| | | | | | | | | | | | – di Alberto Magnani | | | | | LE TRATTATIVE CON LA UE Europa, ultimatum all’Italia sui conti | |  | | Il ministro dell’Economia Giovanni Tria all’Ecofin (Epa) | | | | | | | Il governo Lega-Cinque stelle resta sotto osservazione a Bruxelles. È l’unico esito della riunione di due giorni dei ministri delle Finanze che si è svolta il 13 e il 14 giugno a Lussemburgo, la prima occasione di confronto fra il governo e la Ue dopo l’avvio della procedura per debito eccessivo (come funziona? Qui un po’ di ripasso). | | Il ministro dell’Economia italiano Giovanni Tria ha difeso la linea dell’esecutivo, assicurando che i conti rientreranno (e sono sempre rimasti) in carreggiata. Da Bruxelles, per ora, traspare soprattutto freddezza. I partner europei hanno imposto all’esecutivo italiano un ultimatum di «qualche giorno» per presentarsi con un piano credibile, abbassando la stima di un rapporto deficit/Pil al 2,4% contenuta nell’ultimo Documento di economia e finanza. | | In caso contrario la Commissione proporrà di avviare la procedura già il 26 giugno, per poi attendere il 9 luglio il verdetto finale dell’Ecofin. Come per qualsiasi decisione collegiale, si è già creato il fronte di stati favorevoli o contrari alla misura, nell’attesa di un feedback più articolato da Roma. Già, che soluzioni offre l’Italia? Tria ha escluso la necessità di una manovra correttiva entro la fine dell’anno, avanzando una proposta che dovrà essere vagliata da Bruxelles:la riduzione di 8-10 miliardi di euro di deficit nel 2019-2020, scandita da due tappe distinte. Nel 2019 si prevede una sforbiciata dello 0,2-0,3% del rapporto deficit-Pil (congelando 4 miliardi di euro già quest’anno), da assestare con maggiori entrate e una minore spesa per reddito di cittadinanza e quota 100; nel 2020 si punta a un ulteriore taglio dell0 0,3% del deficit (5-6 miliardi di euro) attraverso riduzione dei fondi allo stesso reddito di cittadinanza e pensioni, revisioni della spesa e aggiustamenti agli sconti fiscali. | | Bisognerà capire come e quanto il piano Tria soddisfi gli imperativi dell’Europa. Il commissario agli Affari economici e monetario Pierre Moscovici ha chiesto «fatti, cifre e dati» per rimettere in sesto i conti. Il numero uno dell’Eurogruppo Mario Centeno ha sottolineato che «è importante rispettare gli impegni». Il vicepresidente della Commissione Valis Dombrovskis ha ribadito l’urgenza di una «sostanziosa correzione della traiettoria dei conti pubbliciquest’anno e l’anno prossimo». Anche il Fondo monetario internazionale ha evidenziato come il debito-monstre dell’Italia sia un «rischio» e scaricato l’ipotesi governativa di sanare i debiti con la Pa emettendo mini-bot («un’idea bizzarra»). L’Italia potrà ancora difendere la sua linea in occasione della riunione del Consiglio europeo del 20-21 giugno, quando a parlare sarà il premier Giuseppe Conte. | | | I FATTI DELLA SETTIMANA Notizie da Bruxelles (e non solo) | | | 1) Eurogruppo, primo accordo sul bilancio dell’area euro
|  | | Il presidente francese Emmanuel Macron (Reuters) | | | | | | | Sono servite 12 ore di negoziato notturno, prima che i ministri delle Finanze dell’Eurozona strappassero un accordo sull’introduzione di un bilancio per l’unione monetaria. Non si tratta del modello sponsorizzato da Emmanuel Macron, ma comunque di un passo in avanti in chiave di coesione comunitaria. | | Come spiega Michele Pignatelli, la logica è quella di uno strumento per «cofinanziare riforme strutturali e investimenti pubblici che accrescano, appunto, convergenza e competitività nell'Eurozona, in linea con le raccomandazioni fornite ai Paesi da Bruxelles nell'ambito del Semestre europeo». La dotazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 17 miliardi contro i 22 miliardi del Quadro finanziario pluriennale (il bilancio di lungo termine per tutti i paesi Ue, oltre a quelli dell’unione monetaria). | | Va ricordato, comunque, che stiamo parlando di una bozza del tutto embrionale. L’obiettivo è di chiudere la partita entro l’anno, per far scattare il processo di ratifica nazionale dei singoli stati membri. «Si tratta di un ulteriore passo per rafforzare la zona euro», ha detto il presidente dell'Eurogruppo Mário Centeno. «Dettagli pratici devono però ancora essere decisi e c'è ancora lavoro da fare. Rimane aperta la delicatissima questione del finanziamento del bilancio». | | 2) Nasce l’internazionale sovranista. Con la metà dei voti di Verdi e Liberali
