Pagine

sabato 13 luglio 2019

Von der Leyen, la prova del Parlamento Ue

Visualizza questa mail nel browser

Il Sole 24 Ore
Europa24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

14 luglio 2019

LA CORSA ALLA COMMISSIONE

Von der Leyen, la prova del Parlamento Ue

Ursula von   der Leyen, candidata del Consiglio alla presidenza della Commissione (Reuters)

Ursula von der Leyen, candidata del Consiglio alla presidenza della Commissione (Reuters)

Tanti no, qualche endorsement e diversi punti in sospeso. Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione indicata dal Consiglio europeo, dovrà passare il 16 luglio per il voto del Parlamento Ue alla plenaria di Strasburgo. Il giudizio è alle 18. Von der Leyen terrà il suo discorso alle 9 di mattina, cercando di convincere l’Eurocamera del suo programma per la legislatura 2019-2024.  L’approvazione dell’assemblea è decisiva per il suo insediamento alla guida del braccio esecutivo della Ue, con l’obiettivo di avviare i lavori della nuova legislatura in autunno. Von der Leyen ha bisogno di un minimo di 374 voti, l’equivalente della metà di 747 deputati (non erano 751? Sì, ma mancano all’appello i tre eurodeputati catalani esclusi dal Parlamento e il danese Jeppe Kofod, nominato ministro in patria e in attesa di sostituzione). In ogni caso, secondo quanto scrive il portale Politico.eu, qualsiasi risultato sotto i 400 seggi equivarrebbe a un insuccesso: von der Leyen potrebbe accedere alla carica, ma senza un margine ampio di legittimazione per la sua strategia politica nei prossimi cinque anni.

Quali sono i pronostici? In realtà è difficile farne, visto che i vari colloqui bilaterali fra von der Leyen e i partiti hanno creato più dubbi che convergenze. La panoramica è quello di un Parlamento (ancora) più spaccato di quello che ha eletto il suo presidente David Sassoli, approvato dall’Eurocamera con 345 voti: quasi 100 in meno rispetto ai 444 cumulati dai tre gruppi che dovrebbero sostenerlo, Popolari (182 seggi), Socialisti (154) e Liberali (108). L’aritmetica è tutta da definire. La ministra tedesca dovrebbe incassare il consenso più o meno omogeneo dei Popolari, anche se non si escludono voltafaccia fra le ali del gruppo deluse dall’esclusione di Manfred Weber come presidente della Commissione (e più in generale dello smantellamento del meccanismo degli spitzenkandidaten). I Socialisti sono divisi, ma un drappello significativo potrebbe osteggiare von der Leyen dopo il colpo di scena che ha visto il laburista olandese Frans Timmermans sfiorare la nomina, per poi essere tagliato fuori come lo stesso Weber; i liberali tentennano,e i loro 108 seggi sono solo il tassello rispetto alla soglia fatidica dei 374 seggi.

Sembrano inclini al no anche i Verdi (74 seggi), delusi dalla genericità degli annunci di von der Leyen sulle politiche di contrasto al cambiamento climatico e altri capisaldi ambientalisti in agenda. Pochi dubbi sull’opposizione della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (41 seggi) e Identità e democrazia (73 seggi), anche se il cartello nazionalista potrebbe dividersi al momento dello scrutinio. A Bruxelles si parla infatti di un asse fra le correnti di destra del Ppe (come Fidesz di Viktor Orbán), Conservatori e riformisti (von der Leyen piace ai nazionalisti di Diritto e Giustizia) e qualche outsider sia dai Liberali che dalla stessa Identità e democrazia (inclusi i 28 deputati della Lega). Una maggioranza semi-sovranista che assegnerebbe, però, una vittoria troppo fragile alla ministra tedesca e al suo quinquennio ai vertici dell’esecutivo comunitario. In caso di bocciatura, i leader europei saranno obbligati a trovare un nuovo accordo nell’arco di poche settimane, facendo slittare l’intera pratica tra settembre e l’autunno.

I FATTI DELLA SETTIMANA

Storie da Bruxelles (e non solo)

1) Brexit: in caso di referendum, i laburisti voteranno Remain

Jeremy Corbyn (Reuters)

Jeremy Corbyn (Reuters)

Meglio tardi che mai. Il segretario dei Laburisti, Jeremy Corbyn, ha chiarito la posizione del partito in caso di nuovo referendum sulla Brexit: il partito voterà Remain, approvando la permanenza del Regno Unito nel perimetro comunitario. Corbyn era sotto pressione da mesi perché il partito adottasse una linea chiara sul divorzio fra Londra e la Ue, sgombrando il campo dalle ambiguità euroscettiche del suo leader. Il nodo si è sciolto con una email inviata agli iscritti del Labour, dove Corbyn invoca di fatto una nuova consultazione: «Chiunque diventi il nuovo primo ministro - ha scritto - Dovrebbe avere la fiducia di far decidere alla gente con un voto pubblico sull'accordo o la mancanza di accordo». In questo caso, aggiunge, «voglio rendere chiaro che il Labour farà campagna contro il no-deal o un accordo dei Tory che non protegge l'economia e il lavoro». La presa di posizione è stata salutata, per lo più, come un ravvedimento tardivo. L’ultima proroga concessa dalla Ue permetterà al governo britannico di cercare l’approvazione della Camera dei Comuni entro il 31 ottobre. Le opzioni sono tre: un sì del Parlamento britannico all’accordo di divorzio, un’ulteriore proroga o il no-deal.

