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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è giovedì 11 giugno.
Dietrofront del governo sulla riforma dei medici di famiglia, che prevedeva l’inserimento dei medici di base nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. I tecnici del ministero della Salute hanno confermato alle Regioni che l’idea del decreto legge è definitivamente tramontata. Resta la convenzione con la medicina di famiglia, prossima al rinnovo, che potrebbe includere un impegno orario di almeno sei ore a settimana da spendere dentro le Case di comunità. Entro fine mese - stando al Pnrr - almeno 1038 di questi maxi ambulatori - attrezzati per visite, primi esami e prevenzione - devono essere operativi. Il rischio ora è che diverse strutture, soprattutto al Centro Sud dove si registrano i maggiori ritardi, si trasformino in scatole vuote senza personale medico e servizi.
Prende forma, invece, la riforma del ministro Crosetto nel settore della Difesa, per rispondere alle tensioni internazionali (e a eventuali minacce alla sicurezza) con tempi di reazione veloci. Per aumentare la capacità operativa dello strumento militare nazionale, l’Italia si gioca la carta della riserva operativa, così da disporre di un adeguato bacino di personale addestrato e prontamente impiegabile, in grado di supportare e integrare le Forze armate e il Corpo unico della Sanità militare anche in tempo di pace.
La chiamano “Generazione Sandwich”: sono uomini e donne nel pieno della vita lavorativa che assistono contemporaneamente figli minori, genitori anziani o altri familiari fragili, sostituendosi in parte ai servizi pubblici e si fanno carico del peso crescente della cura. A dirlo è l’ultima indagine Ipsos Doxa commissionata da Nuova Collaborazione (Associazione nazionale datori di lavoro domestico). Che fotografa una Penisola dove il 56% delle famiglie si sente sola sul fronte del welfare, e si trova costretta a ridurre o sospendere la carriera per rispondere alle esigenze di genitori e figli.
I cristiani non possono fare la guerra. Lo ha detto Papa Leone XIV durante la messa solenne alla Sagrada Familia - davanti ai reali di Spagna Felipe e Letizia, al presidente del governo Pedro Sanchez e a centinaia di fedeli - al culmine del suo secondo giorno in visita a Barcellona. «Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria», è il monito del pontefice.
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Buona lettura, Giulia Riva |
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