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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizia principali per cominciare la giornata. Oggi è mercoledì 7 ottobre.
Dall’attacco del 7 ottobre 2023 in cui Hamas uccise 1.300 israeliani e ne rapì 250 sono passati tre anni. La guerra che ne è seguita ha provocato, per le autorità della Striscia, oltre 74.000 vittime palestinesi. La situazione in Medio Oriente non accenna a raffreddarsi: il ministro della Difesa israeliano Katz ha detto che l’esercito israeliano si prepara per una possibile guerra contro l’Autorità palestinese. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, ha descritto la situazione come «un dramma gravissimo» che ha segnato «uno spartiacque nella vita di Israele, ma anche nella nazione e tra i palestinesi» per cui «il futuro sicuramente è tutto da ricostruire in questo momento». Qui puoi ripercorrere i momenti chiave di questo conflitto, in 30 date o poco più.
In Europa Giorgia Meloni - mentre attende la risposta di Ursula von der Leyen alla lettera con cui ha chiesto ulteriore flessibilità legata all’inflazione - cerca alleati sul dossier del costo dell’energia e della riforma dell’Ets in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. Lo ha fatto ieri - copresiedendo con il tedesco Friedrich Merz e il belga Bart De Wever il gruppo di lavoro informale sulla competitività - e lo farà oggi al vertice dei Med9, il gruppo dei nove Paesi Ue del Mediterraneo a cui parteciperà la stessa presidente della Commissione Ue.
Intanto in Parlamento a tenere banco è la legge elettorale 2027, che si prevede sarà approvata domani alla Camera con voto finale a scrutinio segreto: in caso di bocciatura nel segreto dell’urna, la premier ha avvertito che si andrà a elezioni anticipate. La principale novità nel sistema - soprannominato Stabilicum o Melonellum - consiste nella cancellazione dei collegi uninominali previsti dal Rosatellum e dall’introduzione di un sistema a base proporzionale con soglia di sbarramento al 3% e premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% dei voti.
E gli italiani sono preoccupati per la salute di Yannik Sinner, costretto a chiudere definitivamente la stagione 2026 con mesi d’anticipo per i problemi al ginocchio. Uno stop che al campione altoatesino può costare il numero 1 al mondo nel ranking Atp, ma anche - tra trofei mancati e tagli agli sponsor per ridotta visibilità - fino a 15 milioni di euro.
Ecco altre notizie sul nostro sito:
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Buona lettura, Giulia Riva |
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