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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è martedì 26 maggio.
Il centrodestra che conquista Reggio Calabria al primo turno ed è in netto vantaggio a Venezia fa tirare un sospiro di sollievo a Giorgia Meloni e ai suoi alleati. Il campo largo perennemente allo stato nascente di Elly Schlein e Giuseppe Conte assiste inerme al trionfo di Vincenzo De Luca a Salerno e di Mirello Crisafulli a Enna, che hanno corso senza neppure il simbolo del Pd, e torna guardingo. I risultati delle amministrative del 24 e 25 maggio, che hanno coinvolto oltre 700 Comuni e chiamato al voto 6,6 milioni di italiani, sembrano non risentire dell’effetto referendum. E per la sinistra la strada verso le elezioni politiche appare in salita: un libro tutto ancora da scrivere. Con la premier che ironizza: «E anche oggi il tanto annunciato crollo del centrodestra lo annunciamo domani».
Cinque paesi, tra cui la Francia e l’Italia, hanno suggerito all’Unione europea di rafforzare gli strumenti di protezione del mercato unico, in un contesto nel quale si moltiplicano le forme di coercizione economica e di protezionismo commerciale. La proposta è stata firmata anche dalla Spagna, dalla Lituania e dall’Olanda, un paese quest’ultimo tradizionalmente liberista. L’iniziativa giunge mentre si discute sempre più del rischio di deindustrializzazione del continente.
La Banca centrale europea ha convocato le banche del continente per un meeting, fissato per oggi, in cui alzerà la pressione sulla minaccia cyber ai loro sistemi It creata da Claude Mythos, il nuovo modello d’intelligenza artificiale di Anthropic giudicato così potente da poter “bucare” gli standard di protezione attualmente in uso. Nella riunione la Bce intende spingere le banche ad accelerare una soluzione, inclusa la necessità che le banche statunitensi con tecnologie più avanzate condividano informazioni con gli istituti europei.
«Piano irricevibile». Il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha sintetizzato così ai manager della multinazionale dell’elettrodomestico Electrolux la posizione del Governo sul loro piano che prevede 1.700 esuberi nel nostro Paese, invitandoli a ripresentarsi il 15 giugno, con un nuovo piano. Nell’incontro al Mimit, a cui hanno partecipato le istituzioni e le associazioni industriali, c’è stato un duro braccio di ferro tra la multinazionale svedese e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm).
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Buona lettura, Silvia Martelli |
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