| | | | | | | | | | | | – di Michele Pignatelli | | | | | LA SETTIMANA Groenlandia e dazi, Ue sulle montagne russe. Il Parlamento ferma l’intesa con il Mercosur | |  | | Il presidente americano Donald Trump al World Economic Forum di Davos. REUTERS/Denis Balibouse | | | | | | | Buongiorno e bentornati su Europa24 dopo l’ennesima settimana sulle montagne russe dei dazi. Palcoscenico della rappresentazione il World Economic Forum di Davos, attore protagonista - ça va sans dire - il presidente americano, Donald Trump, copione incentrato sulla Groenlandia. | | | Dopo l’annuncio di dazi del 1o% a partire da febbraio nei confronti di otto Paesi europei che avevano inviato truppe sull’isola artica (mostrando in maniera tangibile, seppur simbolica, la loro opposizione alle mire espansionistiche Usa), Trump ha insistito in un’escalation di minacce fino alla sua partenza per la Svizzera. La Ue ha stretto i ranghi per mettere a punto le possibili contromisure, con il Parlamento europeo che ha intanto messo in stand-by l’iter di approvazione di due regolamenti attuativi dell’accordo commerciale con gli Usa. Poi, con l’arrivo a Davos, il presidente americano ha in parte ammorbidito i toni - pur senza rinunciare a pesanti stoccate nei confronti dell’Europa - fino ad annunciare la rinuncia ai dazi, a seguito di un accordo sulla Groenlandia (ancora da decifrare nei dettagli) raggiunto con il segretario della Nato, Mark Rutte. La Ue, che nel frattempo aveva convocato un Consiglio straordinario, ne è uscita in un certo senso frastornata e per il momento ha fermato le contromisure ventilate. | | | Ai nostri lettori che intanto volessero saperne di più della corsa ai minerali critici groenlandesi, parte della contesa transatlantica, suggeriamo questo approfondimento. | | | Non meno altalenanti sono apparse questa settimana le sorti dell’accordo siglato sabato 17 gennaio tra Unione europea e Mercosur. Mercoledì il Parlamento europeo ha approvato per una manciata di voti una mozione che rinvia alla Corte di giustizia per un parere legale l’intesa con i Paesi sudamericani, riproponendo le divisioni tra gli Stati membri che già avevano caratterizzato l’iter di approvazione da parte del Consiglio. | | | La decisione del Parlamento ha implicazioni legali che potrebbero ritardare di due anni la ratifica, anche se sta emergendo la volontà da parte di Bruxelles di procedere con un’attuazione provvisoria dell’accordo. Restano, naturalmente, le ripercussioni negative in termini di credibilità della Ue. | | | Spostandosi nel Regno Unito, ha suscitato ancora vivaci polemiche l’annuncio del via libera, dopo una già complicata gestazione, alla nuova ambasciata cinese: una maxi-sede di oltre ventimila metri quadri, a pochi passi dal cuore finanziario di Londra. Una location che suscita prima di tutto dubbi su possibili attività di spionaggio, non fugati del tutto dalle rassicurazioni dell’intelligence britannica. | | | In chiusura parliamo di reti di telecomunicazioni, perché in settimana la vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, ha presentato il Digital Networks Act, una riforma che ha l’obiettivo di trasformare 27 mercati nazionali delle tlc in un vero mercato unico europeo delle reti. In poche parole, il tentativo dell’Europa di rifare le fondamenta digitali mentre la casa è ancora abitata. | | | | | IL GRAFICO DELLA SETTIMANA Europa tra i maggiori detentori di Tresury Usa (in mld $) | |  | | Fonte: Dipartimento del Tesoro Usa | | | | | | | | | | | | VISTO DA BRUXELLES Trump, la sovranità Ue e il paradosso dei partiti nazionalisti | | | di Beda Romano | | | Tralasciamo per un attimo le dichiarazioni preoccupantemente altalenanti del presidente Donald Trump, a cominciare dalle minacce poi ritirate di dazi commerciali contro alcuni Paesi membri. Le ambizioni americane sulla Groenlandia hanno creato per l’Europa i presupposti di una crisi che si sta rivelando molto diversa da quelle dell’ultimo decennio. La crisi finanziaria mise a soqquadro il sistema bancario della zona euro. La crisi migratoria mise a rischio la libera circolazione delle persone nell’Unione europea. La guerra russa in Ucraina sta mettendo in pericolo la sicurezza sul continente. Invece, il desiderio americano di annettere la Groenlandia è forse ancor più esistenziale. | | | Le mire americane hanno a che fare con la stessa integrità territoriale dell’Unione europea. A rischio è la piena sovranità nazionale di un Paese membro, la Danimarca. Il tema non è banale. In difesa della sovranità danese, i governi e i partiti più nazionalisti sono stati costretti a prendere le distanze dal presidente Trump, il loro beniamino. È successo in Italia con Fratelli d’Italia e in Francia con il Rassemblement National. In Spagna e Olanda, Vox e il PVV hanno optato per un significativo silenzio. Ironia del destino, il presidente americano ha costretto molti suoi alleati europei ad accorrere in difesa della sovranità nazionale di un Paese membro, e in ultima analisi della stessa sovranità europea. | | | | | IL VOTO IN EUROPA Ballottaggio tra socialisti e destra populista per la presidenza portoghese | |  | | Antonio Jose Seguro, vincitore del primo turno delle presidenziali portoghesi, ringrazia i sostenitori EPA/JOSE COELHO | | | | | | | Il primo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo ha visto la vittoria del socialista António José Seguro davanti al leader della destra populista di Chega, André Ventura, che sfiderà ora al ballottaggio l’8 febbraio. Per un’analisi del contesto economico e politico portoghese e delle prospettive del ballottaggio, vi proponiamo l’ascolto di questa puntata di Macro. | | | Per tutti gli aggiornamenti continuate a seguirci su Europa24, a cui potete iscrivervi a questo link. | | | |
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