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domenica 24 febbraio 2019

Trump, settimana clou fra dazi e nucleare

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Il Sole 24 Ore
Sette24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

25 febbraio 2019

I FRONTI APERTI CON CINA E COREA DEL NORD

Trump, settimana clou fra dazi e nucleare

Donald Trump e Kim Jong Un in occasione del summit di Singapore (Ap)

Donald Trump e Kim Jong Un in occasione del summit di Singapore (Ap)

Settimana (ancora) più delicata del solito per Donald Trump. La Casa Bianca deve fronteggiare nell’arco di pochi giorni due sfide di peso sulla sua agenda internazionale, in entrambi i casi provenienti dall’Asia . Da un lato ci sono i negoziati con la Cina, per chiudere la guerra di dazi ingaggiata dagli Stati Uniti nell’estate dell’anno scorso. Le due partidevono raggiungere un accordo entro il primo 1 marzo, termine di scadenza della tregua concordata lo scorso dicembre: senza un’intesa, Washington è pronta ad attivare un rialzo dal 10% al 25% delle tariffe su importazioni da Pechino, colpendo beni per un valore di 200 miliardi di dollari. I round negoziali fra delegati proseguiranno a ritmo serrato fino a venerdì, anche se si intravvedono margini di miglioramento e Trump ha aperto a una dilazione dell’armistizio.

Dall’altro, sarà Trump in persona a tentare la mediazione su un’altra guerra: quella sul nucleare con la Corea del Nord,rimasta per mesi sull’orlo di un’esplosione definitiva. Il presidente degli Stati Uniti incontrerà il 27 e il 28 febbraio il suo omologo Kim Jong Un a Hanoi, capitale del Vietnam, per tentare di spingere sul processo di denuclearizzazione del paese asiatico. L’obiettivo di Trump è formalizzare il - generico - accordo raggiunto tra i due nel summit di Singapore del 12 giugno 2018, quando i due leader si sono congedati firmando un documento di propositi su fine delle ostilità.

Per saperne di più:
1) Commercio, ecco cosa la Cina concederà agli Usa

2) Trump, Kim e il dubbio: chi è il vero vincitore?

IL DIVORZIO TRA LONDRA E LA UE

Brexit, May rinvia ancora e torna a Bruxelles

Il primo ministro Theresa May (Epa)

Il primo ministro Theresa May (Epa)

Nel frattempo, continua la telenovela diplomatica della Brexit. Theresa May ha annunciato ieri che il voto sul suo accordo per il divorzio della Gran Bretagna dalla Ue si terrà «entro il 12 marzo», scartando l’ipotesi di un verdetto del Parlamento entro questa settimana. Diversi esponenti di maggioranza e opposizione avevano invocato un voto finale entro il 27-28 febbraio alla Camera dei Comuni, per formalizzare almeno la richiesta di un rinvio del processo di divorzio: la data di inizio ufficiale, il 29 marzo, è troppo vicina per allontare i timori di una rottura no-deal (senza tutele diplomatiche).

May tornerà a Bruxelles per incontrare i principali leader Ue, dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk (il 26 febbraio) alla cancelliera tedesca Angela Merkel, con l’obiettivo di strappare qualche concessione in più sulla questione dei confini irlandesi. Non è chiaro quanto possa ottenere, ma il nervosismo inizia ad alimentare la fronda interna al suo stesso governo. E a Bruxelles prende piede l’ipotesi di una cesura no-deal, con tanto di «pacchetti di emergenza»approvati dai singoli stati membri per l’evenienza.

Talking points!
1) Brexit, l’ultima beffa: con il rinvio i cittadini voterebbero alle Europee
2) Brexit no-deal, venti di rivolta in casa Tory

LA SETTIMANA POLITICA

Sardegna,«decretone» e incontro Conte-Al Sisi

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in visita in Sardegna (Ansa)

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in visita in Sardegna (Ansa)

L’esito delleelezioni regionali di ieri in Sardegna potrebbe fornire, oggi, qualche indizio in più sulla salute del governo. Il centrodestra trainato da Salvini, coalizzato sul nome di Christian Solinas, si gioca le sue carta con il candidato del centrosinistra  Massimo Zedda (primo cittadino di Cagliari). Un altro successo, dopo il voto in Abruzzo, rinsalderebbe il potere del vicepremier leghista e le suggestioni di un ritorno alla coalizione con Forza Italia e Fratelli di Italia. A rischiare una batosta è Francesco Desogus del Movimento cinque stelle, partito in piena crisi consensi fra i suoi elettori. Il partito ha fissato un’asticella minima al 20%: sotto a quella soglia si potrebbe parlare ufficialmente di sconfitta.

Sempre oggi sbarca al Senato il cosiddetto «decretone», il provvedimento che contiene le due misure chiave del governo: reddito di cittadinanza e quota 100. Le discussioni, al via oggi, sfoceranno il 27 febbraio nel voto finale a uno dei provvedimenti più sensibili per la maggioranza gialloverde. Sul fronte internazionale, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà impegnato oggi al vertice tra la Ue e il Lega degli Stati arabi, in programma a Sharm el-Sheikh (Egitto). Fonti del governo danno come «probabile» un colloquio fra il premier e il suo omologo Al Sisi sul tema dell’omicidio di Giulio Regeni.

SUI MERCATI

Istat, discorso di Powell e dati contabili

Il presidente Fed Jerome Powell (Ap)

Il presidente Fed Jerome Powell (Ap)

Sui mercati, il calendario è abbastanza fitto. L’Italia, “salvata” dal rating di Fitch, si prepara a fare i conti con il rapporto Istat sul mercato del lavoro nel 2018 (oggi), la fiducia dei consumatori e delle imprese (27 febbraio), prezzi al consumo e fatturato dei servizi nel quarto trimestre (28 febbraio) e il dato mensile su occupati e disoccupati (1 marzo).

Da tenere d’occhio i numeri sul lavoro, un primo termometro sull’efficacia delle riforme del governo Lega-Cinque stelle. Martedì 26 febbraio, sull’altra sponda dell’Atlantico, riflettori puntati sulla testimonianza al Senato americano delnumero uno della Fed Jerome Powell sullo «stato dell’economia americana».

Capitolo Cda: in arrivo l’approvazione dei dati di A2A, Autostrade Meridionali, Biesse, Igd, Pirelli, Intesa Sanpaolo (26 febbraio), Anima, Geox, Saipem (27 febbraio), Banca Mediolanum, Banca Mps, Juventus e Moncler (28 febbraio).

VIDEO DELLA SETTIMANA

A Barcellona l’era degli smartphone pieghevoli

Sia smartphone che tablet, nello stesso prodotto. Il Mobile world congress, il maxiappuntamento di Barcellona sulle tecnologie mobile (25-28 febbraio), è già entrato nel vivo ieri e sarà dominato quest’anno dalla frontiera degli smartphone «pieghevoli»: dispositivi che si possono aprire e chiudere, ampliando lo schermo e le funzionalità fruibili dagli utenti. A dettare la linea Samsung con il suo Galaxy Fold, appena presentato a San Francisco, ma la concorrenza non si è fatta trovare impreparata. La cinese Huawei entra a gamba tesa con il suo Mate X, che Luca Salvioli ha avuto l’opportunità di provare in anticipo. Nell’attesa di vedere qualche modello in prima persona, ecco un video dalla Spagna:

mobile world congress

Huawei Mate X, ecco lo smartphone pieghevole

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