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– di Gianluca Di Donfrancesco |
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LA SETTIMANACanada primo partner «associato»? La guerra ibrida di Mosca. Il voto in Germania. L’ombra doppia del caro energia e della crisi dei bond |
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La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il premier canadese Mark Carney, al Parlamento Ue |
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Buongiorno e bentornati su Europa24. Il Canada diventerà il primo Paese «associato» all’Unione? Nel discorso sullo stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha accettato la mano tesa del premier Mark Carney e ha rilanciato, cogliendo però di sorpresa le capitali europee. Il significato politico della mossa è evidente, e importante. Quanto sarà complicato l’eventuale percorso per arrivare al traguardo, e cosa significherà concretamente, sarà tutto da scoprire. Le perplessità, invece, sono affiorate subito. |
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Anche perché, come evidenzia nel suo blog il nostro corrispondente da Bruxelles, Beda Romano, in questi anni la presidente della Commissione ha perso credibilità, creando aspettative che spesso non ha potuto concretizzare. Forse anche per questo, von der Leyen ha evitato i temi più divisi, ma anche decisivi, il superamento del potere di veto, il debito comune, l’esercito europeo. |
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Dall’altra sponda dell’Atlantico, l’avvicinamento tra Canada e Ue irrita il presidente Usa, Donald Trump, che minaccia dazi. Come al solito. |
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La presidente von der Leyen non ha mancato di mettere in guardia dai nemici interni dell’Europa, «i burattini degli autoritari». Parole che seguono le minacce sempre più gravi e ormai quotidiane da parte della Russia. Domenica 13 settembre, un drone ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri vicino al confine con la Polonia. Poco prima, dallo stesso punto era passato un convoglio di diplomatici stranieri di ritorno da Kyiv. Martedì, caccia italiani della Nato hanno abbattuto un drone nei cieli della Lituania e una nave da guerra russa ha sparato razzi di segnalazione contro un elicottero danese, impegnato in una ricognizione. Giovedì, altri caccia italiani hanno scortato jet russi fuori dallo spazio aereo lituano. |
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Un clima di tensione che ha un impatto destabilizzante sui Paesi Ue e soprattutto sulla Germania, particolarmente presa di mira e dove oggi si torna a votare. Qui, la minaccia per l’Unione arriva dall’instabilità politica e dall’avanzata di Alternative für Deutschland (a proposito di movimenti filo-russi). Stasera si conosceranno i risultati del voto per il sindaco di Berlino e per il Parlamento regionale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Una nuova sconfitta della Cdu potrebbe segnare il destino politico del suo leader e cancelliere, Friedrich Merz. |
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Anche in Russia si vota: le urne sono aperte da venerdì per il rinnovo della Duma. Il risultato è scontato, l’opposizione è stata liquidata dal regime. Il presidente Vladimir Putin ha comunque chiamato i cittadini a raccolta in un discorso televisivo. È la prima consultazione legislativa dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, nel 2022. Si vota anche nelle quattro regioni parzialmente occupate e annesse con i referendum farsa di quatto anni fa. |
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Sul piano interno, la Commissione ha presentato una proposta per limitare l’uso dei social network: niente accesso ai minori di 13 anni. Dai 13 ai 15 anni, servirà la vigilanza di un adulto, con tempo di utilizzo limitato a un’ora al giorno. |
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IL GRAFICO DELLA SETTIMANAEffetto Ceta |
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Interscambio di beni tra Unione Europea e Canada |
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Fonte: Eurostat |
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VISTO DA BRUXELLESCaro energia e crisi dei bond: minaccia doppia sull’Unione |
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di Beda Romano |
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Incombe sull’Unione europea un’ombra particolarmente cupa e preoccupante. La già difficile situazione economica potrebbe peggiorare subitamente, tenuto conto dello shock energetico e della crisi obbligazionaria. Sul primo fronte, in particolare, non c’è dirigente politico che in cuor suo non tema lo scoppio di una rivolta come quella dei gilets jaunes nel 2018 in Francia. Il fortissimo aumento del prezzo dei carburanti sta pesando ulteriormente sul potere di acquisto di una classe media che da tempo si va drammaticamente assottigliando in molti paesi europei, anche quelli più benestanti. |
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In un recente documentario trasmesso dalla rete tedesca ARD, un insoddisfatto elettore tedesco ha spiegato che ai suoi occhi l’evenienza peggiore in una elezione «è che tutto rimanga come è». Il segnale dovrebbe far riflettere i governi più europeisti. Nel frattempo, la crisi obbligazionaria comporta un forte aumento della spesa per interessi, complicando la tenuta delle finanze pubbliche in molti paesi, soprattutto a ridosso di nuove elezioni politiche. Uno strumento per affrontare il momento a testa alta ci sarebbe: il prossimo bilancio europeo 2028-2034, attualmente oggetto di negoziato. Per ora, tuttavia, i governi preferiscono il piccolo cabotaggio. |
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