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domenica 8 febbraio 2026

Ue alla ricerca della competitività perduta, bufera Epstein su Starmer, stretta sui social

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Il Sole 24 Ore
Europa24

di Michele Pignatelli

08 febbraio 2026

LA SETTIMANA

Ue alla ricerca della competitività perduta, bufera Epstein su Starmer, stretta sui social

Il presidente francese, Emmanuel Macron, riceve la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’Eliseo EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Buongiorno e bentornati su Europa24. Temi economici in primo piano in una settimana che guarda già al vertice Ue del 12 febbraio nel Castello di Alden Biesen, nelle Fiandre. Sarà un Consiglio informale, ma i temi affrontati - su tutti il rilancio della competitività europea - lo rendono significativo per l’Europa di fronte alle sfide attuali. Ne ha parlato, in un’intervista al Sole 24 Ore e ad altri quotidiani europei, l’ex premier Enrico Letta, autore di un rapporto sul futuro del mercato unico che è un tassello centrale del puzzle competitività. Non a caso lo stesso Letta, insieme all’ex presidente della Bce Mario Draghi, prenderà parte al summit.

Al vertice della prossima settimana guarda con attenzione anche la Banca centrale europea, che ha lasciato giovedì invariati i tassi di interesse e ha preparato, in vista del summit, una lista di riforme da trasmettere ai leader, giudicate importanti per competere a livello globale. Una perdita di competitività, soprattutto sui mercati extra-Ue, è del resto quella che lamenta un terzo delle imprese tedesche, secondo l’ultimo sondaggio dell’istituto Ifo.

A proposito di mercati esteri, Bruxelles mantiene l’approccio dinamico in ambito commerciale suggerito dal contesto internazionale. In settimana il Parlamento europeo ha riavviato l’iter di ratifica dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, congelato all’apice (almeno finora) della crisi groenlandese, anche se non ha per ora calendarizzato il voto in commissione sui due regolamenti attuativi, a dimostrazione della cautella della Ue. Nel quadro di una prudente diversificazione dei partner si inquadra peraltro l’accelerazione nei negoziati per un accordo di libero scambio con l’Australia: in settimana il ministro del Commercio australiano, Don Farrell, incontrerà a Bruxelles il commissario Maroš Šefčovič.

Entrano intanto nel vivo i negoziati sul prossimo bilancio Ue, il quadro finanziario pluriennale 2028-2034. I nodi da sciogliere sono numerosi, a cominciare dalle nuove risorse proprie per finanziare, tra l’altro, il rimborso del debito pandemico, ma sta emergendo - proprio di fronte a tensioni e incertezze internazionali - l’ipotesi finora molto controversa di un aumento del budget. Decisiva, nel contesto delle trattative sul budget, sarà la capacità decisionale della Francia, che potrebbe risentire della fragilità del Paese alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2027, come potete leggere in questo approfondimento Dal fronte di Bruxelles.

Sul fronte politico, sono ripresi questa settimana ad Abu Dhabi i colloqui tra Russia e Ucraina con la mediazione americana, ma i bombardamenti continuano incessanti e ancora non si vedono sviluppi concreti verso un cessate il fuoco. È intanto scaduto alla mezzanotte del 4 febbraio il New Start, l’ultima versione delle intese tra Stati Uniti e Unione Sovietica, poi Russia, sulla riduzione dei rispettivi arsenali di armamenti nucleari strategici. Mosca e Washington, almeno a parole, sembrano intenzionate a non lasciar cadere del tutto gli impegni se non a negoziare un nuovo trattato ma, in un mondo di conflitti che si moltiplicano, il vuoto che si viene a creare non è una buona notizia, come potete leggere in questa analisi.

Continuano a suscitare scandalo, ma anche ad avere conseguenze politiche, i file Epstein, l’ingente mole di documenti resi pubblici che testimoniano i legami del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 con leader politici, nobili e figure di spicco del mondo economico in tutto il mondo. Le ricadute più gravi in Europa rischiano di essere quelle che stanno investendo il premier britannico, Keir Starmer, sotto accusa per aver nominato Peter Mandelson, ex ministro e veterano del partito laburista, ambasciatore a Washington a fine 2024, quando i legami di amiciza dell’ex ministro con Epstein erano già noti. Starmer in settimana si è scusato davanti al Parlamento, ma la sua posizione rimane difficile.

Tempi duri, infine, per le piattaforme social in Europa. La Commissione europea ha notificato a TikTok le conclusioni preliminari di un’indagine che mette nel mirino il design dell’app perché crea dipendenza, soprattutto nei minori. Il social network che fa capo alla cinese Bytedance rischia ora una multa fino al 6% del fatturato annuo. Il tutto mentre si moltiplicano i Paesi decisi ad attuare misure restrittive sull’uso dei social da parte dei più giovani: l’ultima è la Spagna, con il governo Sanchez che ha annunciato l’intenzione di vietare l’uso delle piattaforme digitali ai minori di 16 anni.

IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

L’export Ue resiste ai dazi Usa

Fonte: Bruegel

VISTO DA BRUXELLES

Un vertice su un tema chiave, da valutare nel lungo periodo

di Beda Romano

I vertici europei si susseguono, ma non si rassomigliano. Saremmo tentati di ignorare il prossimo summit informale di giovedì 12 febbraio dedicato alla competitività economica. Dopo tutto segue quello del 22 gennaio, appena tre settimane fa. Probabilmente il nuovo vertice non va né snobbato, né enfatizzato. Il vecchio ordine mondiale sta rapidamente scomparendo, e i Ventisette si stanno adattando. Anche se lentamente, diranno molti osservatori. D’altronde, l’Unione europea è una organizzazione multinazionale e confederale. Gli equilibri politici sono molti e delicati.

Faremmo bene a non aspettarci decisioni concrete né scelte conclusive questa settimana. Non è l’occasione. Ma faremmo bene a ricordarci che giusto un anno fa i Ventisette tennero un simile vertice informale, allora dedicato alla difesa. In un anno molto è stato compiuto. È nato il programma finanziario SAFE da 150 miliardi di euro, la spesa della Banca europea per gli investimenti (Bei) è stata riorientata verso la difesa, l’Unione europea ha firmato accordi di sicurezza con il Canada e il Regno Unito, a breve ne firmerà uno con l’Australia. Insomma, i vertici informali producono risultati, anche se con i tempi lenti dell’Europa.

IL VOTO IN EUROPA

Ballottaggio in Portogallo, si sceglie il presidente

Il leader dell’estrema destra, André Ventura, a sinistra, stringe al mano a quello socialista, António José Seguro, prima di un dibattito REUTERS/Pedro Nunes/File Photo

Il Portogallo torna oggi alle urne per scegliere al ballottaggio il successore di Marcelo Rebelo de Sousa alla carica di presidente della Repubblica. A contendersi la successione sono il candidato socialista, António José Seguro, e il leader dell’ultradestra André Ventura, con il primo nettamente favorito dai sondaggi: è accreditato del 67% dei voti contro il 33% del suo avversario.

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