| | | | | | | | | | | | – di Alberto Magnani | | | | | SI CHIUDE IL VOTO UE Il giorno più lungo per l’Europa | |  | | Una bandiera europea srotolata a Strasburgo (Afp) | | | | | | | È il giorno delle verità. Al plurale, visto il numero di paesi al voto e delle poste in palio per uno degli snodi più sensibili della storia dell’integrazione Ue. Oggi arriva il rush finale del voto per le elezioni Europee del 2019, con un totale di 21 stati membri alle urne dopo gli “antipasti” di Paesi Bassi e Regno Unito (23 maggio), Irlanda e Repubblica Ceca (24 maggio), di nuovo Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia (25 maggio). | | Fra i paesi coinvolti c’è anche l’Italia, dove il voto europeo si è trasformato in un banco di prova per l’ascesa politica del vicepremier Matteo Salvini e la tenuta di un g0verno Lega-Cinque stelle sempre più logorato da frizioni interne. Salvini si ostina a parlare di un referendum ad personam sul suo primo anno di governo, ma in realtà la consultazione riguarda l’intero impianto del progetto Ue. Come usciranno i principali gruppi dell’Eurocamera, Popolari e Socialisti, dopo che si pronostica da mesi un loro tonfo rispetto al 2014? Fin dove si spingerà l’ascesa dell’asse sovranista capeggiato da Salvini, incluso il potenziale exploit delBrexit Party di Nigel Farage? In quanto forze sarà frammentata l’Eurocamera, anche in vista di nomine di peso come quella del presidente della Commissione europea? | | I primi exit poll in arrivo dai Paesi Bassi hanno mostrato un quadro di cambiamento più moderato rispetto ai timori di alcuni, con i Socialdemocratici avanti e l’asse fra liberali e popolari al seguito. Ma un sondaggio a caldo dice pochissimo, anche perché si parla di un paese che incide con appena 26 seggi sui 751 dell’Eurocamera. Le risposte che daranno qualche indicazione sull’Europa futura arriveranno fra questa notte e il pomeriggio del 27 maggio, a urne chiuse. Buon voto, qualunque sia. | | | I FATTI DELLA SETTIMANA Storie da Bruxelles (e non solo) | | | 1) L’addio di Theresa May e la corsa alla leadership
|  | | L’annuncio di Theresa May (Afp) | | | | | | | Alla fine si è arresa. Il primo ministro britannico Theresa May ha annunciato lo scorso venerdì le sue dimissionidalla guida del governo britannico, che saranno effettive dal prossimo 7 giugno. May, con la voce rotta dalle lacrime, ha ribadito l’onore di aver guidato «il paese che ama», sia pure con il suo fallimento più chiaro: l’incapacità di ultimare il processo di Brexit, il divorzio dalla Unione europea avviato con il referendum del 23 giugno 2016 e diventato una delle più convulse saghe politiche della storia britannica. Ora scatta il toto-nomine per la sua successione, con un «contest» interno al partito che dovrebbe chiudersi nell’arco di sei settimane. Fra i papabili alla carica di primo ministro e leader dei Conservatori si fa insistentemente il nome di Boris Johnson, due volte sindaco di Londra, ex ministro degli Esteri ed esponente dell’ala dura dei Brexiteer che ha spinto per l’esclusione di May. | | 2) L’Austria al voto dopo «l’Ibiza-gate» dei sovranisti
|  | | Sebastian Kurz (Reuters) | | | | | | | Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha convocato elezioni anticipateper il settembre 2019, dopo la crisi di governo innescata dal cosiddetto «Ibiza-gate»: la diffusione di un videodove l’alleato di governo Heinz-Christian Strache, in vacanza nell’isola spagnola, promette favori alla nipote di un oligarca russo in cambio di finanziamenti al suo partito (il Freiheitliche Partei Österreichs, o Fpoe, una sigla di destra nazionalista). Kurz ha deciso di staccare la spina al suo governo, facendo scattare le dimissioni di massa di tutti i ministri del Fpoe e finendo a sua volta nel mirino dell’opposizione. | | Domani, a urne europee chiuse, i parlamentari voteranno per un mozione di sfiducia avanzata da Jetz, un piccolo partito ambientalista che siede fra le fila della minoranza. Il flop dell’iniziativa sembra scontato, mentre Kurz potrebbe uscire - paradossalmente - rafforzato dalla crisi. I primi sondaggi dopo la rottura con l’Fpoe lo proiettano fino a soglie di consenso che sfiorano il 40%, anche grazie all’affrancamento da un alleato ritenuto sconveniente da parte del voto moderato. | | 3) La guida al voto e alle alleanze del Sole 24 Ore
