Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 3 maggio, ecco le news di oggi:
Parte la campagna 730/2026 con Caf e Agenzia delle Entrate al lavoro per correggere gli errori e chiarire le regole. Il nuovo taglio al cuneo fiscale riguarda solo lavoro dipendente e trattamenti sostitutivi, non i redditi assimilati. Dopo alcune anomalie iniziali, sono state riemesse oltre 3 milioni di Certificazioni uniche per includere correttamente Naspi, cassa integrazione e altri sussidi. Le Cu aggiornate sono già integrate nella precompilata, che può essere accettata senza modifiche. Nonostante la crescita del fai da te (5,4 milioni di invii nel 2025), la maggioranza dei 25,2 milioni di contribuenti continua a usare i Caf.
Oltre metà dei lavoratori italiani ha perso potere d’acquisto tra il 2019 e il 2024. Il 51% degli stipendi è cresciuto meno dell’inflazione, secondo un’analisi Iref Acli su 4 milioni di 730. Il mercato resta bloccato: due terzi di chi era nei redditi più bassi resta in quella fascia, mentre l’80% dei più ricchi mantiene una posizione elevata. Un lavoratore su quattro ha più impieghi ma guadagna oltre 10mila euro in meno dei dipendenti stabili. Tra chi vive in affitto il reddito mediano è di 20.526 euro, il 23% in meno dei proprietari, con anche maggiore precarietà.
Molte aziende italiane non sono pronte alla direttiva Ue sulla trasparenza salariale in vigore dal 7 giugno. Solo il 32% indica la Ral negli annunci e circa un terzo ignora gli obblighi, quota che sale alla metà per le piccole imprese. La normativa richiederà nuovi sistemi HR per mappare competenze, ruoli e gap retributivi. L’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione del personale è ancora limitato al 12%, ma cresce al 19% nelle grandi imprese. Intanto il 52% delle aziende ha rivisto le strategie per attrarre giovani e il 59% punta sulla formazione, seguita dal benessere personale (53%).
Le Ville Venete si propongono come alternativa all’overtourism, con un sistema diffuso che vale oltre 630 milioni di euro. Le 4.243 ville tra Veneto e Friuli Venezia Giulia generano 360 milioni di fatturato e 210 milioni di valore diretto. Più della metà si trova in piccoli comuni, con forte concentrazione tra Treviso, Vicenza, Verona e Padova. Ogni euro prodotto ne produce altri due nell’economia e l’occupazione supera i 29.800 addetti considerando l’indotto. Nel 2025 questa rete ha attirato 2,8 milioni di visitatori, con una forte componente internazionale.
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Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
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