Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è martedì 14 luglio.
Un nuovo passo verso la tanto sospirata difesa comune europea: oltre nove Paesi, tra cui l’Italia, hanno creato una coalizione volta a sviluppare uno scudo anti-missili nel Vecchio Continente. Un’avanguardia di Stati che vede - oltre a Roma - Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca. Tutti schierati a sostegno dell’Ucraina di Volodymyr Zelensky.
“Davanti alla minaccia facciamo una scelta chiara: proteggere Kiev, rafforzare la nostra sicurezza collettiva e costruire l’Europa della difesa. E con il lancio della coalizione antibalistica rafforziamo le capacità di cui l’Europa ha bisogno”, ha scritto in un messaggio su X il presidente francese, Emmanuel Macron.
Doveva essere il titolo che avrebbe portato Wall Street su Marte. Per qualche settimana, in effetti, sembrava che la gravità fosse stata abolita: dopo l’IPO a 135 dollari, SpaceX era volata fino a oltre 225 dollari per azione, arrivando a sfiorare una capitalizzazione di mercato di circa 3.000 miliardi di dollari. Una valutazione da club delle più grandi Big Tech, costruita più sulle promesse del futuro che sui profitti del presente. Poi, però, il mercato ha fatto quello che sa fare meglio: smettere di sognare e ricominciare a fare i conti. Oggi il titolo oscilla intorno ai 138 dollari, praticamente con il fiato sul collo del prezzo di collocamento di 135 dollari. Dal massimo sono evaporati centinaia di miliardi di valore in Borsa. Non proprio un dettaglio.
L’Unione europea alza il livello dello scontro con Mosca anche sul fronte cibernetico. Bruxelles ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro nove individui e quattro entità ritenuti coinvolti in attività di spionaggio, sabotaggio e attacchi informatici attribuiti alla Russia, colpendo ufficiali dell’intelligence militare, cybercriminali, gruppi di hacktivisti e società private accusati di sostenere la strategia di destabilizzazione del Cremlino.
La Commissione europea ha confermato che intende presentare in autunno una proposta legislativa con cui regolamentare l’accesso dei più giovani a Internet, e in particolare alle reti sociali. Alla base dell’attesa proposta dell’esecutivo comunitario saranno le raccomandazioni presentate da un gruppo di esperti che suggeriscono in un rapporto un approccio graduale e armonizzato, a seconda dell’età e del contenuto.
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Buona lettura, Silvia Martelli |
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