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domenica 7 luglio 2019

Parlamento, rush finale prima della pausa estiva

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Il Sole 24 Ore
Sette24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

08 luglio 2019

I PROVVEDIMENTI IN SOSPESO

Parlamento, rush finale prima della pausa estiva

Aula della Camera durante le interrogazioni a risposta immediata (Ansa)

Aula della Camera durante le interrogazioni a risposta immediata (Ansa)

Il governo italiano ha appena tirato un sospiro di sollievo a Bruxelles, dopo il ritiro della procedura per eccesso di debito avviata dalla Commissione. Giusto in tempo per tornare sulle urgenze italiane, dando il via questa settimana a un rush finale per archiviare una serie di misure-chiave entro la pausa estiva. In ballo ci sono, fra gli altri, il decreto-sicurezza bis, il decreto salva-conti, l’assestamento sulla legge di bilancio per rimettere in carreggiata i conti pubblici e il disegno di legge per il taglio dei parlamentari.

Le scadenze sono davvero strette, visto che le ferie iniziano il 9 agosto. Come scrivono Andrea Gagliardi e Andrea Marini, l’agenda dall’8 al 12 luglio è già fitta di impegni. Il cosiddetto decreto salva-conti, entrato in vigore il 2 luglio, inizia il suo esame in Senato in settimana. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato all’11 luglio, mentre la conversione in legge deve essere chiusa entro il 31 agosto. Sempre lo scorso 2 luglio ha ottenuto il via libera il disegno di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari (200 senatori invece di 315 e 400 deputati invece di 630).

Il disegno di legge approderà in Aula a palazzo Madama in questi giorni: dopo l'approvazione di Senato e Camera in prima lettura, dovrà incassare la maggioranza assoluta di senatori e deputati in seconda lettura. Il decreto sicurezza-bis deve essere convertito in legge entro il 14 agosto, ma il governo spinge per modifiche che appesantiscano le sanzioni contro le Ong. L’assestamento di bilancio ha il “vantaggio” di essere un disegno di legge e non richiedere una deadline prestabilita, ma le tensioni con Bruxelles fanno propendere per una via libera al prima possibile.

POLITICA MONETARIA

Fed e Bce, la settimana delle banche centrali

Il presidente della Federal reserve Jerome Powell (Ap)

Il presidente della Federal reserve Jerome Powell (Ap)

Il mese è iniziato con un tour de force per definire i vertici europei, inclusi quelli della Bce. Ora la parola passa alle Banche centrali, con una serie di appuntamenti nel mirino degli investitori internazionali. Sul fronte statunitense, quello della Federal reserve, si attendono il 10 luglio l’audizione del presidente Jerome Powell alla Camera e la pubblicazione dei verbali della riunione del Federal Open Market Committee di giugno, con un’ulteriore audizione di Powell al Senato l’11 luglio.

I minute dell’ultima riunione dovrebbero fornire qualche indicazione sull’orientamento della Fed per i prossimi mesi, confermando (o indebolendo) il consensus sull’attesa di tre tagli di tassi di interesse entro la fine dell’anno. Il momento è più delicato del solito: l’indirizzo della Fed dovrà tenere conto dei dati sul lavoro, visto che l’occupazione che è tornata a fornire segni di solidità al mercato.

Giovedì 11 luglio, sull’altra sponda dell’Atlantico, verranno pubblicati i verbali della riunione della Bce di giugno, preceduti il 9 luglio dal discorso del governatore della Banca di Italia Ignazio Visco a Francoforte. Quanto ai dati macro, vanno tenuti d’occhio la produzione industriale e la bilancia commerciale destagionalizzata della Germania l’8 luglio, la produzione industriale italiana e la bilancia commerciale del Regno Unito il 10 luglio, la produzione industriale dell’Eurozona e la trimestrale di Citigroup il 12 maggio.

DOPO LA NOMINA DEL CONSIGLIO

Von der Leyen in tour a Bruxelles

Ursula von der Leyen e David Sassoli (Reuters)

Ursula von der Leyen e David Sassoli (Reuters)

La ministra tedesca della Difesa Ursula von der Leyen è stata indicata dal Consiglio europeo come futura presidente della Commissione. Ora si tratta “solo” di ottenere il via libera del Parlamento europeonell’assemblea plenaria del 15-18 luglio. In caso di bocciatura, i leader europei dovranno pensare a un’alternativa in tempi rapidi. Von der Leyen inizierà in settimana una serie di colloqui istituzionali con i vari gruppi politici a Bruxelles, con l’obiettivo di strappare un voto favorevole in occasione del giudizio dell’Eurocamera.

PER APPROFONDIRE/Chi è von der Leyen?

La ministra ha bisogno di almeno 375 voti sui 751 totali dell’assemblea, ma la strada è tutt’altro che spianata. Il primo incontro sarà oggi con la famiglia dei Verdi, una delle forze che potrebbe dare filo da torcere alla - potenziale - numero uno della Commissione. Il gruppo ha già votato autonomamente rispetto all’asse Popolari-Socialisti-Liberalinel caso dell’elezione di David Sassoli a presidente dell’Eurocamera, e non sembra troppo a suo agio con il profilo conservatore di von der Leyen. L’ostacolo più grosso, però, arriva dai Socialisti&Democratici. La famiglia del centrosinistra ha ridimensionato la sua irritazione per il benservito a Frans Timmermans come capo della Commissione, ma resta diffidente sulla scelta del Consiglio. Ci sono meno di due settimane per convincerla del contrario.

ESTERI

Nel mondo: trattative Usa-Cina e risultati in Grecia

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (Reuters)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (Reuters)

Sullo scacchiere internazionale, l’agenda è più quieta rispetto agli standard delle ultime settimane. Ma neppure troppo. Dopo la tregua siglata al G20 di Osaka del 28-29 giugno, Stati Uniti e Cina ravviveranno i negoziati per frenare la guerra commerciale ingaggiata da Washington contro Pechino. In Europa, dopo l’infornata di novità degli scorsi giorni, i riflettori saranno puntati sull’esito delle elezioni in Grecia.

Sondaggi e investitori proiettano una vittoria abbastanza agile del partito di centrodestra Nuova Democrazia, dato per favorito rispetto alla spirale discendente di Syriza e Alexis Tsipras. Sarà interessante capire con che margine, e soprattutto se i numeri basteranno a formare una maggioranza senza passare per il sostegno di partiti esterni.

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