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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è martedì 30 giugno.
La decisione della Corte Suprema «di mantenere in vigore l’ordinanza del tribunale di grado inferiore e di ribadire la necessità di un procedimento e di una motivazione reali riconosce che l’indipendenza della Federal Reserve è essenziale per l’adempimento dei mandati affidati dal Congresso». È il commento della governatrice del board della Fed, Lisa Cook, sulla decisione della Corte Suprema che le ha consentito di restare al suo posto, respingendo i tentativi di Donald Trump di licenziarla.
Dimissionario per essere audito. Èla mossa del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, nella commissione Covid con cui chiama in causa il leader di M5S Giuseppe Conte. «Dando seguito alla richiesta avanzata nella commissione d’inchiesta sul Covid di audirmi nell’ambito dei lavori della stessa, comunico di aver appena provveduto a presentare le mie dimissioni da componente della commissione stessa. Dimettendomi viene a cadere l’incompatibilità di cui altri si fanno scudo, per rispondere a tutte le domande che i commissari vorranno pormi sulle vicende a me note», ha fatto sapere Bignami.
British American Tobacco, BAT, spegne una parte consistente della propria struttura operativa. Il colosso del tabacco ha annunciato un piano che coinvolgerà 9mila posizioni a livello globale: 5.500 posti di lavoro saranno tagliati, mentre altri 3.500 ruoli verranno esternalizzati a partner terzi. Si tratta di circa un quinto dell’attuale forza lavoro del gruppo, pari a 47mila dipendenti.
La resa dei conti tra i soci di Delfin è attesa per oggi: l’assemblea degli azionisti sarà chiamata a votare bilancio, dividendi, nomina dei commissari e transfer notice di alcuni eredi. Il tutto appare solo una formalità: il botta e risposta a mezzo stampa tra gli azionisti della finanziaria non fa presagire nulla di buono, ma soprattutto appare difficile che la riunione in agenda sia risolutiva. Tanto più che, allo stato attuale, non esiste alcun progetto su cui si registri un consenso diffuso: il piano di ascesa al 37,5% di Delfin di Leonardo Maria Del Vecchio stenta a ripartire a causa della spaccatura del consiglio di amministrazione della holding e anche proposte alternative, come quelle rilanciate da Rocco Basilico su una scissione pro quota della finanziaria o sulla vendita degli asset finanziari, restano per ora solo progetti sulla carta perché presentati appena qualche ora fa.
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Buona lettura, Silvia Martelli |
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