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giovedì 1 ottobre 2026

Dagli Usa all'Europa tempesta sui bond

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2 ottobre 2026
Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizia principali per cominciare la giornata. Oggi è venerdì 2 ottobre, e sulla prima pagina del quotidiano che trovate in edicola (qui potete sfogliare l’edizione digitale) il titolo di apertura è dedicat0 alla bufera globale sui bond, dopo una giornata, quella di ieri, caratterizzata da pesanti vendite sui titoli di Stato dagli Usa all’Europa. Penalizzati anche i BTp: il rendimento sui titoli decennali è salito al 4,7% e lo spread sui Bund si è impennato a 119. Le tensioni sui bond hanno contagiato le Borse (Piazza Affari -2,2%), con i bancari in caduta. Negli Usa i rendimenti dei T-Bond decennali hanno toccato i massimi dal 2002 al 5,3%. Gli Oat francesi sfiorano il 5% mentre i trentennali britannici si sono impennati per la prima volta dal 1988 al 6 per cento.

Dopo Eni, Ip e Q8, anche Tamoil interviene sui prezzi dei carburanti in Italia. La società appartenente al gruppo internazionale Oilinvest ha deciso di adottare
«una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio». L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre. Tamoil gestisce 1.510 distributori in Italia: è il quarto gruppo nel Paese per impianti, dietro a Ip (4.575 pompe di benzina), Eni (3.847) e Q8 (2.888). I quattro majors, in totale, hanno in capo dunque 12.820 strutture, su un totale di 21.870.

Dagli involucri di frutta, verdura e bevande ai cosmetici usati dagli alberghi, sono numerosi i prodotti coinvolti dalla stretta sulla plastica usa e getta contenuta nel decreto imballaggi approvato in via definitiva dall’aula della Camera con 178 sì, 57 no e 79 astenuti.
Le misure sono in vigore dall’8 agosto scorso e mirano a vincolare l’immissione sul mercato di alcuni specifici imballaggi di plastica monouso al rispetto dei criteri di biodegradabilità e compostabilità. Tra gli obiettivi, tutelare l’ambiente e le risorse naturali, ridurre gli impatti ambientali della plastica monouso e promuovere l’economia circolare.

Il Consiglio europeo Affari Interni a Lussemburgo ha dato il via libera definitivo alle nuove norme che consentono rimpatri più “efficaci” per le persone che non hanno diritto di soggiornare nell’Unione europea. Il Regolamento rimpatri dunque sarà presto legge dell’Ue, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le nuove norme definiscono procedure valide in tutta l’Unione per il rimpatrio di chi non ha diritto a restare, con regole più severe per il rimpatrio di soggetti che rappresentano una minaccia per la sicurezza. Ad esempio, gli Stati membri potranno imporre un divieto di ingresso a tempo indeterminato, qualora ciò sia giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza rappresentato dalla persona, oppure trattenere tali cittadini di Paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi.
La legge fornisce agli Stati membri ulteriori strumenti per attuare i rimpatri. Le persone, che non hanno il diritto di soggiornare nell’Ue e che hanno ricevuto una decisione di rimpatrio, potranno essere inviate anche in centri di rimpatrio (return hubs) in Paesi Terzi, se c’è la conclusione di un accordo o di un’intesa con il Paese non appartenente all’Ue interessato.

L’Italia è tra i nove paesi che non hanno ancora presentato il piano nazionale di ristrutturazione, essenziale per l’attuazione della direttiva Case green. Lo ha reso noto la Commissione europea che, quindi, ha deciso di portare avanti l’iter della procedura di infrazione contro l’Italia. Gli altri otto paesi sono Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia.
Bisogna ricordare che entro la fine del 2025 il nostro paese avrebbe dovuto presentare il proprio piano nazionale di ristrutturazione, per spiegare come raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva. La Energy performance of buildings directive, infatti, punta a realizzare un parco di edifici a zero emissioni entro il 2050, con una serie di obiettivi intermedi di taglio dei consumi e di efficientamento. Entro la fine del 2026 bisognerà arrivare alla versione definitiva del piano.

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Vittorio Nuti
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