|  | | I leader nazionali di Identità e democrazia (Ap) | | | | | | | Prende forma l'internazionale sovranista di Matteo Salvini. Con una conferenza stampa a Bruxelles, i leader dei partiti euroscettici di nove paesi Ue hanno ufficializzato la nascita di Identità e Democrazia: un cartello delle forze nazionaliste che si collocherà sulla sponda destra dell'emiciclo. Il gruppo, inizialmente chiamato «Alleanza europea dei popoli e delle nazioni», sarà guidato dall'italiano Marco Zanni, classe 1986, già deputato nella scorsa legislatura Ue. Il Carroccio è la famiglia politica dominante, insieme al Raggruppamento nazionale di Marine Le Pen e Alternativa per la Germania. | | In realtà proprio i tedeschi, con i loro 11 seggi, sono stati l'unico acquisto di peso nella formazione raggiunto in campagna elettorale dal vicepremier. Nel complesso la famiglia degli euroscettici viaggia infatti a un totale di 73 sui 751 seggi a Bruxelles e Strasburgo. La buona notizia per i sovranisti è che si parla di un'incidenza del 10% sugli scranni dell'Eurocamera, contro il 5% raggiunto nel 2014 dal defunto gruppo di estrema destra della Europa delle nazioni e delle libertà. Quella cattiva è che si tratta di meno delle metà dei 181 deputati raggiunti in tandem da Verdi e Liberali dell'Alde, a propria volta confluiti nel nuovo soggetto politico Renew Europe. Per non parlare del blocco delle forze europee nel loro complesso, forti di un cumulo di oltre 500 seggi. | | 3) Conservatori, Boris Johnson in vantaggio sul dopo-May
|  | | Boris Johnson (Reuters) | | | | | | | Entra nel vivo il contest per la successione a Theresa May alla guida del partito Conservatore e del governo britannico. Il favorito sembra essere Boris Johnson, ex sindaco di Londra e ministro degli Esteri, apprezzato dalle ali più oltranziste dei Brexiteer per la sua linea di cesura netta: fuori dalla Ue il 31 ottobre, con o senza un accordo diplomatico di tutela. | | La scelta del futuro premier britannico è affidata a una competizione interna agli iscritti dei Tory, il partito che esprime la maggioranza a Westminster. Nel primo round di voti Johnson ha incassato il supporto di 114 deputati, contro i 43 del ministro degli Esteri Jeremy Hunt, i 37 del collega all’Ambiente Michael Gove (travolto da uno scandalo sul suo uso di cocaina in gioventù), i 27 dell’ex ministro della Brexit Dominic Raab, i 23 del ministro degli Interni Sajid Javid, i 20 del ministro della Salute Matt Hancock e i 19 del ministro dello sviluppo internazionale Rory Stewart. | | Nella prossima sessione di voti resteranno in pista solo i candidati con un minimo di 32 voti, procedendo fino a restringere la rosa a un massimo di due opzioni. La parola finale spetterà poi alla base di iscritti dei Tory, pari a un totale di 160mila iscritti su scala nazionale. Una cattiva notizia per Johnson: nella storia del partito, i candidati più in vogasono stati sconfitti alle battute finali. | | | RASSEGNA STAMPA Cosa abbiamo letto, varie ed eventuali | | | 1) Lo scontro Merkel-Macron spacca l’Europa
|  | | Angela Merkel (Epa) | | | | | | | La frammentazione europea non risparmia l’asse franco-tedesco. Le discordie fra Emmanuel Macron e Angela Merkel, dalla Brexit alla candidatura di Weber alla Commissione, complica la corsa alle cariche Ue che dovranno essere assegnate nei prossimi mesi. In aggiunta, la stessa spartizione di potere tra Berlino e Parigi è “insidiata” dalla crescita di influenza degli altri stati membri. La storia è sul Financial Times. | | 2) La politica tedesca alla rincorsa dei Verdi Il boom elettorale dei Verdi ha spiazzato la Germania. Il risultato? I partiti tradizionali, come la Cdu di Angela Merkel e i Socialdemocratici, stanno cercando di rivedere la propria agenda in chiave ecocompatibile, anche al costo di incappare in qualche incoerenza nei programmi (e sulla proprie scelte al Bundestag). La stessa economia della «locomotiva d’Europa» deve fare i conti con gli esiti altalenanti del suo processo di riconversione sostenibile. L’analisi è sull’Economist. | | 3) Le «ombre russe» sul voto Ue La Commissione europea ha denunciato l’ingerenza di «fonti russe» sull’informazione in vista del voto europeo. Bruxelles dichiara di aver registrato migliaia di casi di contenuti sospetti veicolati in Rete, con l’obiettivo di diffamare le istituzioni Ue o radicalizzare il discorso politico a favore delle forze euroscettiche. Ne parla EuObserver. | | | VIDEO DELLA SETTIMANA! Ue, una settimana di tempo all’Italia | |  | | | | | | | | Daily24 è la nuova newsletter che sostituisce 7:24 con tre diversi appuntamenti: Morning24, dal martedì al sabato, a cura di Marco Alfieri Europa24, tutte le domeniche, a cura di Alberto Magnani Sette24, al lunedì, sarà l'agenda della settimana, a cura di Alberto Magnani | | | | | | | | Disiscriviti | Newsletter | Contatti | Privacy Policy | Informativa sui Cookie | | | | | | | Sei attualmente iscritto con: squarenotizie@GMAIL.COM Il Sole 24 ORE rispetta la tua privacy. Per esercitare i tuoi diritti scrivi a: privacy@info.ilsole24ore.com © Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati | | | |
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