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domenica 17 marzo 2019

Il centenario (quasi falso) del fascismo

Domenica, 17 Marzo 2019 Visualizza nel browser | ilsole24ore.com


Milano, 23 marzo 1919, un secolo fa. Benito Mussolini fonda, in piazza San Sepolcro, i fasci italiani da combattimento. Ma il nucleo politico che portò successivamente, nel 1921, alla nascita del Partito nazionale fascista, era all'inizio ben lontano dai connotati antidemocratici e liberticidi che il Partito ben presto assunse. E' lo storico Emilio Gentile a ricostruire per la Domenica i fatti, e a metterli in una chiara prospettiva storica.
Quando e dove nacque il fascismo? La risposta – osserva Gentile - può sembrare ovvia: il fascismo nacque il 23 marzo 1919 con la fondazione dei Fasci di combattimento, promossa da Benito Mussolini durante un'adunata nel salone dell'Alleanza industriale e commerciale, al numero 9 di piazza San Sepolcro a Milano. Se la riposta è corretta, il 23 marzo 2019 ricorre il centenario della nascita del fascismo. Eppure, la risposta non è scontata. Per esempio, qualche studioso ha rintracciato le origini del fascismo, come ideologia se non come partito politico, in Francia agli inizi del Novecento. Inoltre, la domanda sulla data di nascita del fascismo suscita un'altra domanda: di quale fascismo ricorre quest'anno il centenario?
Quando si parla di fascismo, ovunque nel mondo, da otto decenni si evoca un fenomeno politico che ha impresso il suo marchio nella storia del Novecento. E lo ha fatto con la violenza dello squadrismo, la rivoluzione antidemocratica di un partito milizia, l'instaurazione di un regime totalitario dentro uno Stato monarchico; l'irreggimentazione delle masse e l'indottrinamento dogmatico di uomini e donne d'ogni età nella religione fascista e nel culto del duce; la militarizzazione della nazione, l'aggressione a uno Stato africano indipendente per conquistare un impero coloniale; l'alleanza con la Germania di Hitler e la legislazione razzista e antisemita; la partecipazione alla Seconda guerra mondiale contro le democrazie occidentali e l'Unione sovietica, per costruire nel mito della romanità una nuova civiltà sotto il segno del littorio, destinata a perpetuarsi nei secoli. Invece, il fascismo del marchio secolare finì distrutto nel 1945, travolto dalla disfatta militare, dopo aver fomentato nei due anni precedenti, con un nuovo regime totalitario repubblicano, una spietata guerra civile fra gli italiani.
Ora, nessuna di queste caratteristiche apparteneva al movimento fascista fondato cento anni fa. Mussolini, il 23 marzo 1919, esaltò i «risultati positivi» della Grande Guerra perché, dopo il crollo degli imperi autocratici, «in nessuna nazione vittoriosa si vede il trionfo della reazione. In tutte si marcia verso la più grande democrazia politica ed economica».
Nel menu della Domenica molti altri argomenti. Ecco una selezione per i lettori del Sole 24 Ore

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“Brexit è la democrazia che sbaglia”

A colloquio con Mike Leigh. Il film «Peterloo» racconta la strage di Manchester del 1819 e porta il regista inglese, premiato a Cannes e Venezia, a riflettere sull'Inghilterra di oggi: «È la situazione peggiore da molto tempo».

TERZA PAGINA | di Giuliano Boccali
Ebbra e folle invenzione poetica

Il mondo di Bidel. Si può ora leggere in italiano “Il Sinai della conoscenza”, capolavoro del più grande scrittore indo-persiano. Davanti agli occhi del lettore sfilano montagne e perle, arcobaleni e gocce, miniere e gelsomini.

LETTERATURA | di Ermanno Cavazzoni
Come progredisce la civiltà?

Il racconto. È vero che l'evoluzione della società umana consiste nella miniaturizzazione dei suoi utensili? Cerca di convincercene Ermanno Cavazzoni con un ragionamento esilarante.

STORIA E STORIE | di Massimo Firpo
L'orgoglio della Serenissima

Paolo Sarpi. Nel «Trattato» il servita raccolse una grande quantità di norme veneziane: uno strumento di azione politica e anche di denuncia contro le ingerenze romane.

ARTE | di Marco Carminati
Nell’officina del Verrocchio

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TEMPO LIBERATO | di Francesca Milano
Quel lungo giro di giostra

La mostra. A Rovigo un viaggio, tra fotografie, dipinti, poster, modellini, pezzi dell'800 e filmati, partendo dai giochi rituali delle società contadine per arrivare ai luna park di oggi.

 
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L'aforisma

Bisognerebbe vivere soltanto di inizi

Fabrizio Caramagna, Il numero più grande è due, Mondadori, Milano, 2019

di Gino Ruozzi
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