| | | | | | | | | | | | – di Alberto Magnani | | | | | FUMATA NERA A BRUXELLES Lo stallo sulle nomine e lo scontro Italia-Ue | |  | | Il presidente del Consiglio europeo Donald Trump (Epa) | | | | | | | La maratona notturna del Consiglio europeo del 20-21 giugno ha prodotto un unico esito: il rinvio della decisione più importante, la scelta dei futuri vertici della Ue. I capi di Stato e di governo non sono riusciti a strappare un accordosulle cariche pendenti (presidenti di Commissione, Consiglio europeo, Parlamento, Bce e alto rappresentante Politica estera), rimandando il verdetto un nuovo round di trattative fissato al 30 giugno. Il dialogo si è arenato soprattutto sulla scelta del numero uno della Commissione, congelata dalbraccio di ferro tra Francia e Germania sui rispettivi candidati. | | Angela Merkel punta (puntava?) sul capogruppo dei Popolari Manfred Weber, ritenuto sempre più debole e osteggiato pubblicamente da Emmanuel Macron. A sua volta il presidente francese ha espresso la sua preferenza per l’attuale caponegoziatore della Brexit, il connazionale Michel Barnier, o l’ex commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. Il quadro resta confuso, ma ci sono dei passi in avanti. Beda Romano scrive i principali gruppi dell’Eurocamera avrebbero raggiunto un’intesa per «spartirsi» le quattro cariche strettamente politiche, discutendo in un secondo momento sul dopo-Draghi alla Bce. Ai Popolari andrebbe la Commissione (magari lo stesso Barnier, anche se si fa avanti l’ipotesi di una presidenza croata), ai Socialisti l'Alto rappresentante (Timmermans?), ai Liberali il Consiglio, ai Verdi il presidente del Parlamento. Se ne riparlerà domenica prossima. | | A proposito, e l’Italia? Il premier Giuseppe Conte ha approfittato della riunione dei colleghi Ue per tentare di difendere la causa dei conti pubblici italiani, nel mirino della procedura per eccesso di debito avviata dalla Commissione. Bruxelles chiede una correzione sostanziale della manovra del governo Lega-Cinque stelle, temendo un incremento fuori controllo del deficit. L’esecutivo è preoccupato soprattutto dal mix di misure come la flat tax (sponsorizzata dalla Lega) e il salario minimo (voluta dai Cinque stelle). Conte ha cercato di convincere i leader Ue della sostenibilità della politica del governo, incappando nello scetticismo dei colleghi. Il premier ha assicurato che farà «ogni sforzo» per evitare la procedura, ma al momento «è difficile» che si arrivi a qualche risultato. | | Ps 1: no, alla riunione non si è parlato solo di nomine e (collateralmente) di Italia. Fra gli altri argomenti in agenda il quadro finanziario pluriennale per il 2021-2027, il problema della disinformazione esoprattutto il climate change. I leader Ue avrebbero dovuto concordare un obiettivo di zero emissioni di gas serra entro il 2050. La proposta, per ora, si è incagliata sul «no» di una fronda capeggiata dalla Polonia. | | Ps 2: i leader hanno dato il loro via libera al rinnovo delle sanzioni alla Russia, per sei mesi, per il mancato rispetto degli accordi di Minsk. La decisione è stata anticipata da un punto informativo del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel, | | | I FATTI DELLA SETTIMANA Storie da Bruxelles (e non solo) | | | 1) Draghi VS Trump, scontro sulla nuova fase espansiva
|  | | Il presidente della Bce Mario Draghi (Afp) | | | | | | | La Banca centrale europea è pronta a ricorrere a «qualsiasi strumento»per stimolare un’inflazione che resta sotto le attese. Il kit degli attrezzi include nuovi acquisti di titoli di Stato, finanziamenti a basso costo alle banche e magari un possibile taglio dei tassi di interesse. L’annuncio di Mario Draghi, arrivato dal forum della Bce di Sintra (Portogallo), rappresenta l’eredità dei suoi otto anni a Francoforte e una serie ipoteca sui primi mesi del suo successore alla guida dell’istituto. | | Le parole di Draghi hanno fatto deprezzare il rapporto euro-dollaro a quota 1,18, scatenando le ire del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca ha accusato via Twitter Draghi di «concorrenza sleale» sui tassi di cambio, visto che una diminuzione di valore dell’euro favorisce le esportazioni Ue all’estero. Draghi ha tagliato corto, chiamando in causa la funzione stessa dell’istituto che presiede: l’obiettivo della Bce è la stabilità dei prezzi , senza mire sui cambi. | | Per ora la partita sembra chiusa, ma le ire di «The Donald» verso l’Europa potrebbero manifestarsi presto in futuro. Ad esempio infliggendo i temuti dazi del 25% sull’auto europea, misura rimasta in stand by dopo gli ultimi negoziati fra Bruxelles e Washington. | | 2) Il Salvini d’America
