Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è giovedì 16 aprile, ecco le notizie della giornata.
Il gas «made in Usa» viene in soccorso dell’Italia. Senza il Gnl del Qatar a causa della guerra nel Golfo Persico, Edison – titolare del maggiore contratto di fornitura italiano con Qatar Energy – comunica di aver sostituito sette dei dieci carichi bloccati che Doha avrebbe dovuto inviare al rigassificatore di Rovigo. Si tratta di volumi per 1,4 miliardi di metri cubi complessivi, su cui è stata applicata la clausola di forza maggiore. Sei di questi carichi “di rimpiazzo” provengono con certezza dagli Stati Uniti e molto probabilmente anche il settimo, che è gas in portafoglio a un grande operatore. Edison è ottimista sulla possibilità di reperire a breve anche gli altri tre carichi.
Addio alle ricevute Pos, da ora in poi basterà l’estratto conto bancario. Per documentare i pagamenti elettronici effettuati da cittadini e imprese potrà essere usata la documentazione inviata, anche in formato digitale, da banche e intermediari finanziari. Non sarà più necessario, dunque, conservare le ricevute cartacee generate dai terminali abilitati ai pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. Ci sono però due condizioni: i documenti bancari dovranno contenere data, importo e beneficiario; in secondo luogo, dovranno essere conservati per almeno dieci anni e, se in formato digitale, attivando sistemi di conservazione elettronica certificata.
Dagli scarti agroalimentari a mascherine ecosostenibili e antibatteriche. È quanto hanno messo a punto i ricercatori dell’Enea con l’Università di Ferrara e l’azienda Kerline coordinati dal Cnr, nell’ambito del progetto Aris. Le nuove mascherine sono realizzate in nanofibre di seta con pratiche sostenibili, in grado di esercitare anche una specifica azione antibatterica. Rispetto ai materiali filtranti in plastica di origine fossile, le membrane utilizzate sono ecosostenibili e rimuovono anche gli inquinanti più fini, come il PM2.5.
8,2 milioni di italiani con più di 11 anni hanno consumato bevande alcoliche in quantità e frequenza tali da mettere a rischio la propria salute. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità. La metà di questi oltre otto milioni, cioè quattro milioni e 450mila persone bevono “per ubriacarsi” per il cosiddetto “binge drinking”. E in questo numero sono compresi 79mila under 18. Inoltre, sono 730mila i consumatori nei quali l’alcol ha già prodotto un danno e che avrebbero necessità di un trattamento clinico, ma solo l’8,3% sono intercettati dall’Ssn e presi in carico dai servizi. Il tutto, in un contesto di 36 milioni di consumatori di alcol in Italia nel 2024, pari al 76,7% degli uomini e al 57,1% delle donne.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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