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giovedì 19 febbraio 2026

Iperammortamento, il governo accelera sul decreto fiscale

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20 febbraio 2026
Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è venerdì 20 febbraio, e la prima pagina del Sole 24 Ore che trovate in edicola (qui potete sfogliare l'edizione digitale) titola sulle ultime novita dal fronte ipeammortamento, segnalando una ragione in più per scegliere il concordato preventivo 2026-2027. Con il decreto fiscale il Mef punta ad allineare le regole dell'accordo biennale con l'iperammortamento e a superare lo stallo attuale. Oggi, infatti, la nuova agevolazione non impatta sul reddito concordato e così chi effettua investimenti in beni agevolabili perde la deduzione spettante. Il governo è poi al lavoro anche per l'eliminazione della clausola made in Ue che lega l'agevolazione alla provenienza dei beni. Ma qui c'è da sciogliere anche il nodo delle coperture.

Un mercato dinamico, dove crescono le compravendite ma anche il divario sociale che rende, per ampie fasce della popolazione, più precario l'accesso alla casa. A fotografare lo stato dell'arte è il 18° Rapporto sull'Abitare 2025, realizzato da Nomisma, che analizza l'evoluzione del mercato residenziale e i cambiamenti in atto nei comportamenti e nei bisogni abitativi. Sul fronte del mercato, il preconsuntivo Nomisma per l'anno 2025 stima un numero di compravendite pari a circa 770mila transazioni, nettamente superiore ai volumi pre-pandemia.
Le previsioni indicano una sostanziale stabilità nel triennio 2026-2028, con volumi che resteranno elevati seppur con ritmi di crescita più contenuti rispetto a quelli dell'anno da poco concluso. Al contempo, è forte il rimbalzo delle erogazioni di nuovi mutui nel 2025, dopo il brusco calo registrato nel 2023.

Vìola il principio di paritàtra i coniugi l'indicazione, nelle liste elettorali, del cognome del marito per la donna sposata o vedova. La Corte di Cassazione ha così accolto il ricorso di una signora che chiedeva di cancellare il cognome del marito dalle liste elettorali per evitare una disparità di trattamento tra l'uomo e la donna.
La Suprema corte ricorda che la richiesta della ricorrente, respinta sia in primo grado sia in appello, è in linea con l'orientamento espresso in più occasioni dal Consiglio d'Europa il quale, già con la risoluzione 37/1978 e, in seguito, con le raccomandazioni 1271/1995 e 1362/1998, ha ritenuto lesivo del principio di eguaglianza "il permanere di previsioni normative che introducano differenze di trattamento tra donne e uomini in relazione alla scelta del cognome di famiglia".

Le tensioni geopolitiche tornano ad agitare i mercati, con l'Europa che ha abbandonato i massimi della vigilia e ieri ha archiviato una seduta all'insegna delle vendite.
Il Ftse Mib chiude con la maglia nera del Vecchio Continente, in calo dell'1,22%, mentre anche gli indici azionari americani si sono mossi in ribasso e il prezzo del petrolio è salito attorno ai massimi da agosto. Non sono bastati i toni più concilianti del presidente Trump, che ha parlato di colloqui «positivi» con l'Iran, per risollevare i listini o per frenare le quotazioni del greggio, con il Brent sopra i 71 dollari (+1,8%) e il Wti a 66,5 dollari (+2%). Si fa strada così l'ipotesi che un'ulteriore propagazione dei prezzi del barile possa portare le banche centrali a ritardare i tagli ai tassi d'interesse quest'anno o a ridurne l'entità. Il mercato resta in attesa della pubblicazione (il 20 febbraio) dei dati chiave negli Usa sul Pil e sull'indice dei prezzi Pce. A questo quadro, si aggiunge la stagione delle trimestrali.

In futuro,
basterà conservare solo lo scontrino fiscale per tutte quelle spese che richiedono la prova "parlante" del pagamento elettronico per aver diritto alle detrazioni nel 730. Si tratta di uno degli effetti della modifica contenuta nel decreto Pnrr che cancella l'obbligo di conservare le ricevute dei Pos. Il decreto Pnrr prevede espressamente che le comunicazioni inviate ai clienti e la documentazione fornita, anche in formato digitale, dalle banche e dagli intermediari finanziari possono essere utilizzate, in luogo delle ricevute cartacee emesse dai terminali abilitati al pagamento con carta di credito, debito e prepagata, o altra modalità digitale. Il tutto a condizione che le stesse contengano le informazioni relative alle singole operazioni poste in essere e che siano di fatto conservate garantendone la piena consultabilità (il riferimento è al richiamo all'articolo 2220 del Codice civile). Quindi, sostanzialmente anche gli estratti conto in formato digitale possono essere pienamente impiegati per supportare l'avvenuto pagamento digitale delle spese nel caso in cui l'agevolazione fiscale collegata sia vincolata alla tracciabilità.

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