|  | | L’Europarlamento a Strasburgo (Afp) | | | | | | | Repetita iuvant. Tornando alle Europee, qualche indicazione pratica in vista del voto di oggi. Iseggi sono aperti dalle 7 alle 23, mentre gli spogli inizieranno dopo la chiusura delle urne. Gli elettori possono barrare con una X il logo di un solo partito, indicando a margine fino a un massimo di tre preferenze all’interno di quella stessa lista (niente voto disgiunto!). In quel caso, però, bisogna ricordarsi di indicare candidati di entrambi i sessi: se votate per due donne il terzo candidato dovrà essere un uomo, o viceversa, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima. Avete altri dubbi? Al Sole 24 Ore dispiegheremo tutte le forze da domenica pomeriggio a lunedì sera, coprendo il voto con diretta live, diretta Facebook, collegamenti con i nostri corrispondenti. Per il resto c’è il nostro dossier Elezioni europee. | | | RASSEGNA STAMPA Cosa abbiamo letto in giro, varie ed eventuali | | | La «onda verde» si sta appiattendo?
|  | | Studenti in piazza in Polonia contro il cambiamento climatico (Reuters) | | | | | | | I Verdi dovevano essere la sorpresa del voto europeo. Peccato che potrebbero fermarsi intorno ai 57 seggi, poco sopra i 52 guadagnati nelle elezioni 2014. Quanto a basta a proporsi come ago della bilancia per una maggioranza europeista, senza volare fino ai picchi ipotizzati qualche mese fe. La rivoluzione green della politica fatica a decollare? Se lo domanda Politico.eu, con una mappa dei (13) paesi Ue dove il partito può ambire a guadagnare seggi. | | Elezioni europee, la divisione al potere Partiti europeisti o euroscettici? Macché: a vincere le elezioni del 23-26 maggio sarà la frammentazione, grazie alla crisi delle forze tradizionali e l’ascesa dei cosiddetti sovranisti. Lo scrive The Economist, proiettando un Parlamento diviso in almeno cinque gruppi: Popolari, Socialisti, Liberali, Verdi, Sovranisti, senza dimenticare la sinistra radicale e i partiti indipendentisti che gravitano su entrambe le sponde dell’Emiciclo. | | Tutti contro la Ue (senza uscire dalla Ue) I partiti «eurofobi» stanno dominando le cronache in vista del voto. Peccato che abbiano rinunciato, in massa, al loro proposito originario: uscire dalla Ue e soprattutto dall’euro, indicato come una delle principali cause del declino economico dei singoli stati sovrani. Le Monde passa in rassegna le contraddizioni del blocco di partiti antieuropei in corsa per Bruxelles, sia a destra che a sinistra. La sintesi? L’Europa è l’origine di diversi mali, ma per ora non c’è alternativa. | | | VIDEO DELLA SETTIMANA Ue! L’inno ironico del Parlamento per il voto | |  | | | | | | | | Daily24 è la nuova newsletter che sostituisce 7:24 con tre diversi appuntamenti: Morning24, dal martedì al sabato, a cura di Marco Alfieri Europa24, tutte le domeniche, a cura di Alberto Magnani Sette24, al lunedì, sarà l'agenda della settimana, a cura di Alberto Magnani | | | | | | | | Disiscriviti | Newsletter | Contatti | Privacy Policy | Informativa sui Cookie | | | | | | | Sei attualmente iscritto con: squarenotizie@GMAIL.COM Il Sole 24 ORE rispetta la tua privacy. Per esercitare i tuoi diritti scrivi a: privacy@info.ilsole24ore.com © Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati | | | |
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