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sabato 29 giugno 2019

Commissione, Merkel spinge per Timmermans

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Il Sole 24 Ore
Europa24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

30 giugno 2019

OGGI NUOVO VERTICE. DRAGHI SI SFILA

Commissione, Merkel spinge per Timmermans

Frans Timmermans e Jean-Claude Juncker (Ap)

Frans Timmermans e Jean-Claude Juncker (Ap)

La partita delle nomine Ue avrebbe dovuto essere una nota a margine del G20 del 28-29 giugno a Osaka. Si è trasformata in uno snodo decisivo per il meeting, anche in vista dellariunione straordinaria del Consiglio europeoche si terrà oggi a Bruxelles. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha spiazzato le ricostruzioni emerse finora “sponsorizzando” il socialista Frans Timmermans come presidente della Commissione. La mossa, oltre a rinsaldare la traballante coalizione con i Socialdemocratici a Berlino, permetterebbe di aggiustare le varie cariche rimaste in sospeso: il Popolare Manfred Weber, a lungo sostenuto come numero uno della Commissione, potrebbe ripiegare sul Parlamento europeo; il liberale Charles Michel, primo ministro del Belgio, diventerebbe un buon compromesso per il Consiglio europeo.

Ancora in bilico nuovo rappresentante per la Politica estera della Ue e soprattutto il nuovo presidente della Bce. Nei giorni scorsi si era parlato insistemente del numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, ma il nuovo puzzle suggerito da Merkel consentirebbe di puntare su altri nomi. Ad esempio l’attuale governatore della Banca di Francia François Villeroy de Galhau, sicuramente meno ortodosso rispetto a Weidmann sulle linee di politica monetaria. A proposito di banche centrali. A G20 iniziato, una delle notizie principali è arrivata da Francoforte: il presidente della Bce, Mario Draghi, ha escluso un suo futuro alla guida della Commissione, la poltrona più delicata fra i «top jobs» in cerca di candidati.Lo hanno rivelato fonti vicine a Draghi alla nostra corrispondente dalla Germania Isabella Bufacchi, smentendo le voci che lo avevano eletto a deus ex machina per sbloccare lo stallo sulle nomine.

I FATTI DELLA SETTIMANA

Storie da Bruxelles (e non solo)

1) Conti italiani, si sblocca la trattativa con Bruxelles

Il coommissario alla Concorrenza Pierre Moscovici (Reuters)

Il coommissario alla Concorrenza Pierre Moscovici (Reuters)

Nuovi spiragli per l’Italia nello scontro con Bruxelles sulla procedura per eccesso di debito. Le trattative di Conte al G20 di Osaka sembrano aver dato i loro frutti, convincendo i leader Ue a digerire il piano da 8 miliardi di euro ministro del Tesoro Giovanni Tria per portare il deficit al 2-2,1%. Le opzioni sul tavolo, scrive Stefano Carrer, sono due: la sospensione del giudizio fino alla manovra d'autunno oppure la chiusura definitiva grazie al «piano Tria». Bisognerà capire quanto la linea Conte-Tria sia accolta in Italia, dove il governo gialloverde si riunirà in un Consiglio dei ministri domani per approvare (o respingere) l’assestamento di bilancio. Il resto è nelle mani della Ue.

I commissari si riuniranno il 2 luglio a Strasburgo, in concomitanza con la prima plenaria del Parlamento, per discutere sulla procedura per eccesso di debito che pende sull’Italia. L’ultimissima parola spetta alla riunione dei ministri delle Finanze dell’8-9 luglio: saranno loro a decidere se approvare definitivamente il provvedimento, avviando un iter che potrebbe sfociare in sanzioni e costringere (?) il governo Lega-Cinque stelle a rivedere le sue linee di politica economica.

2) Parlamento Ue, la scelta del presidente e il toto-gruppi

Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani (Ap)

Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani (Ap)

Ci siamo. Il Parlamento europeo 2019-2024 inaugura la sua attività con la prima plenaria della legislatura a Strasburgo, in calendario dal 2 al 4 luglio. La data da segnare in agenda è il 3 luglio, giorno della scelta del voto sul presidente dell’Eurocamera. In teoria i leader europei dovrebbero aver individuato una figura di compromesso entro il debutto dell’assemblea, ma il tira e molla delle trattative lascia intendere che la palla potrebbe passare del tutto nelle mani dei nuovi europarlamentari. In questo caso la nomina del successore di Antonio Tajani sarebbe frutto dei nuovi equilibri interni al parlamento comunitario. Il nuovo nome forte sarebbe Manfred Weber, come abbiamo visto sopra, di “rimbalzo” dal tentativo di essere eletto alla Commissione.

