Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 15 marzo, e la prima pagina del quotidiano che trovate in edicola (qui potete sfogliare l'edizione digitale) racconta come la Guardia di finanza ha alzato il tiro sugli affitti brevi fuori regola. Tre le direttrici: controllo economico del territorio, definizione di priorità attraverso l'analisi di rischio e massima attenzione sull'adempimento degli obblighi fiscali da parte delle piattaforme online. La chiave è il codice identificativo nazionale (Cin) di cui i proprietari devono dotarsi. La mancanza del Cin è un indizio che può indirizzare le indagini. Matteo Sarzana, country manager di Airbnb Italia: «Con l'introduzione del Cin annunci calati del 15%».
L'Italia non è un Paese per giovani, ma forse sta diventando un Paese per startup. Secondo l'Innovators Business Environment Index (IBEI) 2026, uno studio della società StartupBlink che misura i contesti più favorevoli allo sviluppo delle imprese innovative, il nostro Paese si colloca nella parte medio-alta della classifica mondiale. La ricerca analizza 125 Stati, valutandoli in base a più di trenta parametri raggruppati in cinque categorie, tra cui la struttura finanziaria, il sistema di tassazione e l'infrastruttura digitale. In base a questi indicatori, un punteggio da 1 a 100 indica quanto è facile avviare e gestire un'attività innovativa. «Posso cominciare in modo facile? Posso operare in modo profittevole? Posso fidarmi del sistema?», si chiede il report nell'introduzione.
Non ha ancora compiuto un anno la SuperApp di Poste Italiane, quella che ha integrato le tre precedenti, ma già conta su 4,2 milioni di utenti ogni giorno. Quasi mezzo milione in più rispetto all'anno prima, quando le applicazioni erano tre (una per il sistema bancario, una per i pagamenti e una per il resto). I numeri, oggi, permettono a Poste di piazzarsi in testa per numero di utenti quotidiani, doppiando il secondo posto. Entro il 2026, infatti, arriverà la versione in inglese dell'app ma, soprattutto, la possibilità di vedere tutto ciò a cui si è abbonati. Un servizio che funzionerà come un cruscotto, dal quale vedere i collegamenti della propria carta a piattaforme come Netflix o Dazn. L'intervento, oltre a essere comodo per gli utenti, avrà anche un impatto sulla sicurezza, dando la possibilità di accorgersi di abbonamenti indesiderati.
Jerome Powell incassa una prima e significativa rivincita contro Donald Trump. Il presidente della Federal Reserve, spesso bersaglio delle invettive pubbliche del tycoon, ha visto un giudice federale annullare l'indagine penale del Dipartimento di Giustizia sulla testimonianza da lui resa al Senato sulla ristrutturazione miliardaria della sede centrale dell'istituto centrale più potente del pianeta. Il giudice capo del Tribunale distrettuale degli Stati Uniti, James Boasberg, in una ponderata sentenza diffusa venerdì 13 marzo, ha stabilito che le citazioni a comparire emesse dal Gran Giurì costituivano "mero pretesto" volto a esercitare pressioni sulla Fed. Insomma, un modo per piegare il banchiere centrale, che pure il tycoon aveva voluto alla guida della Fed nel suo primo mandato, alla volontà della Casa Bianca in materia di politica monetaria: il taglio dei tassi per rilanciare l'economia a dispetto delle crescenti pressioni inflazionistiche e anche a costo di bruciare l'indipendenza della Banca centrale Usa reclamata dai mercati.
Bruciati con i fumogeni due cartelloni con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, in uno insieme al ministro della Giustizia Carlo Nordio, nel corso del corteo per il no al Referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo che si è svolto ieri a Roma, a piazza dell'Esquilino. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: "No al vostro referendum". Mentre la seconda fotografia rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: "No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati". Il corteo ha raggiunto piazza San Giovanni mentre la coda percorre ancora via Merulana. Secondo Potere al Popolo che ha promosso la manifestazione in piazza ci sarebbero state circa 20mila persone.
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