Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è mercoledì 29 luglio 2026.
La guerra in Iran ha cancellato in pochi mesi due anni di recupero del potere d’acquisto delle famiglie italiane. Da gennaio il divario tra prezzi e salari è tornato da 7 a 9,7 punti percentuali: dal 2021 i prezzi sono saliti del 22,7%, contro il +13% delle retribuzioni. L’inflazione, spinta soprattutto dall’energia, pesa ovviamente di più sulle famiglie con minori redditi, e anche le intenzioni di acquisto calano del 2,7%. Resistono i viaggi, ancora in crescita, insieme agli investimenti per l’efficienza energetica domestica.
Da oggi riaprono le domande per gli Ecobonus dedicati a furgoni a basse emissioni e conversioni a Gpl o metano. Le richieste, da presentare solo sul portale del Mimit gestito da Invitalia, riguardano acquisti e installazioni fino al 31 dicembre 2026. Sono disponibili 40 milioni di euro destinati alle Pmi per i veicoli commerciali delle categorie N1 e N2, oltre a 4 milioni per persone fisiche o giuridiche che vogliono trasformare in Gpl o metano un’autovettura M1, purché già in circolazione e almeno Euro 3.
I mari italiani si stanno riscaldando anche in profondità, con effetti sempre più evidenti sugli ecosistemi. Il rapporto “Mare Caldo” di Greenpeace, basato sui dati raccolti nel 2025 in 14 stazioni di monitoraggio, segnala ondate di calore marine, sbiancamento di coralli e gorgonie e diffusione di specie aliene. Le anomalie più gravi si sono viste in Sardegna, all’Asinara, con una temperatura superficiale di 3,5 °C sopra la media, durante un’ondata di calore durata 41 giorni.
Se da giovani si hanno difficoltà finanziarie, in vecchiaia aumenta il rischio di declino cognitivo e Alzheimer. Uno studio dell’University College di Londra, condotto su 2.759 persone, mostra che redditi bassi e problemi finanziari ricorrenti in età adulta sono collegati a peggiori risultati nei test cognitivi già a 53 anni e a maggior atrofia cerebrale tra i 69 e i 71 anni. L’associazione è più marcata negli uomini e potrebbe dipendere da stress cronico e infiammazione. Gli stessi autori dello studio sottolineano che in questo caso, come per molti temi legati alla salute, politiche efficaci per proteggere le prospettive economiche e combattere la povertà cronica può fare la differenza sul lungo termine.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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