Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è giovedì 9 luglio, e la prima pagina del quotidiano che trovate in edicola (qui potete sfogliare l’edizione digitale del Sole 24 Ore) spiega, con il pezzo di apertura, il rallentamento dell’economia mondiale, mentre anche quella di Eurolandia cammina più lentamente. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha infatti rivisto al ribasso le stime di crescita: la guerra nel Golfo Persico presenta il conto. Per il 2026 la crescita globale frena al 3%, mentre in Europa non andremo oltre un +0,9%. Ma per il presidente Trump nulla cambia, e dopo l’annuncio delle settimane scorse di accordi con l’Iran, ieri ha ribaltato di nuovo i mercati con parole dure contro Teheran.
Ieri, gli spettri di una nuova escalation in Iran sono tornati a spaventare le borse europee, che hanno chiuso tutte in forte ribasso. Così, mentre anche Wall Street registrava un calo, Milano (-1,22%) è riescita a contenere le perdite, scendendo poco sotto la soglia psicologica dei 52mila punti (a 51.817), grazie allo sprint dei petroliferi. Più pesanti le perdite per Parigi (-2,2%) e Francoforte (-2,3%). Al centro le parole del presidente americano, Donald Trump, che dal vertice Nato di Ankara ha definito l’Iran un Paese «bugiardo e malato», specificando che la tregua «è finita». Dopo il summit, Trump ha ribadito la sua posizione: «Li colpiremo duramente di nuovo questa sera». I commenti dell’inquilino della Casa Bianca hanno fatto schizzare i prezzi del petrolio, con il Brent che è arrivato di nuovo a toccare gli 80 dollari al barile.
I nuovi maggiorenni non dovranno più iscriversi a nulla per ottenere la Carta giovani nazionale. È la novità più immediata del ddl su politiche giovanili e servizio civile universale, approvato dalla Camera con 139 voti a favore, nessun contrario e 114 astenuti. Ora il testo passa al Senato. La Carta, finora attivabile solo registrandosi sull’app IO, sarà assegnata gratuitamente e in automatico a tutti i cittadini italiani ed europei tra i 18 e i 35 anni, e per la prima volta anche agli stranieri regolarmente residenti in Italia: un’estensione resa necessaria dal diritto Ue, che vieta di riservare beni e servizi ai soli cittadini nazionali.
Il superbonus non è una misura economicamente vantaggiosa. A stabilirlo è la Corte dei conti europea con il rapporto «Improving the energy efficiency of private homes with the Rrf» che compara le misure adottate in Belgio, in Italia, in Lituania e a Cipro per migliorare l’efficienza energetica delle case private grazie ai fondi del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf). Secondo la relazione, il superbonus è «di gran lunga» la misura più cara e meno efficiente (cost-effective) tra quelle esaminate: 10 euro per migliorare l’efficienza energetica di un edificio residenziale di 1 kWh. Inoltre, la possibilità di vedere coperti i costi della ristrutturazione fino al 110 per cento, secondo la Corte dei conti Ue, rappresenta un uso inefficiente dei fondi europei che hanno contributo a finanziare il superbonus.
Esattamente nelle stesse ore in cui ad Ankara, nel cuore dell’Anatolia, il presidente Usa Donald Trump ribadiva agli alleati della Nato l’accusa di non fare abbastanza per finanziare le spese destinate alla difesa dell’Alleanza atlantica, a circa 800 km di distanza dalla capitale turca, in località Mokren, in un poligono bulgaro gestito dagli americani, nell’entroterra della Bulgaria sud-orientale, andava in scena una maxi esercitazione multinazionale, condotta sotto l’ombrello della Nato dal Multinational Battle Group Bulgaria a guida italiana. Nome in codice: “Alliance wall”, che letteralmente significa “muro dell’Alleanza”, dove l’“Alleanza” è proprio quella che il presidente Usa intende rivedere da capo a fondo.
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Buona lettura, Vittorio Nuti |
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