Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è sabato 17 ottobre.
È appena trascorsa la Giornata mondiale dell’alimentazione, proprio mentre l’aumento vertiginoso dei prezzi dei prodotti freschi in Italia stia pesando sulle famiglie, e soprattutto sui più giovani. Secondo l’ultimo dato disponibile del 2024, in Italia sono circa 430mila, il 5,6% dei minori sotto i 16 anni, i bambini e i ragazzi costretti a rinunce su alimentazione o socialità. C’è chi non può permettersi ogni giorno frutta e verdura o un pasto proteico. Numeri in crescita, rispetto ai 419 mila minori in queste condizioni nel 2021, e che aumentano l’importanza prima di tutto di ridurre lo spreco alimentare. L’export italiano è in crescita: i dati Istat di agosto confermano un aumento complessivo delle esportazioni, guidate da un’impennata dell’oro esportato verso la Svizzera e da una forte crescita delle vendite negli Stati Uniti. Tuttavia, la crescita è sostenuta principalmente dai valori unitari (+4,5%), mentre i volumi restano stagnanti. Alcuni settori come tessile e alimentare mostrano segnali di difficoltà, mentre farmaceutica e soprattutto auto registrano i progressi più consistenti. Tuttavia, se il saldo commerciale rimane positivo, il deficit energetico si amplia, con un segno negativo per più di 5 miliardi di euro.
Solo il 4% delle microimprese ha avviato percorsi strutturati per la formazione sull’intelligenza artificiale. Secondo uno studio di MADE e Politecnico di Milano, la scarsa consapevolezza, la mancanza di tempo e budget sono le barriere più importanti. Il problema è che le piccole realtà sottovalutano l’impatto dell’Ai e dedicano poca attenzione allo sviluppo delle competenze necessarie, rischiando di perdere competitività nel processo di trasformazione digitale.
Forse ringiovanire le cellule e riportarle alla piena efficienza non è impossibile, almeno in laboratorio. Una ricerca coordinata dall’Università di Bonn ha dimostrato che cellule precursori del sangue di persone anziane possono essere riprogrammate in cellule staminali neurali con età molecolare giovanile. Questo ringiovanimento graduale, osservabile nel tempo, offre un modello unico per studiare i meccanismi dell’invecchiamento cerebrale e potenzialmente sviluppare nuove strategie contro l’Alzheimer. Ovviamente, questo studio è ancora in fase iniziale, e per risultati concreti in applicazioni cliniche rimangono molte sfide da superare.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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