Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è mercoledì 1 aprile, ecco le notizie della giornata.
Il prezzo del gasolio aumenta ancora. In Italia, il carburante è arrivato a costare 2,067 euro al litro, con picchi nelle Province del Trentino Alto Adige (a Bolzano 2,102 euro al litro e a Trento 2,087) e in Friuli Venezia Giulia (2,086 euro al litro). Tra una settimana, se non dovesse arrivare una proroga al decreto taglia-accise, si raggiungerebbero cifre superiori alla crisi del 2022 con la guerra in Ucraina. Secondo gli ultimi dati, a preoccupare è soprattutto il prezzo industriale ancora in aumento: un centesimo al litro in più rispetto alla scorsa settimana, con una crescita di 20 centesimi al litro rispetto al 16 marzo.
Migliaia di pensionati dovranno restituire il denaro erogato dall'Inps per errore. Sono tra 15.000 e 20.000 le persone interessate: se l'importo è fino a 150 euro la restituzione scatterà nella mensilità di aprile, se la somma è maggiore verrà rateizzata a partire dal 1° maggio. L'errore nasce dalla detrazione introdotta dalla legge di Bilancio 2025, disponibile per i lavoratori dipendenti con redditi tra 20.000 e 40.000 euro. Questa detrazione, già riconosciuta nel conguaglio a credito nel cedolino di marzo 2026 su un numero limitato di posizioni, è risultata non dovuta in alcune situazioni, come nel caso di pensioni integrative e indennità sostitutive.
Nel settore agroalimentare italiano, gli investimenti sulle startup hanno raggiunto quota 122 milioni di euro. Questo dato, contenuto nell'ultimo rapporto di Federalimentare, certifica una crescita del 18% nel 2025, confermando la transizione tecnologica del comparto. È cresciuto anche il numero delle startup AgriFoodTech, a quota 571, mentre il valore di tutta la filiera ha superato i 700 miliardi di euro con un peso pari al 32% del Pil nazionale. Il gap con Germania, Francia e Spagna si è ridotto, ma ora serve accelerare sull'intelligenza artificiale, sostiene la federazione.
Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale si attesta al 6,3% del Pil, mentre crescono i fondi sanitari (pagati dai contributi dei lavoratori) che hanno triplicato gli iscritti. È questa l'immagine della sanità italiana restituita da un rapporto dell'Ufficio parlamentare di bilancio, che mostra come gli italiani sono tra gli europei che in percentuale mettono di più mano al portafogli per pagarsi le cure privatamente. In Italia, infatti, a fronte degli investimenti pubblici la spesa diretta delle famiglie per le cure mediche si è attestata al 23,6% del totale, circa 9 punti sopra la media europea.
Ecco altre notizie sul nostro sito:
|  | Buona lettura, Massimo De Laurentiis |
|
|
Nessun commento:
Posta un commento