Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è mercoledì 19 agosto.
In Italia mancano 315mila esperti di Ai, più del 50% dei lavoratori con competenze digitali avanzate richiesti dalle imprese italiane nel 2025. Lo dice un’indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato, che rileva come più di 7 imprese su 10 abbiano effettuato investimenti in almeno uno degli ambiti tecnologici monitorati - intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial internet of things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata, blockchain - ma con profonde difficoltà nel reperire personale qualificato. Soprattutto in Lombardia, che guida la classifica delle regioni sia per volumi che per difficoltà assoluta di reperimento: sono 60.960 professionalità introvabili su 121.440 richieste (il 50,2%).
L’Italia è uno dei Paesi europei nei quali si vive più a lungo, ma anche uno di quelli dove trascorrono meno anni nel mercato del lavoro. Nel 2025, secondo i dati della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, la durata attesa della vita lavorativa si ferma a 33 anni: il secondo valore più basso dell’Unione europea dopo la Romania e ben quattro anni e mezzo in meno rispetto alla media Ue, pari a 37,5 anni. Il dato stima gli anni che una persona di 15 anni può attendersi di trascorrere nella forza lavoro (come occupata o disoccupata), sulla base delle attuali condizioni demografiche e dei livelli di partecipazione. Il risultato italiano risente dell’ingresso tardivo dei giovani, delle carriere discontinue e della bassa partecipazione femminile. E preoccupa soprattutto se si considera che la durata attesa della vita lavorativa raggiunge i 40,2 anni in Germania, 37,5 in Francia, 36,8 in Spagna e nei Paesi Bassi arriva addirittura a 44 anni.
Dall’inizio del 2026 a fine luglio, nella Penisola, i grandi incendi boschivi sono stati 1070. «La superficie percorsa dal fuoco ammonta a circa 74 chilometri quadrati» fa sapere l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e «un’estensione paragonabile a quella dell’intera provincia di Lodi». Soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole: Sicilia (510 km²), Calabria (78 km²) e Puglia (48 km²) rappresentano i contesti geografici più colpiti, contribuendo complessivamente al 73% della superficie fino ad ora percorsa dal fuoco a livello nazionale. Senza contare le fiamme che hanno avvolto le aree agricole e i campi.
A San Marzano i pomodori si raccolgono di notte. Per ripararsi dal caldo estremo gli agricoltori di Danicoop, nell’Agro Sarnese-Nocerino, lavorano i campi dalle 3 alle 10 del mattino, poi dal tramonto fino alle 22. Col buio «è più difficile muoversi, orientarsi», ammettono. Ma le temperature sono più clementi. E di fronte a un raccolto maturato troppo in fretta - con almeno 15 giorni di anticipo - riorganizzare il lavoro al calar del sole ha permesso di limitare le perdite, concedendo una delle migliori annate.
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