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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è sabato 7 marzo.
A causa della guerra in Iran, i paesi del Golfo stanno riducendo la produzione di petrolio per l'impossibilità di esportare il greggio a causa del blocco di Hormuz. Dopo il Qatar e l'Iraq, anche il Kuwait ha rallentato la produzione e starebbe valutando di limitarla alle sole necessità nazionali. Il Wti sfonda quota 90 dollari. Il future a un mese sul greggio di riferimento Usa si è portato fino a 90,13 dollari al barile, in aumento dell'11,26%, avvicinandosi sempre si più ai livelli del Brent.
Continual'operazione militare di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano e non si intravede una fine. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ripetuto che le operazioni dureranno alcune settimane mentre il presidente Donald Trump ha dichiarato che vuole una resa incondizionata della leadership ancora al potere e una nuova Guida accettabile. Trump ha chiuso di fatto a qualsiasi ipotesi di negoziato mentre il Washington Post ha rilanciato la possibilità che si muovano truppe di terra.
La guerra in Iran e la conseguente escalation in tutto il Medio Oriente pesa sulle Borse europee, con i listini che chiudono tutti in rosso la prima settimana di marzo. L'attacco di Usa e Israele all'Iran e la conseguente reazione della Repubblica islamica mettono a rischio le catene di approvvigionamento di energia e di conseguenza la tenuta dell'economia globale.
Nonostante la situazione sui mercati,il BTp Valore ha concluso la settimana di emissione con un risultato di tutto rispetto: 16,2 miliardi di raccolta e 522.214 contratti registrati. Evidentemente nel nuovo titolo di Stato riservato ai risparmiatori i sottoscrittori hanno visto anche un rifugio sicuro per il proprio capitale alle prese con le incognite del nuovo shock geopolitico.
Infine, l'occupazione americana a febbraio a sorpresa si è contratta. Il mese scorso gli Stati Uniti hanno perso 92.000 nuovi posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto gennaio. Si tratta del dato peggiore dal dicembre 2020. Il tasso di disoccupazione è a sua volta inaspettatamente salito al 4,4 dal 4,3% del mese precedente.
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