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Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è sabato 25 aprile - a proposito, buona Festa della Liberazione! -, e la prima pagina del quotidiano che trovate in edicola (qui potete sfogliare l’edizione digitale) titola sugli attriti che si vanno registrando tra Unione Europea e Italia sullo scostamento di bilancio. Della necessità di ricorrere all’indebitamento, per finanziare misure urgenti in conseguenza della guerra in Iran, ne aveva accennato Giorgia Meloni al suo arrivo al vertice Ue di Cipro. Dove ieri la premier ha trovato l’Unione divisa, con il muro dei Paesi frugali (Germania e Olanda in testa). Anche il vice premier Salvini è tornato in argomento e dall’opposizione (Boccia del Pd) è arrivata un’apertura, ma solo per aiutare famiglie e sanità. La Ue ha poi fatto sapere che «i Paesi sottoposti a procedura d’infrazione per deficit eccessivo devono attenersi alle regole». Un messaggio forte e chiaro all’Italia alla vigilia dell’esame parlamentare del Dfp.
Il Consiglio dei ministri, in una riunione lampo durata pochi minuti. ha approvato ieri il decreto legge con disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, che contiene un correttivo al Decreto Sicurezza convertito in legge dalla Camera neanche un’ora prima. Cento milioni in dieci anni. Cinquanta nel solo 2026. Il Decreto Sicurezza voluto dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi èarrivato al traguardo con un conto, già certificato, e con un impianto che tocca sicurezza urbana, forze di polizia, immigrazione, armi bianche e violenza giovanile.
I medici di famiglia potranno restare convenzionati con il Ssn, anche se non più pagati in base al numero degli assistiti che seguono ma secondo obiettivi, compreso quello di lavorare obbligatoriamente un certo numero di ore nelle Case di comunità. Oppure potranno diventare “volontariamente” dipendenti del Servizio sanitario in modo da essere impiegati sul territorio in base alle esigenze, a partire proprio dalle Case di comunità che sono il “fulcro della riforma” che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato ai Governatori in una seduta straordinaria delle Regioni che hanno chiesto di vedere una bozza, ma non si dicono contrarie.
La mutua svizzera chiederà all’Italia il rimborso di 100mila franchi (108mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. E’ quanto emerso dall’incontro di ieri pomeriggio tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard che ha riferito di non avere margini, dal punto di vista normativo, per farsi carico delle spese. “L’Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c’è un principio di reciprocità che va rispettato”.Così l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, dopo l’incontro con il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard.
Ieri, i nervi delle Borse europee (e degli investitori) sono rimasti a fior di pelle davanti allo stallo dei colloqui Usa-Iran, con il Vecchio Continente che non riesce a farsi contagiare né dall’ottimismo Wall Street, né dalla corsa del tech, chiudendo quasi del tutto in rosso. Con il “pendolo” della geopolitica che oscilla dal rischio escalation a nuovi negoziati, i listini sono apparsi delusi dalla mancanza di segnali che indichino una possibile soluzione diplomatica per il Medio Oriente e per lo stretto di Hormuz, con il Brent che è risalito a 106 dollari. Le Borse si sono mantenute in ogni caso sensibili a ogni segnale, come testimonia il parziale recupero verso metà seduta sulla speranza di un nuovo round di colloqui fra Washington e Teheran, subito spento dalla notizia che Mohammad Bagher Ghalibaf avrebbe lasciato per disaccordi interni il ruolo di capo delegazione iraniano in vista dei negoziati a Islamabad (dove è atteso il ministro degli Esteri, Abbas Araqchi). In questo contesto, il Ftse Mib di Milano ha chiuso in territorio negativo a -0,52%. Andamento simile per gli altri listini del Vecchio Continente: Parigi -0,8%, Francoforte -0,1%, Madrid -1,1%, con la sola Amsterdam in controtendenza a +0,6%.
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Buona lettura, Vittorio Nuti |
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