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venerdì 29 marzo 2019

Brexit, il parlamento UK boccia l'accordo. «No deal» più vicino

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Il Sole 24 Ore
Morning24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Marco Alfieri

30 marzo 2019

CAOS A LONDRA

Brexit, il parlamento UK boccia l’accordo. «No deal» più vicino

(EPA)

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Il parlamento britannico ha respinto per la terza volta l'accordo di divorzio tra Londra e la Ue siglato da Theresa May, con 344 voti contrari e 286 voti favorevoli. La premier ha cercato fino all'ultimo di incassare il via liberadellaCamera dei Comuni, apportando le «modifiche sostanziali» al testo richieste dallo speaker John Bercow e trattando con le ali più riottose della sua maggioranza. Non è servito: sull'insuccesso di ieri, il terzo nell'arco di meno di tre mesi, pesano il voto ostile del Democratic unionist party (gli unionisti nordirlandesi) e di una fronda robusta di conservatori.

Talking points:

- Brexit, adesso l'Europa vede solo due strade: rinvio lungo o «no-deal»

- Brexit, l’impatto del no-deal sulle economie europee (e l'Italia)

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1) Gli ultimi dati Eurostat parlano chiaro: con Germania in stallo, Francia in frenata e l'Italia in recessione tecnica, nell'ultimo trimestre 2018 il maggior contributo alla crescita dell'Eurozona è arrivato dalla Spagna, il Paese che cresce di più tra le grandi economie continentali. Il Pil iberico ha chiuso l'anno scorso con un rotondo 2,6%: è vero che è il tasso più basso dal 2014 ma viaggia pur sempre a una velocità quasi tripla rispetto a quella dell'Italia. E anche in futuro la crescita economica dovrebbe mantenere un ottimo passo, con la Banca di Spagna che prevede un 2,2% per quest'anno (più del doppio della Germania), un 1,9% nel 2020 e un 1,7% nel 2021.

2) Dopo i dubbi sui conflitti di competenze sollevati giovedì, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la commissione di inchiesta sulle banche. Accompagnandola, però, con un'inconsueta lettera ai presidenti di Camera e Senato piena di avvertenze sul campo di azione che avrà l'organismo bicamerale. A iniziare dal fatto che, anche se «non è in alcun modo in discussione, ovviamente, il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta», le analisi ampliate a tutte le banche «non devono poter sfociare in un controllo dell'attività creditizia».

Per approfondire:

Commissione banche, ecco come funziona e come si sono ampliati i compiti

Luigi Gubitosi, ad di Tim (ANSA)

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3) Ci si aspettava la pace, ma l'assemblea Telecom Italia ha concesso solo una tregua armata tra gli azionisti. Vivendi ha chiesto di soprassedere sulla revoca di cinque amministratori in quota Elliott, che comunque non sarebbe passata perché avrebbe avuto l'appoggio solo del 2,9% del capitale in mano ai fondi. Il 40% del capitale - Elliott (9,5%), Cdp (9,89%) e la stragrande maggioranza dei fondi presenti in assemblea (l'affluenza è stata del 67%) – avrebbe invece respinto la pretesa dei francesi di ribaltare i pesi nel board. La conta è stata evitata, ma dal voto è emerso comunque l'orientamento degli investitori istituzionali, stanchi della conflittualità esasperata che si è riflessa anche nelle quotazioni depresse.

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4) In generale è più facile arricchirsi se si è lavoratori autonomi. E poi c'è il curioso caso della Valle d'Aosta: dove convivono la più alta percentuale di dipendenti con un reddito inferiore ai 29mila euro e la più alta quota di pensionati che invece guadagnano più di questa cifra. Ecco, in sintesi, quanto emerge dall'analisi dei dati relativi alle dichiarazioni Irpef presentate lo scorso anno, relative cioè a redditi maturati nel 2017, pubblicati dal ministero dell'Economia.

Innocenti evasioni:

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(AFP)

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5) I fondatori di Lyft hanno celebrato l'apertura degli scambi al Nasdaq a migliaia di chilometri di distanza, da Los Angeles. Ma la distanza fisica dei co-founders, John Zimmer e Logan Green, non ha impedito al colosso del trasporto alternativo uno sbarco tra gli entusiasmi a Wall Street: con le prime azioni comprate e vendute nella tarda mattinata di New York, dopo un'Ipo che aveva collocato oltre 30 milioni di titoli al top della forchetta a 72 dollari e rastrellato oltre due miliardi, le quotazioni sono subito lievitate a quota 87,20 dollari. Un'impennata di ben il 21% rispetto al pricing iniziale.

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6) Il risultato è impossibile da prevedere: in questo, il voto di domani in Ucraina è una vera vittoria per la democrazia. Saranno inoltre elezioni «più grandi della stessa Ucraina», come ha detto l'ex segretario di Stato americano John Kerry: perché negli ultimi cinque anni questo Paese è stato in prima linea nel confronto tra la Russia e l'Occidente, e la scelta di un nuovo presidente- o la conferma di quello attuale - è un test per il sistema politico nato dal Maidan. Manterrà nel gelo le relazioni tra Kiev e Mosca, confermerà la volontà di avvicinarsi sempre di più all'Europa, oppure segnalerà la possibilità di una svolta, e di conseguenza inciderà anche sul legame tra Mosca e l'Occidente. La posta in gioco è altissima. Lo racconta Antonella Scott.

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