Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è venerdì 16 febbraio.
L'economia tedesca si scrolla di dosso il segno meno ed esce dalla recessione: secondo i dati preliminari diffusi ieri dall'Ufficio di statistica Destatis, il 2025 si chiude con una crescita dello 0,2%. Stesso valore per l'ultimo trimestre dell'anno. Il Governo di Friedrich Merz può tirare un sospiro di sollievo e salvarsi dalle critiche che si sarebbero scatenate in caso di una nuova contrazione. Di motivi per entusiasmarsi, però, non ce ne sono.
L'amministrazione statunitense ha completato la prima vendita di petrolio venezuelano, dal valore di 500 milioni di dollari, nell'ambito della nuova strategia energetica avviata dopo l'arresto del presidente Nicolás Maduro. Lo hanno riferito fonti della Casa Bianca, precisando che ulteriori vendite sono attese nelle prossime settimane, mentre il presidente Donald Trump ha indicato un obiettivo complessivo di vendita tra 30 e 50 milioni di barili in collaborazione con aziende Usa.
Il dipartimento del Tesoro americano ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran per la repressione delle proteste. "Mentre il popolo iraniano scende coraggiosamente in piazza per rivendicare le libertà fondamentali e la sicurezza economica, il dipartimento del Tesoro sta adottando misure contro gli artefici della brutale repressione di manifestanti pacifici", si legge in una nota del segretario Scott Bessent che annuncia sanzioni contro "i principali leader iraniani".
Il Tar Lazio conferma le maximulte inflitte dall'Antitrust a due società che gestiscono piattaforme per la prenotazione online di ingressi a musei, per pratiche commerciali scorrette con riferimento ai servizi di biglietteria Parco Archeologico del Colosseo. Con due sentenze, quasi fotocopia, i giudici amministrativi hanno respinto i ricorsi proposti da Musement Spa (sanzionata con 1.500.000 euro) e Tiqets International BV (sanzionata con 4.300.000 euro).
Perquisizioni negli uffici del Garante per la Protezione dei dati personali: la Guardia di Finanza ha effettuato accertamenti nell'ambito di un'indagine della Procura di Roma che vede indagato il presidente dell'Autorità, Pasquale Stanzione. Risultano indagati anche altri componente del collegio: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Le ipotesi di reato contestate sono peculato e corruzione per l'esercizio della funzione e per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Stando all'accusa relativa al peculato, i magistrati ritengono che gli indagati «in concorso tra loro», «avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico, se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all'esercizio di mandato, per un importo complessivo da quantificare».
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