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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è mercoledì 15 luglio.
Ieri era atteso un Consiglio dei ministri con tre punti principali all’ordine del giorno. Due sono stati confermati, il terzo è slittato. La prima conferma è la nomina del nuovo presidente della Consob, l’autorità di controllo della Borsa, nella persona di Guido Stazi, economista, con esperienza all’Antitrust e alla stessa Consob. La seconda conferma riguarda un nuovo provvedimento sulla sicurezza. Slitta invece il testo legato alla concorrenza per problemi di consenso generale, soprattutto sul fronte della riforma della distribuzione dei carburanti.
Sui mercati, invece, da tempo alle prese con la consueta imprevedibilità della geopolitica Donald Trump regnante, l’attesa era tutta concentrata sul dato dell’inflazione americana e sui conti delle banche Made in Usa, ma fin dalla mattinata a far rumore era stato il risultato dell’export, in particolare automobilistico, Made in China.
Allora andiamo con ordine (temporale):
1. Cina, balzo dell’export a giugno: +27% su base annua
2. Usa, frenata dell’inflazione
3. Citigroup supera le attese nel secondo trimestre con utili a 5,8 miliardi
4. Goldman Sachs: utili trimestrali a 6,6 miliardi
5. Bank of America: +27% utile II trim a 9,1 mld $, sopra stime
6. JPMorgan Chase registra un utile trimestrale di 21,2 miliardi di dollari, +41% rispetto all’anno precedente
«Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi», ha scritto Donald Trump su Truth, poche ore dopo aver detto che gli Usa avrebbero chiuso lo Stretto di Hormuz e gestito il controllo dello stesso chiedendo una tassa del 20%, peraltro poche settimane dopo aver detto di volere uno Stretto di Hormuz libero per tutti, come dice il diritto internazionale. Ecco, appunto. «Tali investimenti saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro. Come tutti sanno, gli Stati Uniti vantano il più grande volume di investimenti in dollari della storia, ma questi nuovi accordi faranno crescere ulteriormente tale cifra», ha concluso ieri il tycoon presidente.
Ah, in Italia siamo (quasi) in campagna elettorale e visto che la maggioranza è andata sotto sull’emendamento di FdI sulle preferenze con il voto segreto, si parlerà ancora a lungo di legge elettorale.
Ecco altre notizie sul nostro sito:
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Buona lettura, Daniele Bellasio |
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