Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è giovedì 20 agosto.
Per oltre 10 milioni di contribuenti è arrivato il momento di tornare a fare i conti con il Fisco. Dopo la pausa estiva, oggi 20 agosto scadono 140 diverse tipologie di versamenti, rinviati senza maggiorazioni rispetto alle scadenze comprese tra il primo e il 20 agosto. Tra i pagamenti figurano Irpef, addizionali regionali e comunali, Iva, Ires, Irap, cedolare secca, ritenute e imposte sostitutive. Particolare attenzione riguarda il saldo delle imposte 2025 e il primo acconto 2026. Per i contribuenti non soggetti agli Isa i termini ordinari sono già scaduti, mentre per i soggetti Isa e assimilati la scadenza era stata prorogata dal 30 giugno al 20 luglio. Chi rientra in quest’ultima categoria e paga tra il 21 luglio e il 20 agosto può ancora farlo applicando però una maggiorazione dello 0,80%. La disciplina interessa in generale i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale con ricavi o compensi entro i limiti previsti, normalmente pari a poco più di 5,16 milioni di euro. I nuovi termini si applicano anche a chi aderisce al regime fiscale di vantaggio e ai contribuenti forfettari con ricavi o compensi annui fino a 85mila euro. Sono coinvolti inoltre i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese che svolgono attività per le quali sono stati approvati gli Isa. Oggi rappresenta quindi una delle principali giornate di scadenze fiscali dell’estate. Sul quotidiano in edicola e sul sito trovi tutti i dettagli.
Il governo valuta, nel frattempo, un nuovo intervento contro il caro carburanti, mentre si avvicina la scadenza dello sconto sul diesel. Il 25 agosto terminerà infatti il taglio delle accise sul gasolio di 17,1 centesimi al litro, introdotto il 28 luglio e poi prorogato. La misura è costata nell’ultimo rinnovo 245 milioni di euro, portando a oltre 2,3 miliardi la spesa complessiva per gli interventi. Nonostante lo sconto, il diesel è tornato sopra i 2,10 euro al litro e, senza una nuova proroga, potrebbe avvicinarsi ai 2,30 euro. Più stabile la benzina, che da settimane si mantiene intorno ai 2 euro al litro. A pesare sui listini c’è anche il petrolio, tornato a salire dopo la flessione registrata a giugno. Negli ultimi sei mesi il governo ha cercato diverse coperture per finanziare gli interventi, dai tagli ai ministeri alle sanzioni Antitrust, ricorrendo più volte anche all’extragettito Iva attraverso il meccanismo delle accise mobili. Questa strada, però, non sarebbe immediatamente percorribile alla scadenza del 25 agosto perché le risorse vengono contabilizzate all’inizio del mese. Il governo potrebbe quindi ricorrere a una misura ponte fino a settembre, quando sarà disponibile l’extragettito di agosto, valutando eventualmente aiuti più mirati rispetto agli sconti generalizzati.
A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, la ricostruzione procede ancora a velocità molto diverse tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, con cantieri e macerie che continuano a convivere nei territori più colpiti. Intanto, però, attorno alla ricostruzione si è sviluppata una vera economia: nel 2025 sono stati attivati oltre 106mila contratti e tra marzo 2025 e il 2026 le risorse liquidate alle imprese sono più che raddoppiate, raggiungendo 154,9 milioni di euro. Secondo le stime della struttura commissariale, i progetti in corso hanno generato 1,49 miliardi di Pil aggiuntivo e quasi 10mila occupati, con prospettive di ulteriore crescita. Il 5 agosto il governo ha inoltre destinato nuove quote di risorse ai centri del cratere, con agevolazioni pensate per sostenere gli investimenti. A Norcia e nella Valnerina il turismo sta lentamente ripartendo, grazie alla riapertura di strutture simboliche, allo sport, ai cammini e alla tenuta dell’agroalimentare, anche se le presenze restano sotto i livelli del 2015. Più difficile la situazione sul versante marchigiano, dove nessuno dei 21 alberghi gravemente danneggiati considerati tra Arquata del Tronto, Ussita, Muccia e Camerino ha ancora riaperto. Secondo Confcommercio Marche, tra Macerata, Fermo e Ascoli è andato perso il 20% delle attività, molte delle quali si sono trasferite sulla costa.
Da domani entra in vigore la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza da droghe o alcol, una misura definita «epocale» dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e criticata invece dal procuratore Nicola Gratteri come un «indulto mascherato». La legge consente a una determinata categoria di detenuti di scontare la pena in strutture terapeutiche residenziali o semiresidenziali, come alternativa alla messa alla prova. In generale, la pena residua non può superare gli otto anni, limite che scende a quattro per alcuni reati più gravi, mentre per altri delitti la possibilità è esclusa. Per accedere alla misura occorre documentare la dipendenza, presentare un programma terapeutico e dimostrare il collegamento tra questa e il reato commesso. Sarà il tribunale a decidere, valutando se il percorso possa favorire concretamente il recupero e ridurre il rischio di nuovi reati. I criteri per accertare la dipendenza dovranno essere definiti da una commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio, mentre potranno accogliere i detenuti strutture private accreditate e centri pubblici specializzati del Servizio sanitario nazionale. Da domani la domanda potrà essere presentata anche nell’ambito di procedimenti e processi ancora pendenti, purché non sia già intervenuta una sentenza di primo grado. A limitarne l’impatto potrebbero però essere soprattutto le risorse: a fronte di una platea potenziale di circa 10mila detenuti indicata da Nordio, il fondo disponibile ammonta a 19 milioni di euro l’anno e potrebbe consentire l’accesso alla misura soltanto a qualche centinaio di persone.
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