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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è martedì 24 marzo.
Accordo raggiunto fra Exor - la cassaforte della famiglia Agnelli-Elkann - e il gruppo Antenna: si legge in una comunicazione interna a firma di Paolo Ceretti, presidente di Gedi, intercettata dal Sole 24 Ore. «Cari Colleghi, care Colleghe oggi è stata perfezionata la cessione del 100% del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione», dice la nota che precede la riunione in assemblea dei cdr del gruppo. A cambiare proprietà sono il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital, m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.
Dai massimi storici di poche settimane fa a 5.600 dollari l'oncia, l'oro ha perso il 25%, scivolando in area 4.200. Il movimento si è intensificato proprio mentre il conflitto in Iran è entrato in una fase di escalation. Una guerra che, sulla carta, dovrebbe spingere la domanda di beni rifugio. Perché guerra significa incertezza, inflazione, rischio sistemico: elementi che storicamente sostengono il prezzo dell'oro. E allora come mai sta accadendo il contrario? Come mai la capitalizzazione dell'oro è scesa sotto i 30mila miliardi di dollari rispetto al record dei 40mila miliardi toccato solo qualche settimana fa? Lo spieghiamo qui.
Una vittoria insperata, quella del fronte che ha sostenuto il No, soprattutto della leader del Pd Elly Schlein. L'alta affluenza ha evidentemente spinto il voto politico e il segnale al governo e alla premier Giorgia Meloni è stato forte e chiaro, soprattutto se si considera che non tutte le opposizioni hanno sostenuto il No: Azione di Carlo Calenda e Più Europa si sono schierate per il Sì e Matteo Renzi con la sua Italia Viva ha lasciato libertà di voto. Si tratta in totale, stando ai sondaggi, di circa l'8% dell'elettorato. Le prossime elezioni politiche, tra un anno, sono dunque a rischio per il centrodestra a guida Meloni.
L'impennata del prezzo del carburante e la prospettiva di una scarsità di kerosene per aviazione stanno avendo ripercussioni pesanti sul trasporto aereo e si contano le prime vittime di questa crisi. Sono compagnie aeree già in situazioni difficili e che speravano in un intervento esterno, ad esempio attraverso una acquisizione, ma che in questo scenario difficilmente riusciranno a chiudere il cerchio. Nell'elenco ci sono il vettore inglese Eastern Airlines, Royal Philippine Airlines e l'americana Spirit Airlines: quest'ultima in amministrazione fallimentare due volte in un anno ha già detto che l'aumento del prezzo del carburante renderà ancora più difficile l'uscita dal «Chapter 11».
Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Procuratore aggiunto a Torino, secondo le prime informazioni le ragioni sarebbero legate ai gravi problemi di salute di un familiare e Parodi ha deciso di comunicare la sua decisione poco prima della chiusura delle urne per il referendum sulla riforma della Giustizia, per non legare le dimissioni a qualunque risultato dello spoglio.
Ecco altre notizie sul nostro sito:
|  | Buona lettura, Silvia Martelli |
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