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– di Michele Pignatelli |
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LA SETTIMANATra nuova presidenza Ue e vertice Nato il convitato di pietra è sempre l’Ucraina. Cresce il desiderio di Europa |
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Ankara si prepara al vertice Nato, in programma martedì e mercoledì REUTERS/Efekan Akyuz |
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Buongiorno e bentornati su Europa24. La settimana che ha preceduto il cruciale vertice della Nato di martedì e mercoledì ad Ankara ha rimesso drammaticamente al centro dell’agenda europea l’Ucraina, con la capitale Kiev bersaglio di uno dei maggiori attacchi russi nella notte tra mercoledì e giovedì. |
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A oltre quattro anni da una guerra che pensava di vincere con facilità, Mosca è in difficoltà di fronte alla resistenza di Kiev e alla sua capacità di rispondere colpendo in territorio russo, e reagisce come un leone ferito. L’Ucraina continua perciò ad avere bisogno del sostegno economico e militare degli alleati, come il presidente, Volodymyr Zelensky, non ha mancato di ripetere questa settimana, rinnovando in particolare agli Stati Uniti la richiesta di autorizzare la licenza per produrre missili Patriot. |
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Il vertice Nato sarà dunque un test della determinazione dell’Alleanza a restare al fianco di Kiev - i 70 miliardi all’anno previsti nella dichiarazione finale non segnalano in realtà grandi svolte - ma anche dell’”europeizzazione” della difesa convenzionale della Nato. |
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L’industria della difesa ucraina, il cui livello tecnologico è cresciuto enormemente negli anni di guerra, rappresenta peraltro anche un opportunità di sviluppo e partnership per quella europea, come potete leggere in questo approfondimento. |
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Il rapporto con l’Ucraina, in particolare le ambizioni di Kiev di accelerare il percorso di adesione, ha segnato anche la giornata inaugurale del semestre di presidenza irlandese della Ue, mercoledì al Castello di Dublino, e la conferenza stampa congiunta di venerdì del primo ministro e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. |
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Quanto all’agenda del semestre irlandese, dalla competitività alla sicurezza, potete leggere qui l’intervento del premier Micheàl Martin sul Sole 24 Ore. |
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Sul fronte economico-commerciale la settimana ha visto qualche segnale di riavvicinamento tra Unione europea e Cina, con l’incontro a Bruxelles tra il commissario al Commercio, Maros Šefčovič e il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao. Bruxelles ha l’obiettivo dichiarato di correggere gli attuali squilibri commerciali con Pechino (nel 2025 il disavanzo Ue è stato di 360 miliardi di euro) senza compromettere l’approvvigionamento di terre rare. Nell’incontro di lunedì è stata messa a punto una tabella di marcia con quattro aree tematiche su cui lavorare congiuntamente nei prossimi mesi, ma gli ostacoli non mancano e l’Unione europea è determinata comunque a difendersi e a ridurre lo vantaggio competitivo creato dalla concorrenza cinese: a questo mira il nuovo dazio di tre euro per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi terzi entrato in vigore il 1° luglio, con un impatto ancora tutto da misurare. |
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Merita una menzione in chiusura l’ultimo sondaggio Eurobarometro che evidenzia come cresca il desiderio di Europa, in un contesto economico e geopolitico di grande difficoltà e incertezza, che mette a dura prova l’architettura comunitaria. E l’Italia, per certi versi a sorpresa, supera addirittura la media Ue. |
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IL GRAFICO DELLA SETTIMANAFrenata a giugno per l’inflazione nell’Eurozona |
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Fonte: Eurostat |
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VISTO DA BRUXELLESI limiti e le incognite del disimpegno Usa in Europa |
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di Beda Romano |
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Il vertice della Nato, che si terrà ad Ankara la settimana entrante, è ritenuto tra i più importanti della storia, almeno recente. In varie circostanze, l’azionista principale dell’organizzazione militare ha avvertito i suoi partner di voler ridimensionare la sua presenza in Europa. Addirittura, il presidente Donald Trump ha preso le distanze anche dall’articolo 5 del Trattato di Washington, quello che presuppone la difesa collettiva - l’accordo sulla dichiarazione finale raggiunto venerdì 3 luglio appare più che altro un esercizio di stile. Gli europei stanno correndo ai ripari, con molti tira-e-molla. In una recente analisi, lo European Council on Foreign Relations suggerisce, oltre a nuovi e massicci investimenti in armamenti e a un rilancio della collaborazione industriale tra aziende europee, di approfittare delle strutture operative dell’alleanza atlantica. |
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Nelle sue memorie, l’ex segretario generale della Nato Manlio Brosio (1964-1971) ci fa capire che tensioni tra Washington e i suoi partner non sono nuove. Già allora si chiedeva: «Perché la Nato deve sopravvivere?». Oggi la situazione è certamente più grave. Tra le altre cose non c’è più il collante anticomunista. Al tempo stesso alcuni Paesi restano importanti agli occhi degli Stati Uniti. Nel rivelare che le basi militari in Italia sono state utilizzate nella guerra contro l’Iran, l’attuale segretario generale della Nato Mark Rutte ha messo in imbarazzo il governo Meloni, ma ha anche confermato la cruciale posizione del Paese nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Cosa ciò significhi sul reale disimpegno americano dall’Europa (e sull’effettiva disponibilità italiana ad assumersi responsabilità nella difesa europea) è ancora tutto da capire. |
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