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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata.
Partiamo dagli Stati Uniti, dove Donald Trump è tornato ad attaccare il presidente della Federal reserve Jerome Powell dopo l'inchiesta nei suoi confronti per la ristrutturazione della sede della banca centrale americana. Il tycoon, contestando il budget delle opere ritenuto eccessivo, ha definito Powell «incompetente oppure corrotto». Dopo la notizia dell'indagine penale a carico del numero uno della Fed, è arrivata anche una dichiarazione congiunta dei principali banchieri centrali al mondo a sostegno di Powell: «Siamo in piena solidarietà con il Sistema della Federal Reserve e con il suo presidente Jerome H. Powell. L'indipendenza delle banche centrali è una pietra angolare della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica nell'interesse dei cittadini che serviamo».
Le vicende americane, con le attese sull'inflazione Usa al +2,7% e le tensioni tra la Casa Bianca e la Fed, hanno portato ieri a una chiusura contrastata per le Borse europee. Wall Street ha chiuso negativa. Per quanto riguarda le banche, il presidente Usa Donald Trump ha anche dichiarato qualche giorno fa che le società americane di carte di credito potranno essere soggette a un limite del 10% sul tasso di interesse applicabile ai clienti. Di riflesso, in Europa il Ftse Mib a Milano ha chiuso a -0,4%, in negativo come Parigi (-0,1%) e Londra (-0,1%), mentre sono lievemente positive le altre piazze, con Francoforte a +0,1%, Madrid a +0,06% e Amsterdam a +0,3%.
Tornando in Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di indizione del referendum sulla giustizia. Sul voto previsto per marzo però, infiamma la battaglia tra i comitati. Il comitato promotore della raccolta di firme popolari, infatti, ha depositato ricorso al Tar chiedendo una sospensiva della delibera con cui il Cdm ha fissato la data della consultazione al 22 e 23 marzo. Questa mossa ha irritato la maggioranza e ha spinto il comitato Sì Separa ad opporsi di fronte al Tar del Lazio. Dall'altra parte, i comitati per il no e le opposizioni hanno attaccato il governo, accusandolo di voler strozzare il dibattito per timore di una sconfitta.
L'intelligenza artificiale entrerà negli studi dei medici di famiglia. Il nuovo sistema "Mia", acronimo di "Medicina e intelligenza artificiale", sarà disponibile nei prossimi giorni per i primi 1500 medici di base. Sarà più di un assistente virtuale: un vero e proprio aiutante scientifico in grado di supportare il medico in molte delle sue mansioni quotidiane, dalle diagnosi alla decisione di un percorso di cura. Dopo l'ingresso dell'IA negli ospedali, dove sempre più apparecchiature di diagnostica la utilizzano per migliorare le proprie performance, l'idea è quella di far arrivare "Mia" a una platea molto più estesa di camici bianchi nel giro di due o tre anni.
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