Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 12 luglio, vediamo cosa tenere d’occhio!
Il quotidiano apre con una notizia proveniente dal mondo bancario. Gli istituti di credito italiani hanno compiuto infatti un profondo recupero negli ultimi dieci anni, passando dall’essere sottovalutati e appesantiti dai crediti deteriorati a protagonisti del mercato europeo. Oggi quattro delle prime cinque banche dell’Eurozona per capitalizzazione sono italiane o spagnole, con UniCredit e Intesa Sanpaolo tra i principali protagonisti. La capitalizzazione delle due maggiori banche italiane è passata da circa 56 a 235 miliardi di euro, mentre Mps, Bper e Banco Bpm hanno registrato una crescita ancora più marcata. Il rilancio è stato favorito dalla pulizia dei bilanci, dal rafforzamento patrimoniale e dall’aumento dei tassi d’interesse, che ha sostenuto utili e redditività. Nel 2025 il Roe delle banche italiane (cioè il rendimento del capitale proprio che misura quanto utile riesce a generare un’impresa utilizzando il capitale investito dagli azionisti) ha raggiunto i livelli più alti dal 2008, superando la media europea. Le valutazioni di Borsa si sono avvicinate a quelle degli istituti statunitensi, favorendo fusioni e acquisizioni. Negli ultimi anni sono così aumentate le operazioni di consolidamento, con UniCredit, Intesa, Mps, Bper e Banco Bpm protagoniste. Gli analisti ritengono che i fondamentali del settore restino solidi anche nel 2026, pur prevedendo un graduale calo della redditività. Restano però incognite legate al contesto economico, alla regolamentazione e alla qualità del credito.
Sempre restando in Italia, Leonardo è tra i principali beneficiari del rafforzamento della difesa europea e della Nato, dopo aver ottenuto con Accenture un contratto da 200 milioni di euro per le infrastrutture digitali dell’Alleanza atlantica. L’aumento della spesa per difesa e sicurezza fino al 5% del Pil entro il 2035 apre nuove opportunità per l’industria italiana. L’Unione europea punta a rafforzare la propria autonomia strategica attraverso il programma Safe da 150 miliardi di euro e il Fondo europeo per la difesa (Edf). Leonardo ha ottenuto oltre 64 milioni di euro di finanziamenti europei per progetti dedicati allo spazio, alle comunicazioni e all’interoperabilità militare. Il gruppo partecipa inoltre allo sviluppo del futuro sistema europeo di difesa ipersonica Hydis attraverso Mbda. Anche Fincantieri è coinvolta nel progetto della corvetta europea modulare, mentre Elt Group partecipa a numerosi programmi di ricerca nel settore della difesa. Restano in attesa le decisioni del Governo sull’utilizzo dei fondi Safe, che potrebbero sostenere nuovi programmi industriali. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha avvertito che, senza queste risorse, alcuni investimenti potrebbero slittare. Leonardo sottolinea comunque che i programmi già avviati sono finanziati e proseguono regolarmente.
L’Unione europea introdurrà il Passaporto digitale di prodotto (Dpp), uno strumento che permetterà di tracciare l’intero ciclo di vita dei beni venduti nel mercato europeo. Entro il 19 luglio dovrebbe diventare operativo il Registro europeo che raccoglierà le informazioni sui prodotti. Ogni bene dovrà essere dotato di un Qr Code o di un sistema equivalente per accedere ai dati su materiali, origine, impronta ambientale, riparabilità, riciclabilità e smaltimento. Il passaporto sarà aggiornato durante tutta la vita del prodotto, dalle riparazioni ai cambi di proprietà fino al riciclo. Consumatori, imprese e autorità potranno così verificare informazioni standardizzate e certificate. Anche le Dogane utilizzeranno il sistema per controllare autenticità e conformità dei prodotti importati. La responsabilità del Dpp ricadrà su produttori, importatori, distributori e altri operatori economici della filiera. L’assenza del passaporto digitale impedirà la commercializzazione del prodotto e potrà comportare sanzioni e ritiri dal mercato. L’obbligo entrerà in vigore gradualmente: dal 2026 interesserà ferro, acciaio e batterie, per poi estendersi nei successivi anni ad altri settori, tra cui tessile, mobili, giocattoli e dispositivi elettronici. Le imprese sono quindi chiamate a prepararsi fin da subito adeguando i sistemi informativi e raccogliendo i dati necessari lungo tutta la filiera.
Da oggi entra in vigore il decreto che disciplina per la prima volta le procedure di omologazione degli autovelox, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 luglio 2026. Il provvedimento colma un vuoto normativo che durava dal 1993, quando il Codice della strada prevedeva l’uso di apparecchi omologati senza definirne le modalità. Negli anni sono stati utilizzati dispositivi semplicemente approvati, fino all’intervento della Cassazione nel 2024 che ha distinto nettamente approvazione e omologazione, aprendo la strada all’annullamento di molte multe. Con il nuovo decreto non sarà più possibile chiedere l’approvazione dei nuovi autovelox, ma solo la loro omologazione. Circa 3.150 dispositivi già in funzione saranno considerati automaticamente omologati, mentre gli altri potranno essere regolarizzati presentando domanda o documentazione integrativa al Ministero. Il Ministero dovrà pronunciarsi sulle richieste entro 60 giorni. Restano però dubbi sulla legittimità della sanatoria automatica prevista per molti apparecchi, che potrebbe essere oggetto di nuovi ricorsi. Rimane inoltre aperta la questione della validità delle multe elevate prima dell’entrata in vigore del decreto. Su questo punto è probabile che siano ancora i tribunali a stabilire come applicare le nuove regole.
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