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Il Sole 24 Ore
Sette24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

24 giugno 2019

IL NUOVO SITO DEL SOLE 24 ORE

#24OreForInnovation

Scusate, un’eccezione alla regola: iniziamo la newsletter parlando di noi. Debutta oggi ufficialmente il nuovo sito del Sole 24 Ore, come avrete notato collegandovi dallo smartphone o dal desktop. In questo ordine, visto che la piattaforma digitale al via in queste ore si rivolge sempre di più a un utilizzo mobile, assecondando le abitudini dei lettori e dell’informazione internazionale. Solo qualche accenno: arrivano una navigazione orizzontale che permette di scorrere meglio i contenuti, doppi titoli, un layout più chiaro, una sezione Mercati del tutto nuova e un’area Visual potenziata per rinnovare l’autorevolezza del Sole 24 Ore con prodotti pensati per un’informazione davvero digitale (infografiche, card, timeline, longform). Siete curiosi? Non ci dilunghiamo. L’indirizzo è sempre quello,www.ilsole24ore.com. Sui social l’hashtag è
#24OreForInnovation. Buona lettura!

L’AGENDA INTERNAZIONALE

G20, l’incontro Trump-Xi e le tensioni con l’Iran

Il presidente cinese Xi Jinping (Epa)

Il presidente cinese Xi Jinping (Epa)

I leader globali si riuniranno il 28 e il 29 giugno a Osaka per il G20, il primo nella storia ospitato dal Giappone. All’ordine del giorno ci sono argomenti-macro come crescita economica, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione, ma è probabile che i riflettori siano puntati altrove: l’incontro bilaterale fra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, concordato dopo una telefonata dello stesso Trump alla sua controparte di Pechino.

L’obiettivo del colloquio sarà lo stesso che tiene in scacco, da mesi, i rapporti fra le due potenze: un disgelo sulla guerra commerciale dichiarata dagli Usa alla Cina, inasprita dall’ultima tranche di dazi su beni per 200 miliardi di dollari in importazioni dalla Cina. Entrambi i leader hanno lasciato trasparire un certo ottimismo, ma non sarebbe la prima volta che la positività delle vigilia viene travolta dai fatti. I negoziati condotti finora non hanno portato a una conciliazione sulle richieste di Washington, incardinate su misure per frenare la «concorrenza sleale» dalla Cina.

Donald Trump (Afp)

Donald Trump (Afp)

In settimana andrà monitorato anche il fronte delle tensioni con l’Iran. Trump ha dichiarato di aver «rinunciato» a un attacco militare a Teheran dopo l’abbattimento di un drone statunitense (la motivazione: «Ci sarebbero state 150 vittime, troppe»). Il nervosismo fra i due paesi è ri-esploso con il danneggiamento di due petroliere nello stretto di Hormuz, incursione che gli Usa hanno attribuito a forze militari irachene. Sullo sfondo resta la minaccia dell’Iran di sfilarsi dall’accordo sul nucleare, siglato nel 2015 ai tempi dell’amministrazione Obama e incrinato con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.

DOPO IL FLOP DEL 20 GIUGNO

Ue, il risiko sulle nomine e il «caso Italia»

Giuseppe Conte a Bruxelles (Epa)

Giuseppe Conte a Bruxelles (Epa)

Domenica 30 giugno i leader europeitornano a riunirsi per sbloccare l’impasse sulle nomine Ue. La riunione del Consiglio europeo del 20-21 giugno avrebbe dovuto chiudere la pratica, designando i futuri presidenti di Commissione, Consiglio, Parlamento, Bce e alto rappresentante per la Politica estera. Non è andata esattamente così, “grazie” ai dissidi che si sono consumati soprattutto sulla scelta del futuro presidente dell’esecutivo Ue. Ora i capi di Stato e Governo dovranno riaprire i negoziati domenica, scadenza già fin troppo ravvicinanta con la prima plenaria dell’Eurocamera.

Il Parlamento si riunisce il 2 luglio a Strasburgo, data che era stata indicata da Bruxelles come termine massimo per ottenere un quadro completo delle figure di vertice nei prossimi cinque anni. Nel frattempo l’Italia continua le trattative per evitare una procedura per debito eccessivo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conteè uscito deluso dalla riunione del 20 giugno, dopo il tentativo - fallito - di convincere i colleghi Ue della solidità della manovra italiana. Il tempo scorre, e non è una bella notizia. Il 26 giugno è l’ultimo giorno disponibile perché la Commissione adotti la raccomandazione di apertura della procedura contro l’avviata dallo stesso esecutivo a inizio mese. La parola finale spetterà poi alla riunione dei ministri delle Finanze, il cosiddetto Ecofin, in calendario per l’8-9 luglio.

LA SETTIMANA POLITIC

Il decreto crescita sbarca al Senato

Giovanni Tria e Matteo Salvini (Ansa)

Giovanni Tria e Matteo Salvini (Ansa)

La Camera ha approvato il 21 giugno la fiducia posta dal governo sul cosiddetto decreto crescita con 288 voti favorevoli, 181 contrari e 3 astenuti. Ora il testo passa in seconda lettura al Senato, dove dovrà essere approvato entro il 29 giugno. Il provvedimento, già considerato come una sorta di decreto-omnibus, si è ulteriormente ampliato nel passaggio dalle Commissioni alla Camera: le misure contenute ora vanno dal salvataggio di Radio Radicale ai bonus per le microcar,passando per diverse novità sul fisco immobiliare.

Fra gli altri temi in agenda per il governo Lega-Cinque stelle spuntano la nomina del ministro degli Affari europei (Salvini vuole chiudere la pratica «entro la settimana») e la discussione in Senato del disegno di legge sul salario minimo orario. L’esecutivo è reduce da una delle sue svariate settimane di tensione, in questo caso sulla proposta che agita i sonni dell’Europa: la flat tax, la tassa piatta che Salvini vorrebbe introdurre all’interno del suo «shock fiscale» per la manovra 2020. I Cinque stelle hanno mostrato qualche scetticismo, scatenando l’irritazione del vicepremier leghista.

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