| | | | | | | | | | | | – di Michele Pignatelli | | | | | LA SETTIMANA Macron rilancia il debito comune, Merz l’ombrello nucleare. A marzo roadmap Ue sul mercato unico | |  | | Da sinistra a destra, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friederich Merz e il premier britannico Keir Starmer alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco REUTERS | | | | | | | Buongiorno e bentornati su Europa24. Per l’Unione europea e i suoi leader è stata una settimana di confronti e annunci, riflessioni e buoni propositi, culminati nel Consiglio informale di Alden Biesen, nelle Fiandre, e poi nella Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Tema centrale: il rilancio della competitività dell’Europa, schiacciata tra Cina e Stati Uniti, l’ex alleato guardato con sempre più sospetto in Europa, come confermato anche dall’ultimo studio dello European Council on Foreign Relations. | | | Ad aprire il confronto e improntare in un certo senso il dibattito un’intervista rilasciata dal presidente francese, Emmanuel Macron, ad alcuni quotidiani europei tra cui Il Sole 24 Ore. Tanti i temi toccati nel manifesto macroniano per il risveglio europeo, su tutti la necessità di ricorrere al debito in comune, soprattutto per finanziare difesa e tecnologia, e l’accento posto sulla cosiddetta preferenza europea e il Buy European. | | | Temi in buona parte fatti propri anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta mercoledì ad Anversa allo European Industry Summit, l’incontro annuale di alto livello tra leader industriali europei; e naturalmente centrali anche nel Consiglio informale di giovedì ad Alden Bielsen, dove i capi di Stato e di governo dei ventisette Stati membri - spronati anche dalle parole degli ex premier italiani Mario Draghi ed Enrico Letta - hanno promesso un’accelerazione nel completamento del mercato unico, imperniata su semplificazione normativa, unione dei mercati di capitale, consolidamento nel mercato delle telecomunicazioni, riduzione dei prezzi dell’energia e protezione dei settori più strategici. | | | Particolarmente sentita e chiesta a gran voce da leader industriali e politici è l’esigenza di semplificazione, su cui però la Commissione chiede anche il contributo e l’impegno degli Stati, come potete leggere in questo intervento di Valdis Dombrovskis, commissario per l’Economia e la produttività e per l’Attuazione e la semplificazione. | | | Nei giorni che hanno preceduto il vertice sia la stampa italiana che quella tedesca hanno insistito sull’avvicinamento tra Italia e Germania, letto a volte in chiave antifrancese se non addirittura come un’alternativa al tradizionale motore franco-tedesco. Un’utile analisi di ragioni e limiti di questo riavvicinamento nel blog Dal fronte di Bruxelles. | | | Va notato peraltro che l’altro evento di spicco della settimana, la Conferenza per la sicurezza di Monaco, ha mostrato casomai una rinvigorita sintonia tra Berlino e Parigi, a cominciare dall’ipotesi di un ombrello nucleare paneuropeo, rilanciata dal cancelliere Friederich Merz all’apertura della conferenza. | | | Quanto alle tormentate relazioni transatlantiche, la platea di Monaco non ha vissuto il bis dello shock del 2025, quando il discorso sprezzante nei confronti dell’Europa del vicepresidente americano, JD Vance, segnò la prima, tangibile presa di coscienza della frattura con Washington; il segretario di Stato, Marco Rubio, ha anzi per certi versi tentato di gettare ponti. Non è passata però inosservata la sua mancata partecipazione, venerdì, a un incontro con i partner europei sull’Ucraina. | | | A proposito di Ucraina, aspettando la prossima tornata di negoziati a tre il 17 e il 18 febbraio, indiscrezioni di stampa hanno alimentato in settimana l’ipotesi che il prossimo 24 febbraio il presidente, Voldymyr Zelensky, annunci elezioni entro giugno. Si tratta, a dire il vero, di un’ipotesi ancora remota, come vi spieghiamo in questo approfondimento. | | | Chiudiamo parlando di intelligenza artificiale, un tema sempre più al centro del dibattito pubblico. Vi proponiamo qui un confronto tra le diverse esperienze scolastiche di utilizzo in Europa, realizzato nell’ambito del progetto di giornalismo collaborativo Pulse. | | | | | IL GRAFICO DELLA SETTIMANA I diversi costi dell’energia nella Ue | |  | | Fonte: Fraunhofer | | | | | | | | | | | | VISTO DA BRUXELLES Se l’euro diventa una risorsa politica | | | di Beda Romano | | | Valuteremo meglio a breve, forse già in marzo, gli impegni che nei giorni scorsi i Ventisette hanno preso nel completare il mercato unico: da «single market», il mercato europeo deve diventare «one market», come ha detto giovedì scorso il presidente del Consiglio europeo António Costa. Intanto gli scombussolamenti mondiali esortano a rafforzare l’euro, e il suo ruolo internazionale. Secondo l’ultimo rapporto della Banca centrale europea, del giugno scorso, la parte della moneta unica nelle riserve valutarie è stabile al 20%; il dollaro è a poco meno del 60% del totale. Per anni su questo fronte l’establishment comunitario si è voluto più osservatore neutrale che parte attiva. Oggi l’atteggiamento sta cambiando. I ministri delle Finanze ne parleranno questa settimana. | | | Agli occhi della politica europea, la moneta unica non è più solo uno strumento economico, è anche una risorsa politica. Può consentire di imporre le proprie scelte commerciali, diventare più indipendenti nei sistemi di pagamento, attirare nuovi investimenti, e diversificare le attività economiche. In un momento in cui molti investitori internazionali si interrogano sul futuro del dollaro americano, il periodo storico potrebbe rivelarsi propizio per la moneta europea, fino a farla diventare potenzialmente un nuovo porto sicuro. In questo contesto, nuovo debito europeo assumerebbe - anche agli occhi della Germania – un nuovo significato, oltre a offrire agli investitori mercati più liquidi, e ai Paesi membri costi di rifinanziamento meno elevati. | | | | | IL VOTO IN EUROPA Seguro nuovo presidente del Portogallo | |  | | António José Seguro festeggia la vittoria alle presidenziali a Lisbona (AP Photo/Ana Brigida) | | | | | | | Il socialista António José Seguro è il nuovo presidente portoghese, dopo aver superato ampiamente il leader del partito sovranista Chega, André Ventura, al ballottaggio di domenica scorsa. Decisivo il voto dei conservatori. | | | Entra nel vivo intanto, in un clima che si preannuncia infuocato, la campagna elettorale per il voto del 12 aprile in Ungheria. In settimana il premier Viktor Orbán, che ha ricevuto l’endorsement di Donald Trump, attende il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. | | | Per tutti gli aggiornamenti continuate a seguirci su Europa24, a cui potete iscrivervi a questo link. | | | |
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