2)La Francia tassa i Big tech, Trump promette battaglia

Donald Trump (Reuters)

Donald Trump (Reuters)

La tregua fra Trump e il resto del mondo dura poco. Dopo l’accordo per il riavvio dei negoziati fra Stati Uniti e Cina, il presidente Usa apre un nuovo fronte di conflitto internazionale. In questo caso nel mirino ci sono l’Europa e, nel dettaglio, una tassa sul colossi del digitale approvata dalla Francia. L'amministrazione Trump ha avviato lo scorso 11 luglio una indagine formale contro il provvedimento di una «digital tax», approvata in via definitiva dal Senato il giorno stesso dopo il passaggio di qualche giorno prima all'Assemblea generale. La normativa impone una tassa pari al 3% dei ricavi alle società che monetizzano servizi digitali offerti ai consumatori francesi, quando i ricavi annui superano i 750 milioni di euro su scala globale e i 25 milioni di euro in Francia. L’idea del governo francese è di sviluppare un suo sistema impositivo in attesa di una Web tax europea, un meccanismo di tassazione ispirato agli stessi principi ma rimasto incagliato - per ora -nelle divergenze fra i vari stati membri.

3) Rapporti Lega-Russia, quell’audio che imbarazza Salvini

Matteo Salvini (al centro) e Gianluca Savoini (a destra, Ansa)

Matteo Salvini (al centro) e Gianluca Savoini (a destra, Ansa)

Bufera sui rapporti tra Lega e Russia. Un audio pubblicato dal portale statunitense BuzzFeed cattura una conversazione dove Gianluca Savoini, considerato lo «sherpa» della Lega al Cremlino, propone a degli interlocutori locali un accordo per incassare l’equivalente di 65 milioni di dollari da Mosca. Il caso è esploso prima con scandalo politico, costringendo Salvini a rinnegare una collaborazione durata 20 anni. La Procura di Milano ha aperto formalmente un indagine a carico di Savoini per corruzione internazionale e, ora, sta valutandol'avvio di una rogatoria per fare chiarezza sui flussi finanziari che si sarebbero dovuti registrare fra la Russia e il partito che esprime uno dei due vicepremier nel governo italiano.

RASSEGNA STAMPA

Cosa abbiamo letto in giro, varie ed eventuali

1) La guerra europea alle Ong

Una protesta contro la criminalizzazione delle Ong (Epa)

Una protesta contro la criminalizzazione delle Ong (Epa)

Uno tra i principali obiettivi del governo Lega-Cinque stelle sono le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. In una intervista a Politico, il comandante tedesco Dariush Beigui racconta gli ostacoli alle attività di salvataggio avanzati dal governo italiano e altri governi in Europa. Beigui è arrivato a rischiare diversi anni di carcere per il suo ruolo, ma non è un caso isolato in Europa.

2) Salvini, l’uomo più pericoloso d’Europa
«L’uomo più pericoloso d’Europa» e «Il Capitano fa rotta sugli scogli». L’ultima edizione del settimanale britannico The Economist dedica una doppia analisi al vicepremier Matteo Salvini, classificato come una delle principali minacce alla stabilità dell’Eurozona e della moneta unica. In un editoriale, la testata suggerisce alla Commissione europea di cercare un compromesso con il governo italiano, se non altro per scongiurare il rischio di una escalation dei populisti in Italia; in un ulteriore ritratto di Salvini, vengono evidenziate le contraddizioni della sua politica economica e l’ostilità strategica a Bruxelles e migranti.

3) Perché von der Leyen indebolirebbe il Parlamento
Lo abbiamo visto sopra: il Parlamento europeo dovrà approvare o respingere la candidatura di von der Leyen a presidente della Commissione nel suo voto del 16 luglio. Al di là dei vari giochi di incastri fra i vari gruppi politici, la sua elezione potrebbe rappresentare una sconfitta per l’Eurocamera e i suoi tentativi di affrancamento dall’influenza del Consiglio europeo. L’analisi, a firma di Alberto Alemanno, è uscita su Bloomberg.

VIDEO DELLA SETTIMANA

Muti emoziona Atene con l’inno alla gioia

CONCERTO AL TEATRO ERODE ATTICO

Riccardo Muti emoziona Atene: senza Grecia e Italia l'Europa non significa niente

I più letti

1.

Autostrade, dove sono i 9 nuovi Tutor attivati per l’esodo estivo

2.

Lotteria degli scontrini, come funziona: si parte con tre premi al mese e uno annuo

3.

Aria condizionata ormai superata, le nuove case hanno la ventilazione meccanica

4.

Perché Salvini tiene in piedi il Governo nonostante tutto

5.

Scattata la «foto impossibile» della correlazione quantistica

L'informazione sempre con te, dal lunedì alla domenica. Scopri l'offerta

Daily24 è la nuova newsletter che sostituisce 7:24 con tre diversi appuntamenti:

Morning24, dal martedì al sabato, a cura di Marco Alfieri
Europa24, tutte le domeniche, a cura di Alberto Magnani
Sette24, al lunedì, sarà l'agenda della settimana, a cura di Alberto Magnani

Disiscriviti  |  Newsletter  |  Contatti  |  Privacy Policy  |  Informativa sui Cookie

Facebook Twitter Google+ Instagram Feed RSS

Sei attualmente iscritto con: squarenotizie@GMAIL.COM

Il Sole 24 ORE rispetta la tua privacy.
Per esercitare i tuoi diritti scrivi a: privacy@info.ilsole24ore.com

© Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati

Nessun commento:

Posta un commento