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domenica 31 marzo 2019

L'Europa chiama: Juncker da Conte, Ecofin e stretta su Visegrad

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Il Sole 24 Ore
Sette24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

01 aprile 2019

STATO DELL’UNIONE

L'Europa chiama: Juncker da Conte, Ecofin e stretta su Visegrad


Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, intervistato da Fabio Fazio (ANSA)

Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, intervistato da Fabio Fazio (ANSA)

Lo aveva annunciato, manterrà il proposito. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sarà a Roma l'1 e il 2 aprile per incontrare, rispettivamente, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La visita arriva in uno degli (svariati) momenti di tensione fra il governo italiano e Bruxelles, dopo la scelta dell'esecutivo gialloverde di aderire alla cosiddetta via della Seta: un maxiprogetto infrastrutturale avviato dalla Cina per potenziare la sua rete di collegamenti ferroviari e marittimi in Asia, Africa ed Europa. Proprio la Belt and road initiative, il nome ufficiale del piano, potrebbe essere uno degli argomenti sul tavolo in vista del summit Ue-Cina in calendario il 9 aprile a Bruxelles. Venerdì, a Bucarest (Romania), sarà il turno del cosiddetto Ecofin, la riunione dei ministri dell'Economia e della Finanza europei. In agenda ci sarà soprattutto il futuro della Grecia, con la sua – faticosa – ripresa dagli anni bui del commissariamento, e il progetto di un budget europeo. Restando a est del Continente: la Commissione dovrebbe pubblicare una comunicazione sullo stato di diritto, con richiami poco lusinghieri al comportamento dei governi di Ungheria, Polonia e, appunto, Romania. Un avvertimento in più che al primo ministro ungherese Viktor Orbán, reduce dal rischio di espulsione dalle file dei Popolari.

Serve un po' di background?

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Brexit, here we go again


Theresa May e il marito Philip (ANSA)

Theresa May e il marito Philip (ANSA)

Niente da fare. L'odissea Brexit sembra destinata a trascinarsi fino all'ultimo, anche se diventa sempre più difficile intravvedere una scadenza ufficiale per il divorzio tra Londra e la Ue. Dopo che la scorsa settimana il parlamento britannico ha bocciato per la terza volta l'accordo voluto dalla premier May, scatta oggi a Westminster una nuova tranche di «voti indicativi»: emendamenti formulati dai parlamentari per suggerire opzioni alternative all'accordo siglato da May, sia pure senza vincoli formali nei confronti del governo. Dal canto suo May sembra intenzionata a mantenere la leadership di una maggioranza lacerata da mesi di trattative, almeno fino al 12 aprile: il termine fissato da Bruxelles per spiegare quali saranno i prossimi step di Londra in vista della rottura diplomatica con la Ue. La Commissione ha già dichiarato che un'uscita no-deal si fa «sempre più probabile», ma la premier non ha nessuna intenzione di fare il passo indietro invocato dall'opposizione laburista. Anzi: secondo alcuni rumour, si potrebbe svolgere un quarto voto sull'accordo già respinto dalla Camera, con l'obiettivo di forzare al sì i parlamentari più riottosi.

Talking points!

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2) Brexit, cosa succede dopo la bocciatura dell'accordo May

Il parlamento vota sul Revenge porn

Il vicepremier, Luigi Di Maio (ANSA)

Il vicepremier, Luigi Di Maio (ANSA)

Tornando in Italia, il parlamento voterà in settimana un pacchetto di regole per l'introduzione del reato di revenge porn: la diffusione «per vendetta» di materiale pornografico a danni degli ex partner. Il premier Giuseppe Conte ha invitato la sua maggioranza a dare l'ok al testo, dopo che la scorsa settimana alcuni deputati (e deputate) di Lega e Cinque stelle hanno affossato un emendamento presentato dall'opposizione per formulare una fattispecie ad hoc, oggi assente dal nostro ordinamento giuridico. Il provvedimento era stata inserito a margine del cosiddetto disegno di legge «codice rosso», un provvedimento firmato da Laura Boldrini per aumentare la stretta sulle violenze di genere. Il motivo del no è che i Cinque stelle stanno lavorando a un testo simile in Senato, ma il dietrofront ha scatenato la protesta trasversale di deputate del centrodestra e del centrosinistra. Anche Luigi Di Maio si è affrettato ad aprire al sì dei Cinque stelle a una norma in materia, spiegando che già martedì 2 aprile «può benissimo votare quella legge sul revenge porn che ha già i numeri in Parlamento. Non so cosa voglia fare la Lega». La risposta è arrivata quasi subito: anche Matteo Salvini si è detto favorevole al testo, evitando – per ora – una nuova frattura nell'esecutivo.

Guerra commerciale, missione cinese a Washington

Il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin (AP)

Il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin (AP)

Liu He, il capo negoziatore per la Cina, volerà in settimana a Washington per un nuovo round di trattative sulla guerra commerciale: lo scontro di dazi scatenato dal governo di Donald Trump contro la Cina, nel tentativo di ridimensionare il pesante deficit commerciale degli Usa rispetto al gigante asiatico. L'ultima sessione di confronto, che si è chiusa venerdì in Cina, ha lasciato presagire uno sviluppo favorevole per la distensione dei rapporti fra i due. Da qui alla stipula di un «grande accordo per gli Usa», come dicono dalla Casa Bianca, il passo è ancora lungo. Trump ha già accettato di congelare un ulteriore rialzo dei dazi sui prodotti cinesi previsto il primo marzo, sperando in un accordo definitivo entro la fine di marzo. A quanto pare la scadenza slitterà (almeno) di una settimana, visto che gli Usa premono per ottenere garanzie decisive dalla controparte asiatica. A proposito di rapporti internazionali: giovedì si svolgono a Washington le celebrazioni per i 70 anni della Nato, nel vivo della – perenne – polemica della Casa Bianca sui volumi troppo ridotti di spese sulla difesa dell'organismo.

Dati macro, dalla disoccupazione alla Bce

(EPA)

(EPA)

Agenda intensa sul fronte dei dati macro. Si inizia lunedì oggi con i dati su disoccupazione e immatricolazioni delle auto in Italia, mentre al Mef il Segretario Generale Angel Gurria e il ministro dell'Economia Tria presentano il rapporto Ocse sull'Italia e a Bruxelles Luigi de Guindos presenta la relazione annuale della Bce al Parlamento europeo; martedì 2 aprile l'Eurozona pubblica il tasso di disoccupazione nella sua area; mercoledì 3 aprile arrivano i dati sui nuovi occupati negli Stati Uniti; giovedì 4 aprile ci sono i nuovi ordinativi all'industria della Germania; venerdì 5 aprile, sempre negli Usa, i dati su salari reali e tasso di disoccupazione.

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