|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
– di Michele Pignatelli |
|
|
|
|
LA SETTIMANAL’Europa al fianco di Kiev scaricata da Trump, Consiglio teso sull’energia, in Francia tornano i Gilet gialli |
|
 |
|
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, tra il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, venerdì a Bruxelles(AP Photo/Omar Havana) |
|
|
|
|
|
|
Buongiorno e bentornati su Europa24, in una settimana aperta e chiusa da sviluppi diplomatici e polemiche sulla guerra in Ucraina, che intanto continua senza esclusione di colpi. |
|
|
Dopo la sospensione del bando alle importazioni di diesel russo, annunciata lo scorso fine settimana, Trump ha rincarato la dose chiedendo a Volodymyr Zelensky di farsi da parte - una richiesta che tralascia il nodo del voto in tempo di guerra - e arricchendo di giorno in giorno la sua retorica rivolta contro il presidente ucraino. Senza contare le limitazioni, quantomeno temporanee, riscontrate nei servizi di Starlink, che forniscono un supporto ad oggi indispensabile alla resistenza militare ucraina. Ieri poi, il presidente americano ha sospeso importanti sanzioni e dazi sull’export a carico della Russia previsti dal Lindsey Graham Act. |
|
|
Comprensibile la soddisfazione del Cremlino, che guadagna tempo prezioso per la sua “operazione speciale” e scommette, per incrinare anche il fronte europeo, sull’ascesa delle destre estreme, come sottolinea in questa analisi Ugo Tramballi. |
|
|
La questione è naturalmente approdata sul tavolo dei leader comunitari, che all’Ucraina hanno dedicato la seconda giornata del Consiglio europeo, con la partecipazione di Zelensky stesso. Il presidente ucraino ha ribadito ai 27 la richiesta di sostegno militare ed economico, esplicitata in un fabbisogno di ulteriori 70 miliardi per il 2027. Alla Commissione europea il compito di studiare come farvi fronte; tra le opzioni, rimane il controverso utilizzo degli asset russi congelati. |
|
|
Se il sostegno all’Ucraina non ha visto sostanziali contrasti tra i 27, temi centrali e divisivi del summit sono stati tuttavia altri: il prossimo bilancio comunitario, con le consuete divisioni tra Frugali e Amici della coesione che anche l’ultima proposta della presidenza irlandese non sembra in grado di appianare - e, soprattutto, l’energia, in particolare il capitolo dedicato alle emissioni e al sistema Ets. Per un bilancio del summit, in particolare su questi temi, vi proponiamo il resoconto del nostro corrispondente. |
|
|
Mentre l’Europa dibatte tra spinte contrastanti la difesa del percorso di decarbonizzazione intrapreso e le istanze di allentamento dei vincoli presentate da una parte del mondo produttivo, il Fondo monetario internazionale, nell’outlook dedicato al Vecchio Continente, le ricorda il prezzo della dipendenza dai combustibili fossili e l’importanza delle rinnovabili per attenuare lo shock energetico. |
|
|
Decisivo per l’Europa rimane naturalmente recuperare ritmi di crescita più sostenuti, indispensabili per abbattere un debito pubblico che rischia di imboccare altrimenti una traiettoria insostenibile, come potete leggere nell’intervista al Sole 24 Ore del direttore per l’Europa del Fondo, Mateusz Szczurek. |
|
|
Tra i fatti significativi della settimana merita di essere menzionato l’accordo siglato tra Francia e Germania sul futuro dell’automotive e sui criteri del nuovo Made in Europe. Berlino ottiene più flessibilità sugli obblighi di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto (resta cioè l’obiettivo del 90% entro il 2035, senza però l’obbligo di compensare il restante 10% con misure quali l’uso di acciaio a basse emissioni e di carburanti alternativi), Parigi riceve il via libera per dare una corsia preferenziale alle imprese europee. |
|
|
E a proposito di Francia, sono continuate in settimana le proteste nei licei francesi, confluite poi ieri in una grande e tesa giornata di protesta nazionale contro il carovita in cui sono riapparsi i Gilet gialli. |
|
|
|
|
IL GRAFICO DELLA SETTIMANALa corsa del gas |
|
 |
|
Fonte: elaborazioni Ispi su dati investing.com |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
VISTO DA BRUXELLESL’ombra delle campagne elettorali sui vertici europei |
|
|
di Beda Romano |
|
|
Il vertice europeo della settimana appena terminata ha messo in luce un aspetto che rischia di moltiplicarsi nei prossimi mesi: l’influenza delle campagne elettorali nazionali nei lavori comunitari. Non è una novità assoluta, ma in un contesto politico ed economico terribilmente incerto merita una riflessione. Il governo Meloni è giunto a Bruxelles per dare battaglia su due fronti: l’energia e l’immigrazione. Due nodi sensibili che potrebbero in ultima analisi decidere l’esito delle prossime elezioni italiane. Tralasciamo per un attimo il risultato delle trattative bruxellesi, nel migliore dei casi interlocutorio per l’Italia. Su entrambi i fronti le discussioni si sono rivelate lunghe e animate. D’altro canto, il momento è delicatissimo. |
|
|
Il futuro dell’Ucraina è in bilico, l’economia tentenna, in alcuni paesi si moltiplicano le tensioni sociali sulla scia di uno shock energetico di notevoli proporzioni. Ovunque si rafforzano i partiti più radicali ed estremisti. Gli interessi di parte prendono il sopravvento, anche al Consiglio europeo. Fa parte del gioco, per certi aspetti. Ciò detto, è anche lecito chiedersi quanto molte di queste battaglie politiche siano legittime, e non pretestuose. Peraltro, il rischio è che nei prossimi vertici europei (ne sono previsti quattro da qui a febbraio) queste stesse battaglie elettorali si moltiplichino. Nel 2027, si vota, oltre che in Italia, anche in Francia, in Polonia, in Finlandia. Il pericolo è che l’Europa soffra prima ancora che arrivino al potere i movimenti più euroscettici. |
|
|
|
|
IL VOTO IN EUROPASerbia alle urne domenica, sfida finale degli studenti a Vucic |
|
 |
|
Il presidente serbo Aleksandar Vucis durante un raduno pre elettorale a Novi Sad REUTERS/Marko Djurica TPX IMAGES OF THE DAY |
|
|
|
|
|
|
È già partito il conto alla rovescia per le elezioni politiche di domenica in Serbia. Sono infatti iniziate le marce pacifiche organizzate dal movimento studentesco che confluiranno poi in settimana a Belgrado per una grande manifestazione: la sfida al presidente Aleksandar Vucic ha poche chance di vittoria, ma per la prima volta in 14 anni, un’opposizione al regime si sta facendo sentire. |
|
|
Va alle urne domenica anche la Bulgaria, per eleggere il capo dello Stato. Favorita l’attuale presidente Yliana Yotova, appoggiata dal neocostituito partito Bulgaria progressista del premier Rumen Radev. |
|
|
Per tutti gli aggiornamenti, continuate a seguirci su Europa24, a cui è possibile iscriversi collegandosi a questo link. |
|
|
|
Nessun commento:
Posta un commento