|  | | Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante l'incontro con il vicepresidente statunitense Mike Pence alla Casa Bianca (Ansa) | | | | | | | C’è chi è entusiasta della linea Trump. È il caso del minis tro dell’Interno italiano Matteo Salvini, reduce da una «visita lampo» negli Usa per incontrare il vicepresidente degli Usa Mike Pence. Salvini ha ribadito che l’Italia va considerata un «partner affidabile» nella Ue, sposando la posizione degli Usa su tutti i dossier aperti a livello internazionali. Ma l’affinità più evidente, spiega Riccardo Barlaam, è sulla politica economica. | | Salvini ha preannunciato una «manovra alla Trump», confermando la sua fascinazione per la ricetta del presidente americano: tasse basse e deficit, un modello simile a quello seguito dall’attuale esecutivo italiano. I richiami della Commissione sulla sostenibilità dei conti pubblici? A quanto pare, possono attendere: «Passiamo dalle grandi strategie qui a Washington alle piccolezze delle ‘multine' dei controllori di Bruxelles - ha detto Salvini - Abbiamo visto in Grecia come è finita. Noi contiamo di convincerli con i numeri. Con i dati. Col buon senso e con la cortesia. Altrimenti le tasse le tagliamo lo stesso agli italiani. A Bruxelles se ne faranno una ragione»
| | 3) Londra, duello finale fra Johnson e Hunt
|  | | Il candidato alla leadership dei Conservatori, Boris Johnson (Ap) | | | | | | | Alla fine, il «contest» per la leadership dei Tory è arrivata al duello finale: l’ex sindaco di Londra Boris Johnson contro il ministro Jeremy Hunt. I due candidati sono gli unici rimasti in carreggiata fino all’ultima sessione di voto dei Conservatori, vinta da Johnson con 160 voti contro i 77 guadagnati da Hunt. Fuori sul filo del rasoio il ministro dell’Ambiente Michael Gove, terzo con 75 voti. | | La parola finale spetta ai 160mila iscritti al Partito conservatore, che voteranno per corrispondenza nelle prossime settimane. Johnson, reduce dalla vittoria in tutti i round svolti finora, può giocarsi a carta della coerenza sulla Brexit: Hunt aveva sposato la causa del Remain, un «peccato originale» che può fare breccia su un elettorato sensibile all’argomento. Dalla sua, in compenso, Hunt gode di stima trasversale e di una competenze riconosciuta fra le file del partito. Oltre a una sobrietà nei toni che non ricalca esattamente il modello di Johnson. | | | RASSEGNA STAMPA Cosa abbiamo letto in giro, varie ed eventuali | | | 1) Make English great again
|  | | Theresa May al vertice europeo del 20-21 giugno (Reuters) | | | | | | | Londra abbandona la Ue, in teoria. L’occasione per ripristinare il francese come lingua ufficiale della diplomazia? Al contrario: la chance per introdurre a Bruxelles una «lingua franca» praticata e conosciuta da tutti. Ovviamente si parla dell’inglese, idioma che diventerebbe un lasciapassare neutrale per la Ue. Il commento (o la proposta?) arriva dall’Economist. | | 2) L’Italia, i mini-bot e le valute creative Jens Weidmann, l’attuale numero uno della Bundesbank, è il candidato più temuto dall’Italia per la successione a Mario Draghi alla guida della Bce. In compenso, è anche vero il contrario: Weidmann potrebbe scontrarsi su alcune iniziative del governo italiano, a partire dal gusto tutto italiano per la sperimentazione di sistemi di pagamento «creativi». L’esempio più eclatante sono i mini-bot, ma le tradizioni nostrane in materia vengono da una storia secolare. La storia è su Bloomberg. | | 3) Unhcr: 70 milioni di rifugiati nel mondo Il totale di persone in fuga da conflitti, guerre e persec uzioni ha raggiunto un picco di 70 milion nel 2018. Il valore più alto in oltre mezzo secolo. Sono i numeri comunicati dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in occasione della World Refugee Day in calendario il 20 giugno. Qui alcuni dati, per riflettere. | | | VIDEO DELLA SETTIMANA Vertice Ue, tutto da rifare | |  | | | | | | | | Daily24 è la nuova newsletter che sostituisce 7:24 con tre diversi appuntamenti: Morning24, dal martedì al sabato, a cura di Marco Alfieri Europa24, tutte le domeniche, a cura di Alberto Magnani Sette24, al lunedì, sarà l'agenda della settimana, a cura di Alberto Magnani | | | | | | | | Disiscriviti | Newsletter | Contatti | Privacy Policy | Informativa sui Cookie | | | | | | | Sei attualmente iscritto con: squarenotizie@GMAIL.COM Il Sole 24 ORE rispetta la tua privacy. Per esercitare i tuoi diritti scrivi a: privacy@info.ilsole24ore.com © Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati | | | |
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