Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è lunedì 6 aprile (buona Pasquetta!), iniziamo!
Tensione sempre più alta tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump minaccia attacchi a infrastrutture energetiche e ponti se Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz, il tutto al suono di «Aprite lo Stretto, bastardi». «Lo Stretto di Hormuz non riaprirà finché non verrà stabilito un nuovo quadro giuridico, dove parte dei proventi del transito dovranno compensare tutte le perdite subite a causa della guerra», ha risposto sui social Seyyed Mahdi Tabatabaei, capo della comunicazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Sul terreno, gli Usa hanno condotto una vasta operazione per salvare un pilota abbattuto: centinaia di soldati coinvolti, raid e copertura aerea. Trump parla di una missione «tra le più audaci», mentre Teheran rivendica l'abbattimento di velivoli americani. Nel mentre, Israele ha colpito oltre 120 obiettivi iraniani, mentre raid e attacchi si estendono a Libano, Iraq e Golfo. Danni a infrastrutture energetiche in Bahrein, Emirati e Kuwait dopo attacchi attribuiti all'Iran. Mosca invita gli Stati Uniti ad abbandonare gli ultimatum e tornare ai negoziati.
L'Opec+ (l'alleanza tra Paesi produttori di petrolio - Opec e altri, come la Russia - che coordinano la produzione per influenzare i prezzi globali) ha deciso un aumento della produzione di petrolio di 206mila barili al giorno da maggio, ma il provvedimento rischia di restare sulla carta. Il conflitto con l'Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno infatti interrotto le esportazioni dei principali produttori del Golfo. I prezzi del Brent sono saliti fino a quasi 120 dollari a marzo e restano sopra i 100, alimentando il rischio inflazione. L'escalation annunciata dagli Stati Uniti aumenta l'incertezza sui flussi energetici. Prima della guerra l'Opec+ stava gradualmente ripristinando l'offerta tagliata nel 2023. Già a marzo era stato deciso un aumento analogo per aprile. Tuttavia, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait e Iraq, che potrebbero aumentare la produzione, sono bloccati. La Russia, dal canto suo, non può compensare per sanzioni e danni legati alla guerra in Ucraina. Gli attacchi a infrastrutture nel Golfo aggravano la situazione e i tempi di ripresa saranno lunghi. La crisi ha causato la più grande interruzione dell'offerta mai registrata, tra i 12 e i 15 milioni di barili al giorno, fino al 15% globale. L'Opec+ avverte che la sicurezza delle rotte marittime è cruciale per la stabilità del mercato energetico.
E intanto, qui in Italia,il prezzo del gasolio ha superato i livelli record del 2022 in Calabria, Lombardia e Provincia di Bolzano, spinto proprio dal blocco dello Stretto di Hormuz. Il precedente massimo risaliva al marzo 2022, con una media nazionale di 2,154 euro al litro. Ieri la Calabria ha registrato il prezzo più alto a 2,169 euro, seguita da Lombardia e Bolzano a 2,157. In tutto il Paese il diesel supera i 2,1 euro al litro. Il rincaro è legato all'aumento del prezzo del petrolio, con il Brent - come abbiamo detto - stabilmente sopra i 100 dollari.
Chiudiamo con la Germania, dove una norma inserita nella riforma del servizio militare, in vigore dal 1° gennaio, introduce nuovi obblighi per i cittadini maschi. La legge punta a rafforzare la Bundeswehr (cioè le forze armate federali tedesche) senza reintrodurre subito la leva obbligatoria. Prevede che i 18enni compilino un questionario per valutarne idoneità e disponibilità al servizio militare. Una clausola emersa solo di recente - che ha scatenato non poche polemiche - impone agli uomini tra 17 e 45 anni di chiedere autorizzazione per soggiorni all'estero oltre tre mesi. Il ministero della Difesa conferma che serve a monitorare i potenziali coscritti. L'obbligo decade a 45 anni. La misura si inserisce nella revisione della difesa dopo la guerra in Ucraina.Il governo non esclude un ritorno alla leva se il modello volontario fallisse. Berlino ridimensiona l'impatto: norma già esistente e senza sanzioni. Le autorizzazioni saranno di fatto automatiche. La clausola potrebbe comunque incidere su studio, lavoro e mobilità internazionale di milioni di cittadini.
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