Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è martedì 14 aprile, ecco le notizie della giornata.
Le categorie più esposte al rischio inflazione sono famiglie numerose, giovani single, operai e disoccupati. Secondo l’Istat, infatti, questi individui spendono di più per le voci più sensibili al rincaro energetico scatenato dalla guerra nel Golfo (alimentari, trasporti e utenze domestiche). Nel 2024 queste spese hanno assorbito il 42,3% delle uscite medie per consumi delle famiglie italiane (1.164 euro mensili su 2.755), e nel caso dei nuclei più esposti, però, questa percentuale sale oltre il 45%, fino ad arrivare al picco del 52% per chi è in cerca di occupazione. C’è anche un divario territoriale, con le regioni del Sud e il Piemonte che si collocano oltre il 45%.
Il fattore sfiducia amplifica il caro vita. Le evidenze più recenti mostrano un Paese in cui il consumo si fa prudente, spesso rinviato, talvolta ridotto non tanto per necessità stringente, quanto per una percezione di vulnerabilità. In questo contesto, la fiducia – o la sua assenza – pesa quanto, se non più, delle variabili oggettive. I nuclei più piccoli o meno strutturati sono spesso più esposti agli shock, meno protetti da economie di scala e reti di sostegno. Allo stesso tempo, le nuove configurazioni familiari richiedono politiche e analisi più sofisticate, capaci di cogliere bisogni diversificati e vulnerabilità meno visibili. Sul fondo rimane la questione più profonda: quella della fiducia.
L’Italia è leader in Europa nel settore arredo e design. Il 2025 ha visto un fatturato di 26,7 miliardi di euro, che conferma la crescita e la dinamicità del settore, con un +0,5% dopo il rallentamento seguito al biennio post-Covid. La Germania è seconda con una produzione del valore di 21,7 miliardi, ma ha rallentato segnando un -2,9%. Settore in calo anche per i due competitor Polonia (-0,3%) e Francia (-4,5%). Determinante, per la crescita del 2025, è stato il contributo dei mercati esteri, accanto al solido presidio del mercato interno, confermato da una bilancia commerciale tra le più elevate della manifattura italiana, con 8,4 miliardi di euro di avanzo commerciale.
Il nostro Paese è leader anche conserve di pomodoro, ma l’export è in calo dell’8%. Il calo riguarda oltre 2,2 milioni di tonnellate di conserve per un valore totale di 2,8 miliardi di euro, di cui la maggior parte, oltre il 64%, è rappresentata da pelati, polpa e pomodorini, prodotti ad alto valore aggiunto che sono stati certamente i più colpiti dai dazi americani (-7,1% in valore). L’Europa resta il principale mercato di sbocco (60% del valore), con Germania, Regno Unito e Francia in testa. Il primo mercato per l’export extra-europeo sono gli Stati Uniti, con una quota del 7,5%, mentre in sesta posizione a livello mondiale si trova il Giappone.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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