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domenica 12 maggio 2019

Viaggio nell'incanto della vita e dell'arte

Domenica, 12 Maggio 2019 Visualizza nel browser | ilsole24ore.com


Tibet e conoscenza. A Giuseppe Tucci, il grande orientalista del '900, si devono preziose testimonianze artistiche e religioso-filosofiche delle civiltà orientali. Un libro ne ripercorre gli itinerari nella storia spirituale dell'umanità. Giuliano Boccali, esperto di letteratura e religioni dell'Asia, ha raccontato per i lettori della Domenica uno dei viaggi della conoscenza di più alto valore.
Fra il 1926 e il 1948 - racconta Boccali - Tucci compì otto spedizioni in Tibet, integrate e seguite da viaggi e missioni in Nepal o in altri Paesi himalayani. A partire dalla quarta in Tibet (1935), ogni spedizione fu seguita dalla pubblicazione dei resoconti scientifici, ma anche dal racconto dei viaggi in tono altamente divulgativo. Frutto delle ricerche e della produzione così in breve tratteggiate, che hanno pochi eguali fra quelle degli studiosi di ogni tempo e nazionalità, si situa Tibet, lavoro fondamentale per il servizio culturale reso ai lettori e agli specialisti mettendo a disposizione una documentazione iconografica che conserva vestigia oggi distrutte o di ardua accessibilità, documentazione risultante da trent'anni di ricerche dell'Autore. Il volume presenta infatti e interpreta scientificamente tutti i materiali da lui raccolti con scoperte casuali o all'interno dei monasteri; il capitolo centrale dell'opera è dedicato alla “genesi dell'arte tibetana” della quale sono messe acutamente in luce le componenti: molte fra queste dovute a influssi esterni, che spaziano dall'Iran all'Asia centrale, dall'India al Nepal alla Cina.
Ma non meno importanti – prosegue Boccali - sono gli aspetti spirituali dell'opera di Tucci. Come, per esempio, l'episodio che segna la scelta di Siddhartha di abbandonare la reggia paterna, la successione al trono, il popolo che lo adora, la bellissima sposa, il gineceo sfarzoso e il figlio giovanetto, per intraprendere la vita ascetica nella selva. Così, allo sguardo ormai distaccato di Siddhartha, le donne discinte e dormienti appaiono inerti come fossero morte, prive di vergogna e ottenebrate dall'ignoranza. E i sommi dèi plaudono alla sua intenzione agevolandone la partenza dal palazzo e dalla capitale. Il principe sveglia il fido scudiero Chandaka e monta il destriero Kanthaka che si muove nella notte senza nitrire con passo sicuro: nessuno infatti deve accorgersi della partenza ad evitare che – secondo gli ordine paterni – sia impedita al futuro Buddha la realizzazione del suo proposito. Anche il cavallo infatti, come il testo precisa poco avanti, è “partecipe di conoscenza”, e in misura superiore agli altri animali che pure ne sono dotati. Miracolosamente poi, gli yaksha, semidivini geni della vegetazione, sollevano gli zoccoli di Kanthaka “come se fossero loti” e miracolosamente “le porte della città serrate con battenti di pesanti sbarre di ferro, che neppure elefanti avrebbero potuto rimuovere, da se stesse silenziosamente” si aprono: è iniziato uno dei viaggi della conoscenza di più alto valore nella storia spirituale dell'umanità. La sfida è gigantesca: come Siddhartha stesso dichiara “con voce leonina”, il suo proposito è giungere a vedere l'altra riva della vita e della morte, ossia varcare la corrente micidiale delle ri-nascite e ri-morti (il samsara), dissolvendo per sempre il dolore delle esistenze.
Nel menu della Domenica molti altri argomenti. Ecco una selezione per i lettori del Sole 24 Ore

LUOGHI E PERSONE | di Claudio Giunta
“Casa d’arte” e di talenti incompresi

Lettera dalla Svizzera. Nella magione-museo dei Miller si realizzava “Tipografia Helvetica”, la bella e sfortunata rivista curata da Tommaso Labranca. Alla metà dell'800 nella «Casa d'arte» si stampavano libri di patrioti come Cattaneo e Gioberti.

TERZA PAGINA | di Salvatore Silvano Nigro
Nei paesaggi della memoria

Tullio Pericoli. Con «Incroci» il maestro disegna in prosa alcuni incontri che hanno segnato la sua vita. Scorre così la galleria di ritratti, nitidi ed essenziali, di amici e personaggi illustri. «Credo che Umberto Eco detenga un primato: non aver parlato di sé per tutta la vita».

SCIENZA E FILOSOFIA | di Gilberto Corbellini
Quella storia è davvero molto falsa

Provocazioni. La ricostruzione di idee e pensieri dei protagonisti del passato si basa sulla teoria della mente. È più formativo studiare statistica

STORIA E STORIE | di Giulio Busi
Levi Della Vida, l’orientalismo che vorremmo

Islam. Una nuova antologia rivela la grande competenza, l'attualità e l'ironia dello studioso che rifiutò di giurare fedeltà al regime fascista

ARTE | di Claudio Salsi
Alle radici di Leonardo

In occasione dell'anno leonardiano apre a Milano la Sala delle Asse nel Castello Sforzesco (ancora in fase di restauro). Fu l'ultima opera compiuta dal Vinciano per Ludovico il Moro

 
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L'aforisma

Si è e si resta schiavi finché non si è guariti dalla mania di sperare E. M. Cioran, Squartamento, Adelphi, Milano, 1996

di Gino Ruozzi
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