Buongiorno dalla redazione del Sole 24 Ore. Questa è Start, la newsletter del mattino con le notizie principali per cominciare la giornata. Oggi è domenica 29 marzo.
L'iter della legge elettorale parte martedì in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Ma è probabile che si entri nel vivo solo tra qualche settimana vista la pausa pasquale e la probabile richiesta di audizioni sul testo. Un tempo congruo - ragiona qualcuno nella maggioranza - anche per far «depositare le scorie» dello scontro referendario sulla giustizia e per provare a tentare più agevolmente un dialogo con le opposizioni. Un canale di comunicazione che al momento sembra chiuso ma che - dopo l'esito referendario - viene considerato nel centrodestra indispensabile per provare a portare a casa la partita.
Un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati americani, due dei quali in modo grave. Lo riportano i media statunitensi. L'Iran ha proseguirgli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusate di fungere da base di lancio per gli attacchi statunitensi contro il Paese, iniziati con un'operazione congiunta con Israele il 28 febbraio. L'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti non identificate.
Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm. Tango è stato eletto per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell'Associazione dove sabato l'ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni. Giudice del lavoro a Palermo, 43 anni, esponente di Magistratura indipendente, alle ultime elezioni dell'Anm, nel gennaio del 2025, è stato il più votato e ha fatto parte della giunta esecutiva presieduta da Cesare Parodi di cui oggi diventa il vertice.
Il Consiglio dei ministri del 27 marzo ha decretato una beffa, forse senza precedenti, per le imprese industriali che avevano puntato sugli incentivi all'innovazione. Gli "esodati" del piano Transizione 5.0 del 2025, cioè le aziende che avevano regolarmente presentato 7.417 progetti ed erano in lista d'attesa a causa dell'esaurimento delle risorse, riceveranno solo il 35% del credito d'imposta richiesto. In pratica un terzo dell'agevolazione spettante. Nel migliore dei casi, in cui ricade circa l'80% delle imprese, il credito d'imposta effettivo sarà dunque del 15,75% (cioè il 35% dell'aliquota massima del 45% prevista per i progetti a più alta efficienza energetica). Altrimenti sarà del 14% o del 12,25 per cento. Un'agevolazione che è addirittura inferiore a quella prevista per gli investimenti del vecchio piano Transizione 4.0.
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|  | Buona lettura, Silvia Martelli |
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