostenere le grandi operazioni internazionali, cioè una finanza che possa aiutare anche la internazionalizzazione del nostro sistema imprenditoriale».
In Lombardia primo caso di suicidio assistito interamente gestito dal servizio sanitario regionale. Si tratta di Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, che è morto il 25 agosto dopo aver ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo. Come spiega l’associazione Luca Coscioni, è la terza persona in Lombardia ad accedere alla morte volontaria, e il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l’intera fase attuativa, compresi l’assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l’individuazione del luogo nel quale procedere. Proprio il ruolo del Ssn è uno di punti più discussi dal disegno di legge sul fine vita fermo da mesi in Senato che per il testo messo a punto dalla maggioranza prevede proprio l’esclusione del Servizio sanitario nazionale dalle procedure per il suicidio assistito. Il diritto al fine vita per i malati terminali è stato finora disciplinato da alcune sentenze della Corte costituzionale che dal 2019 ha invitato anche il Parlamento a legiferare al più presto su questa delicata materia, ma finora non è stata trovata la quadra.
Si è spento all’età di 97 anni Vittorio Frescobaldi figura determinante del vino toscano e italiano.Nato a Firenze nel 1928 dopo gli studi in agraria ha assunto, insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo la guida dell’azienda di famiglia aprendole, soprattutto nella seconda metà del ’900 la prospettiva dei mercati internazionali. Il marchese Vittorio Frescobaldi lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Lamberto (a cui aveva lasciato anni fa la guida dell’azienda di famiglia) e Diana. Apparteneva alla 31ma generazione di una famiglia che ha legato il proprio nome a quello del vino e dell’agricoltura fin dal Medioevo diventando nel tempo cantina fornitrice della corte reale d’Inghilterra, di pontefici e casate nobiliari a partire, ca vans dire, dai Medici di Firenze.
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Buona lettura, Vittorio Nuti |
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