A proposito. Sempre a Strasburgo si andranno a definire i gruppi politici dell’Eurocamera, raggruppando nell’emiciclo i vari partiti emersi dal voto del 23-26 maggio: Popolari (la famiglia di Forza Italia), Socialisti (il gruppo del Pd), Liberali, Verdi, il nuovo cartello politico dell’ultradestraIdentità e democrazia (capeggiato dalla Lega di Matteo Salvini). A rimanere fuori dai giochi, però, è il Movimento cinque stelle:i grillini non sono riusciti a trovare una propria collocazione fra gli scranni di Bruxelles e Strasburgo, dopo la fine della loro famiglia politica di riferimento (Europa delle libertà e della democrazia diretta) e il flop dei dialoghi avviati con varie delegazioni. L’ultima porta a chiudersi è stata quella del Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica.

4) In breve: Polonia, Praga, Vestager, accordo Ue-Sud America

La manifestazione a Praga (Afp)

La manifestazione a Praga (Afp)

1) La scorsa settimana Praga è stata invasa da una delle manifestazioni più imponenti della sua storia: oltre 200mila cittadini in piazza per chiedere la rimozione del presidente Andrej Babiš. La protesta è scattata dopo la nomina della sua stretta alleata Marie Benešova come ministr0 della Giustizia, giudicata di convenienza per la sopravvivenza politica di Babiš. Il presidente ceco è nel mirino delle autorità con l’accusa di uso fraudolento dei fondi europei e l’arrivo di Benešova non potrebbe che giocare a suo favore. Per ora, l’uomo politico è uscito indenne da una mozione di sfiducia avviata da cinque partiti dell’opposizione.

2) Lunedì 24 giugno la Corte di giustizia europea ha decretato che la legge polacca sull’abbassamento dell’età di ritiro dei giudici è «incompatibile» con il diritto Ue. La sentenza indebolisce ulteriormente la posizione del partito di governo Diritto e giustizia, accusato dall’opposizione di aver promosso una sorta di «purga» ai danni della magistratura: il pensionamento precoce dei giudici della Corte suprema ha consentito all’esecutivo di rimuovere figure distanti dalle linee-guida di Varsavia, attirando gli scetticismi della Ue.

3) La Commissione europea apre un nuovo fronte di scontro con i colossi Usa del tech. Margrethe Vestager, titolare della Concorrenza, ha annunciato l’avvio di una indagine formale sulla multinazionale dei chip Broadcom, accusata di aver obbligato i suoi clienti a stipulare clausole di esclusività. Al di là del merito, il caso è interessante perché Vestager ricorrerà a «misure a interim» per bloccare sul nascere le pratiche anti-concorrenziali. Unasoluzione ai tempi lunghi delle indagini Ue, capaci di protrarsi ben oltre le scadenze necessarie per arginare fenomeni di abuso di posizione dominante.

4) La Ue e i Paesi del «club» Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) hanno raggiunto a Bruxelles l'intesa su un trattato commerciale, dopo quasi 20 anni di negoziazioni. Una volta in vigore, Una volta in vigore, ha fatto notare la commissaria al Commercio Cecilia Malmström, il trattato creerà un mercato di 780 milioni di persone.

RASSEGNA STAMPA

Cosa abbiamo letto in giro, varie ed eventuali

1) Il mondo secondo Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin (Epa)

Il presidente russo Vladimir Putin (Epa)

Ha fatto discutere tutto il mondo. Per buone ragioni. L’intervista del Financial Times al presidente russo Vladimir Putin è un ritratto vastissimo del leader del Cremlino, dalla sua ideologia politica ai rapporti con Stati Uniti, Cina ed Europa. Putin definisce «talentuoso» Trump, critica il liberalismo («è sopravvissuto ai suoi propositi»), parla dei suoi rapporti con la Cina nel nuovo scacchiere globale. I suoi epigoni in Europa? Putin indica chi sa intercettare i nuovi umori dell’elettorato. Ad esempio, Matteo Salvini.

2) La salute dei politici, il dilemma tra privacy e ragion di Stato
I tremori in pubblico di Angela Merkel hanno risollevato una vecchia questione: la salute dei politici deve essere pubblica o privata? Rientra nella sfera della privacy o va chiarita per ragioni di trasparenza nei confronti dei propri doveri istituzionali? Se lo è chiesto laFrankfurter Allgemeine Zeitung, interrogandosi sul confine tra intimità e apertura nel dibattito politico internazionale.

3) Perché il tasso di natalità cresce in Germania e affonda in Italia
Come ha scritto sul Sole 24 Ore Alberto Orioli, lademografia dovrebbe essere la vera emergenza italiana. Fra i tanti problemi che affliggono l’Italia, il calo delle nascite e l’invecchiamento sono due crisi che rischiano di esplodere prima del previsto. Ma perché, ad esempio, in Germania il tasso di natalità cresce e qui resta al palo? Risponde l’Economist.

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