Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 30 agosto.
Con l’avvicinarsi di settembre, iniziano a circolare le prime ipotesi per la Legge di Bilancio 2027. Tra le proposte al vaglio c’è l’aliquota Irpef del 33% estesa fino a 60mila euro, con un beneficio fino a 1.000 euro e un costo di circa 3 miliardi. Allo studio anche una detassazione delle tredicesime al 15%, agevolazioni per straordinari e lavoro notturno e un bonus madri lavoratrici fino a 80 euro al mese. Resta l’obiettivo di confermare bonus nuovi nati, bonus nido e sostegni alle spese essenziali, ma tutto dipenderà dalle risorse disponibili.
Il turismo italiano corre, ma le imprese del settore restano più rischiose della media nazionale. La spesa dei vacanzieri è aumentata del 7,5%, con 43,3 milioni di arrivi e 188,8 milioni di pernottamenti, ma dal lato delle imprese turistiche, quelle puntuali nei pagamenti dei fornitori sono solo il 23,4%, contro il 42% in totale. Anche il tasso di default rimane un indicatore preoccupante: è sceso dal 4,6% al 4,5%, ma resta sopra il 3,3% della media generale. La ristorazione è il comparto più fragile, con un tasso di default al 5,6%, mentre alloggi e agenzie di viaggio si attestano rispettivamente al 2,4% e all’1,8%.
Negli ultimi mesi si parla molto di risiko bancario, ma questo potrebbe essere anche l’anno del risiko del vino. Nei prossimi 6-12 mesi, circa 1,45 miliardi di fatturato del vino italiano potrebbero essere coinvolti in cambi di proprietà o governance. Tra le aziende interessate da offerte ci sono Zonin 1821, con 188 milioni di ricavi nel 2025, e Argea, primo player privato del settore con 462 milioni, che cerca un socio per il 30% del capitale a una valutazione di circa 150 milioni. Anche Fantini Wines, con ricavi inferiori a 90 milioni, si prepara all’uscita del fondo Platinum nel 2027. Nel mondo cooperativo, Mack & Schühle Italia ha rilevato La Versa, mentre Cevico è intervenuta per salvare la marchigiana Moncaro.
E per concludere ci spostiamo in Islanda, dove si è andati al voto per la possibile riapertura dei negoziati per entrare nell’Ue, con un risultato ancora incerto. L’ultimo sondaggio assegna il 51,6% ai contrari e il 48,4% ai favorevoli, mentre una rilevazione precedente indicava il risultato opposto. Il punto di scontro principale resta la pesca, che nel 2024 valeva circa il 40% dell’export e l’8% del Pil. Le tensioni sulla Groenlandia e i timori verso gli Usa potrebbero avere un ruolo nell’aumentare l’interesse per l’Ue come possibile ombrello di sicurezza.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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