Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 2 agosto 2026.
La benzina sfiora i 2 euro al litro e il gasolio torna sopra i 2,09 euro nonostante il taglio delle accise. Il Brent si è fermato a 87 dollari al barile, ma il prezzo medio della benzina è salito a 1,998 euro al litro, con i valori più alti a Bolzano (2,031 euro), in Valle d’Aosta (2,018) e in Friuli (2,017). Il diesel costa oggi 2,092 euro contro i 2,185 di lunedì, con un calo inferiore ai 10 centesimi nonostante lo sconto fiscale di 17 centesimi. Il Governo mantiene alta l’attenzione sui distributori e il 4 agosto valuterà eventuali interventi in Consiglio dei ministri.
I negozi fisici sono sempre più in crisi: nel 2026 le nuove aperture saranno quasi la metà di quelle del 2014. Confesercenti stima 23.934 nuove attività (-44,8% sul 2014 e -5,7% sul 2025) a fronte di 42.849 chiusure, con un saldo negativo di 18.915 imprese e quasi 1,8 cessazioni per ogni apertura. Le imprese attive sono scese da 733.703 a 702.938 in undici mesi. In questo contesto crescono i dipendenti (+12,1% tra 2019 e 2025), ma diminuiscono gli imprenditori (-135mila, -16,6%), anche per l’aumento dei costi e la concorrenza dell’e-commerce.
Il campeggio torna a crescere grazie ai prezzi più contenuti rispetto ad altre soluzioni di vacanza. Secondo Federconsumatori, le prenotazioni sono aumentate del 5,6%. Mentre hotel e appartamenti registrano rincari del 3,5%, i prezzi dei campeggi salgono in media del 2,6%. Una settimana in tenda per una famiglia di quattro persone oggi costa 1.621,55 euro (+2,8%), contro 2.663,21 euro in bungalow (+2,4%) e 2.467,44 euro per un’esperienza di glamping (+2,2%). Nell’estate 2026 andrà in vacanza il 44% degli italiani e oltre la metà sceglierà soggiorni brevi di 3-5 giorni.
La predisposizione per dolci e cibi grassi dipende anche dai geni e può aumentare il rischio di obesità e diabete. Uno studio presentato al congresso Nutrition 2026, basato sui dati della UK Biobank, mostra che chi possiede specifiche varianti genetiche consuma in media circa 7 grammi di zuccheri in più al giorno. I punteggi genetici più elevati associati alla preferenza per dolci e grassi sono collegati a un peso corporeo maggiore e a un rischio più alto di diabete di tipo 2. Una ricerca che può favorire strategie di prevenzione e percorsi nutrizionali più personalizzati.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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