Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è giovedì 3 settembre.
A settembre le famiglie sono alle prese con il rientro a scuola e il caro libri. Quest’anno i prezzi dei manuali sono aumentati, ma la spesa media delle famiglie è calata dell’1,4% grazie a una maggiore varietà di titoli e a scelte più oculate dei docenti. restano però le difficoltà del settore editoriale, anche a causa dalle riforme scolastiche che richiedono uno stravolgimento della pianificazione e nuovi investimenti. Le direttrici di intervento richieste dagli editori sono due: l’introduzione della detrazione delle spese per l’acquisto di libri a favore di tutte le famiglie, e una maggiore razionalizzazione ed efficienza del processo di distribuzione degli aiuti per la povertà assoluta.
Gli aumenti delle bollette continuano a mettere in difficoltà gli italiani. Ad agosto 2026, il prezzo del gas per gli utenti vulnerabili è salito del 6,9%, raggiungendo 143,72 centesimi al metro cubo. Arera attribuisce l’aumento al rincaro della materia prima, passata da 56,68 a 64,15 euro al MWh. L’aumento interessa oltre 2,3 milioni di clienti, colpiti nonostante il regime di prezzi tutelati.
La minaccia russa ha spinto la Francia a reintrodurre un servizio militare volontario per giovani cittadini, con un percorso di 10 mesi e un piano di crescita fino a 50.000 volontari all’anno entro il 2035. L’Italia, invece, sta valutando una riserva militare volontaria, con un aumento progressivo degli organici di Esercito, Marina militare, Aeronautica e Corpo della Sanità militare fino a 40.000 unità entro il 2033. In generale il contesto europeo mostra diversi Paesi che stanno riformando le proprie strategia di difesa, con anche la reintroduzione della leva obbligatoria (ad esempio in Austria, Croazia e Grecia).
La sanità pubblica italiana è tra le meno finanziate tra le economie sviluppate. Nel 2025 l’Italia si colloca al 15° posto tra i Paesi europei Ocse e ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La spesa complessiva si attesta al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024 ben al di sotto 7,1% della media Ocse. Un deficit strutturale che mette a dura prova il Servizio Sanitario Nazionale, generando disuguaglianze territoriali e sociali, liste d’attesa insostenibili e un aumento della spesa sanitaria privata da parte delle famiglie.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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