Pagine

domenica 7 aprile 2019

La rosa del deserto è diventata un museo

Domenica, 7 Aprile 2019 Visualizza nel browser | ilsole24ore.com

Doha, capitale del Qatar, ha inaugurato il Qatar National Museum firmato da Jean Nouvel. L'esterno è un'impressionante concrezione di dischi di fibra di vetro sovrapposti e intrecciati. Lo ha visitato per noi Fulvio Irace, che ci racconta il significato di questa architettura e il valore delle collezioni, ispirate all'arte e alle tradizioni locali, che custodisce al suo interno.
Dall'autostrada che dall'aeroporto punta sul centro di Doha, la prima impressione è quella di un cataclisma: tra la foschia che avvolge la corniche, prende quota la silhouette di una concrezione minerale di dischi che si intrecciano e si intersecano formando picchi e terrazze. È la sede del Qatar National Museum, ultima, sofisticata escalation nella corsa agli armamenti culturali di uno dei paesi più piccoli ma più potenti del Golfo. Porta la firma dell'architetto francese Jean Nouvel, autore anche del celebrato Louvre di Abu Dabi che, per il vicino rivale, ha voluto replicare il colpo d'effetto dell'architettura spettacolare, immaginando il suo museo come una gigantesca “rosa del deserto” circondata da sabbia e giardini, in quello stile da “mille e una notte” cui ci hanno abituati da tre decenni gli emirati arabi, a partire da Dubai.
Nel ruolo di Scheherazade, c'è Sheikha Mozah al-Mayassa – cuore e cervello della strategia culturale del Paese - definita di volta in volta first lady del mondo arabo, ambasciatrice del glamour e persino una delle donne più eleganti del pianeta: non a caso l'inaugurazione del museo è stata un evento preceduto da un red carpet più adatto a Hollywood che a un'istituzione culturale, con capi di stato e uomini di cultura a far da comparse accanto a Naomi Campbell e Johnny Depp.
Un museo pantagruelico, insomma, con l'intenzione di mostrare il miracolo di un Paese di nomadi beduini e di pescatori di perle che la lanterna magica del petrolio ha aiutato a trasformarsi nella nazione più ricca del mondo. Solo in Inghilterra, infatti, il Qatar ha più proprietà immobiliari della stessa Regina, mentre in Italia, dopo aver fatto razzia dei più prestigiosi hotel nelle città d'arte, la Qatar Investment Authority ha rifinanziato il debito su Milano Porta Nuova Garibaldi e Varesine, l'area dove il fondo ha investito lo scorso anno svariati miliardi di euro per diventarne proprietario. (…..)
Il museo non è più un contenitore ma un contenuto: il medium, avrebbe detto McLuhan, è divenuto il messaggio. E il messaggio è che un museo oggi fa arte dell'economia delle esperienze , non più della museografia. Il white cube modernista cede il passo alla black box postmodernista, dove l'architettura degli spazi è sostituita da un oscuro spazio-tunnel, set ideale per la prepotente presenza di installazioni visive, secondo l'imperante moda delle experience exhibitions, nella quale al posto di quadri troviamo animazioni e grafiche in movimento. L'apparato espositivo è infatti il punto meno risolto del museo e la discontinuità degli allestimenti contrasta con la vastità di spazi che le stesse collezioni faticano a riempire. Ci troviamo di fronte a una specie “mutante” di musei che hanno poco a che fare con il passato: affascinanti narrazioni dove l'interrogativo dell'opera è sostituito dalla seduzione del racconto. Un racconto senza contraddizioni.
Nel menu della Domenica molti altri argomenti. Ecco una selezione per i lettori del Sole 24 Ore

LUOGHI E PERSONE | di Filippo D'Angelo
Bangui la graziosa ora rimpiange Bokassa

Lettera dalla Repubblica Centraficana. La qualità della vita è peggiore solo a Baghdad. Sfibrata dalla guerriglia e dalla corruzione, la capitale è oggi nelle mire di Cina e Russia, ma nella memoria dei Banguissois quella del sanguinario dittatore resta, malgrado tutto, un'epoca benedetta

TERZA PAGINA | di Salvatore Silvano Nigro
Nei salotti romani del potere

Federico De Roberto. L'autore de «I viceré» amava indagare i rapporti di forza dalla prospettiva dei prevaricatori piuttosto che da quella degli umili. Ora una nuova edizione de «L'imperio» spiega, al meglio, il ciclo degli Uzeda

SCIENZA E FILOSOFIA | di Michele Ciliberto
Lezioni di meraviglia

A che serve la filosofia. Giuseppe Cambiano con originalità e fuori dai canoni accademici spiega le ragioni che lo hanno spinto a dedicare alla disciplina la sua attività intellettuale

ARTE | di Gabriele Neri
L’eco del Bauhaus nel mondo

Berlino. Una rassegna nella Haus der Kulturen der Welt evidenzia la fortuna della scuola tedesca in Usa, Urss, India, Cina, Taiwan, Corea, Giappone, Marocco, Nigeria e Brasile

MUSICA | di Carla Moreni
Verdi in tempesta a Tokyo

Giappone. Muti ha insegnato per una settimana a dirigere «Rigoletto» a 4 allievi: niente toni popolari, ma le screziature di Shakespeare. Poi è salito sul podio per il concerto: trionfo

TEMPO LIBERATO | di Antonio Armano
Sculacciate a Leopoli

Dopo un masochistico viaggio di due giorni in autobus da Lampugnano, l'approdo è il Sacher-Masoch Cafe, tra i murales che riprendono i disegni di Bruno Schul

 
img banner
L'aforisma

Stop alle grandi opere, via alle operette - Dino Basili,
Due o tre righi, Babbomorto, Imola, 2018

di Gino Ruozzi
img aforisma

Ricevi questo invio in quanto iscritto alla nostra newsletter Domenica
Se non desideri più ricevere queste comunicazioni, clicca qui

Il Sole 24 ORE rispetta la tua privacy. Per esercitare i tuoi diritti scrivi a:

privacy@info.ilsole24ore.com

Nessun commento:

Posta un commento