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domenica 18 gennaio 2026

Sfida transatlantica sulla Groenlandia, firmato accordo Ue-Mercosur, riparte (piano) la Germania

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Il Sole 24 Ore
Europa24

di Michele Pignatelli

18 gennaio 2026

LA SETTIMANA

Sfida transatlantica sulla Groenlandia, firmato accordo Ue-Mercosur, riparte (piano) la Germania

Manifestanti in piazza a Copenhagen, a sostegno della Groenlandia contro le mire del presidente americano Donald Trump REUTERS/Tom Little

Buongiorno e bentornati su Europa24. Non si raffreddano - e non è un gioco di parole - le tensioni tra Europa e Stati Uniti sulla Groenlandia, con l’isola artica, territorio semi-autonomo danese, che rimane obiettivo dichiarato del presidente americano Donald Trump.

Martedì una conferenza stampa congiunta tenuta a Copenhagen dalla premier danese, Mette Frederiksen, e da quello groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha chiarito in maniera più esplicita che in passato la scelta di campo di Nuuk, al fianco di Copenhagen. Ma nell’incontro del giorno dopo alla Casa Bianca, i ministri degli Esteri danese e groenlandese si sono visti ribadire la posizione intransigente dell’amministrazione Usa dal vicepresidente, JD Vance, e dal segretario di Stato, Marco Rubio. L’Unione europea ha provato ancora a percorrere la strada diplomatica, quella cioè di una crisi da affrontare e risolvere in ambito Nato, ma alcuni Paesi, a cominciare dalla Francia, hanno deciso di inviare un contingente militare sull’isola, seppure simbolico. Tanto è bastato a Trump per annunciare dazi del 10% a partire da febbraio (e del 25% da giugno) nei confronti di questi Paesi.

La Russia, desiderosa di preservare i rapporti con l’amministrazione Trump, per ora rimane alla finestra, ma inizia a far sentire la sua voce (perlopiù prendendosela con l’Europa) su un dossier - quello per il controllo dell’Artico - che la riguarda da vicino.

Intanto, mentre ieri migliaia di persone sono scese in piazza nelle città danesi per protestare contro le mire di Trump, domani è in programma un nuovo incontro a Bruxelles con la partecipazione del segretario della Nato, Mark Rutte.

L’ennesima frattura nei rapporti transatlantici non fa che rafforzare una tendenza ben evidenziata da uno studio dello European Council on Foreign Relations che certifica, attraverso un sondaggio condotto in 21 Paesi, 15 dei quali europei, il progressivo distacco del Vecchio Continente dall’America di Trump, a cui fa da contraltare un riavvicinamento alla Cina.

Centrale, e fonte di ulteriori attriti tra Ue e Usa, rimane la guerra in Ucraina, con Trump apparso questa settimana ancora una volta più vicino al presidente russo, Vladimir Putin, che a quello ucraino, Volodymyr Zelensky, di nuovo additato come responsabile della pace mancata. Anche il dossier ucraino, come molti altri, si trasferirà la settimana prossima al Forum economico di Davos, dove potrebbe tenersi un nuovo faccia a faccia tra Trump e Zelensky. La Commissione europea, intanto, ha presentato in settimana il progetto di legge per finanziare con prestiti da 90 miliardi Kiev. Prestiti che, ha sottolineato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, saranno condizionati al rispetto dello Stato di diritto e alla lotta alla corruzione.

Ieri in Paraguay è arrivata la sospirata firma dell’accordo tra Ue e Mercosur, tassello importante per le prospettive commerciali dell’Europa oltre che segnale di reazione al protezionismo trumpiano. Il via libera dei Ventisette non è stato tuttavia unanime e anche il percorso di ratifica parlamentare è ancora disseminato di ostacoli, a cominciare dal voto su due mozioni, calendarizzato in plenaria a Strasburgo mercoledì prossimo, per chiedere un parere alla Corte di giustizia Ue sulla compatibilità dell’accordo con i Trattati dell’Unione.

Restando in ambito economico, i dati sul Pil tedesco del 2025 hanno ufficializzato l’uscita dalla recessione della Germania, seppure con uno stentato +0,2% che lascia irrisolte le sfide strutturali della maggiore economia dell’Eurozona.

La Francia invece, alle prese con una difficile approvazione del bilancio, guarda già alle prossime presidenziali: un passaggio significativo è stato questa settimana il via al processo di appello per Marine Le Pen, condannata in primo grado all’ineleggibilità per cinque anni per appropriazione indebita di fondi dell’Unione europea.

Il 1° gennaio la Bulgaria è entrata nell’Eurozona, 21esimo Paese Ue ad adottare la moneta unica. Vi proponiamo in chiusura il reportage realizzato da Radio24 a Sofia.

IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Ue-Mercosur, Italia decisiva nel voto del Consiglio

Fonte: Ispi

VISTO DA BRUXELLES

di Beda Romano

Sembra non passare settimana senza che gli Stati Uniti diano uno scossone alla cooperazione mondiale. Dopo la caduta del presidente Nicolás Maduro in Venezuela e l’uscita clamorosa da numerose organizzazioni internazionali, l’amministrazione Trump ha preso di mira la Groenlandia, prendendosela nei fatti con l’Alleanza atlantica e l’Unione europea. La sfida è senza precedenti per i Ventisette, chiamati a unire le forze e a rispondere a tono, pena la scomparsa del progetto europeo. Uno studio dello European Council on Foreign Relations ha rivelato tra le righe che la Ue gode di crescente rispetto in molti Paesi del mondo. Basterà per indurre Bruxelles a contrastare Washington e soprattutto a giocare un ruolo nel «nuovo ordine mondiale» in divenire, come lo definisce il primo ministro canadese Mark Carney?

Le stesse spinte a riprendere le fila del rapporto con Mosca nascondono in fondo la consapevolezza di non poter più contare sugli Stati Uniti. Per ora tuttavia la risposta europea sembra oscillare tra il desiderio di rispondere per le rime e la paura di stuzzicare l’alleato americano. Non mancheranno nei prossimi giorni i test per capire quale strada prenderà l’Unione. A Strasburgo mercoledì, il Parlamento europeo dovrà decidere se ricorrere davanti alla Corte europea di Giustizia per ottenere un giudizio di validità dell’accordo commerciale con il Mercosur. Un rinvio metterebbe in dubbio una storica intesa. Nel frattempo, sempre questa settimana si terrà l’annuale kermesse di Davos. A fine mese potrebbe essere firmato un nuovo accordo commerciale, questa volta con l’India. Infine, a metà febbraio si terrà l’annuale Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

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