| Secondo il grande storico e politologo Usa, Francis Fukuyama, le impennate populiste e gli strappi alla democrazia che stiamo sperimentando in questi ultimi tempi non nascono dalla crisi economica, ma da una ricerca di riconoscimento personale, e di dignità umana, che il mercato non riesce a soddisfare. La domanda di riconoscimento della propria identità, sostiene Fukuyama, è un concetto base che unifica gran parte di quanto sta accadendo oggi nella politica mondiale. E questo ha implicazioni dirette su come, attualmente, dovremmo affrontare il populismo. L'affermarsi della politica delle identità nelle moderne democrazie liberali è una delle principali minacce che queste si trovano ad affrontare, e se non riusciremo a ritornare a visioni più universali della dignità umana, avvisa il politologo, ci condanneremo a un conflitto senza fine. Senior Fellow dell'Università di Stanford, Francis Fukuyama ha pubblicato lo scorso anno il saggio Identity: The Demand for Dignity and the Politics of Resentment, che ora è tradotto da Bruno Amato con il titolo Identità. La ricerca della dignità e i nuovi populismi per la Utet. Dell'opera, la Domenica pubblica in anteprima una parte. Fukuyama nel libro si pone domande di grande attualità riguardanti il populismo, l'odio e l'aggressività che i social media manifestano e si chiede, tra l'altro, perché le classi sociali meno abbienti sembrano ormai del tutto disinteressate a politiche di sinistra. Un saggio, quello di Fukuyama, destinato a far discutere. Nel menu della Domenica molti altri argomenti. Ecco una selezione per i lettori del Sole 24 Ore |
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